Il piano urbanistico generale in mancanza di un piano territoriale di coordinamento provinciale è riferibile anche alla provincia?

Consiglio di Stato, Sez. IV, 9 febbraio 2016, n. 519

Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato ha stabilito che non è necessaria la notifica anche alla Provincia di un ricorso avverso un p.u.g. , laddova questa non risulti aver ancora adottato il piano territoriale di coordinamento provinciale alla data di adozione di un nuovo p.u.g. La semplice partecipazione alla Conferenza di servizi da parte della Provincia non consente d'altronde di riferire il p.u.g. a quest'ultima, necessitando che essa in concreto eserciti la cura degli interessi localizzati a livello provinciale; ove ciò non accada il p.u.g. sarà riferibile solo al Comune e alla Regione, alla quale è comunque demandato un controllo di compatibilità del nuovo strumento urbanistico. La diretta attribuzione, da parte della Regione ovvero del Comune, della natura "culturale" a un complesso residenziale straripa dai compiti e dalle funzioni ad essi affidati, risolvendosi nella negazione del principio secondo il quale "inequivocabilmente attribuiti allo Stato, ai fini della tutela, la disciplina e l'esercizio unitario delle funzioni destinate alla individuazione dei beni costituenti il patrimonio culturale nonché alla loro protezione e conservazione".

La sentenza è pubblicata nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 4, Luglio 2016, p. 486. Il saggio che la commenta scritto da Elisa Bandera dal titolo "Pianificazione del territorio e tutela urbanistica dei beni di particolare interesse", è pubblicato nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 4, Luglio 2016, p.498 (Area riservata)

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