Legittimazione dei terzi ad impugnare gli atti amministrativi in materia urbanistica: il concetto giuridico di 'vicinitas'

Nel campo edilizio, i terzi non direttamente legati ad un atto amministrativo possono impugnare un permesso di costruzione solo nel caso di una stabile collegamento materiale fra l’immobile del ricorrente e quello interessato dai lavori, qualora essi, contrari alla legge, alterino l'esistente struttura urbanistica.Tale pregiudizio legato alla maggiore tropizzazzione, alla minore qualità panoramica, ambientale, paesaggistica e alla possibile diminuzione di valore dell’immobile deve ragionevolmente ritenersi sussistente in re ipsa. Il mero criterio della vicinitas nella passata giurisprudenza non poteva di per sé radicare la legittimazione al ricorso, presupponendo il riferimento alla situazione concreta e fattuale del come, del perché ed in quale misura il provvedimento impugnato si riflettesse sulla posizione sostanziale, determinando una lesione concreta, immediata e di carattere attuale per la terza parte. Il concetto di vicinitas si è tuttavia arricchito negli anni in un'ottica di cotemperamento di tutti gli interessi in gioco; la giurisprudenza ha dunque differenziato il proprio orientamento in relazione alla tipologia di atto impugnato e alla concreta ubicazione topografica del terzo ricorrente.

Il tema è trattato nel saggio scritto da Antonino Longo dal titolo "La legittimazione dei terzi ad impugnare gli atti amministrativi in materia edilizia ed urbanistica:vicinitas e ulteriori condizioni di accesso alla tutela processuale", pubblicato nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 4, Luglio 2016, p. 516 (Area riservata)

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