La circolazione dei beni culturali e i profili normativi problematici di tutela del bene e di titolarità del proprietario

La gestione della circolazione dei beni culturali pone grossi problemi a livello di disciplina applicabile ai rapporti tra privati e alla pluralità di conflitti coinvolti. L’applicazione della regola possesso vale titolo (art. 1153 c.c.), nel caso degli acquisti a non domino, infatti, mostra tutti i suoi limiti quando si tratta di riferirla al bene culturale, di certo la sua applicazione, se si ammettesse, non potrebbe essere generalizzata alla stregua di un regime unitario ma andrebbe vagliata nel singolo caso concreto, tenendo conto della natura, dell’importanza e della tipologia del bene culturale preso in considerazione.

Le norme del codice Urbani si incentrano sulla procedimentalizzazione dell’attività privata. Agli schemi tradizionali del godimento e della diposizione, si sommano quelli quelli degli obblighi in chiave plurirelazionale e plurilaterale (di cui sono destinatari tanto i privati quanto i soggetti pubblici) che conformano i rapporti e modulano la stessa redazione degli atti. Il titolare di un bene culturale non è dunque un proprietario tel quel, ma è soggetto a una serie di limitazioni, è titolare di una serie di situazioni di soggezione o situazioni passive, accanto alle facoltà attive, che si giustificano in vista della particolare categoria di bene su cui insiste ‘la titolarità’ e in ragione della funzione del bene. Rimane da considerare se la via del modello dominicale sia quella più appropriata a gestire la circolazione tra privati dei beni culturali. La proprietà dei beni culturali in capo ai privati, nonché i rapporti e le vicende che ne conseguono, giustificano adattamenti di regole classiche e di discipline tradizionali, conformandole a una ratio di tutela, universale e identitaria.

Il tema è trattato nel saggio scritto da Francesco Longobucco dal titolo "Beni culturali e conformazione dei rapporti tra privati: quando la proprietà 'obbliga' ", pubblicato nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 5, Settembre 2016, p. 527 (Area riservata)

 

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