TAR Campania, sez. II, sentenza 20 agosto 2018, n. 5243

La seconda sezione del T.A.R Campania, nella sentenza in esame, ha esaminato il diritto alla liquidazione dell’indennizzo ex. art. 21 quinques della L. 241/90, in merito alla mancata approvazione degli interventi di riqualificazione urbanistica ed edilizia ai sensi dell’art. 7 della L. R. 19/2009. Nel rigettare la richiesta attorea, il Collegio si è soffermato ad analizzare i presupposti applicativi dell’indennizzo derivante da revoca, previsto dalla legge 241/90; in primo luogo si profila il diritto all’indennizzo, qualora vi siano dei pregiudizi in danno dei soggetti interessati dal provvedimento revocato, in secondo luogo, potrebbe configurare anche responsabilità di tipo risarcitorio, qualora la revoca si palesi illegittima. Il pregiudizio indennizzabile in caso di utilizzo dello strumento revocatorio, qualora si riscontri la legittimità dello stesso, da parte della P.A. è quantificabile limitatamente al solo “danno emergente”, tenuto conto “sia dell’eventuale conoscenza o conoscibilità da parte dei contraenti della contrarietà dell’atto amministrativo oggetto di revoca all’interesse pubblico, sia dell’eventuale concorso dei contraenti o di altri soggetti all’erronea valutazione della compatibilità di tale atto con l’interesse pubblico”.

TAR Campania, Napoli, sez. V, sentenza 5 novembre 2018 n. 6425

Nel caso di scadenza del termine nel giorno di domenica, l’adempimento va anticipato al giorno antecedente non festivo, ossia a sabato e non a venerdì; infatti il sabato è equiparato ai giorni festivi (in virtù della novella di cui all’art. 2, co. 11, D.L. n. 263 del 2005, in vigore dal 1° marzo 2006) solo al fine del compimento degli atti processuali svolti fuori dell’udienza che scadono di sabato, onde consentire agli avvocati di procedere ai relativi adempimenti, concernenti i termini di notifica e deposito che scadono di sabato, il successivo lunedì; a tutti gli altri effetti il sabato è considerato giorno lavorativo. Il C.p.a. esplicita l’applicabilità della disciplina sul sabato anche al processo amministrativo (art. 52, co. 5, c.p.a). Questa regola vale solo per i termini che si calcolano in avanti, e non per i termini che si calcolano a ritroso; infatti l’art. 52, co. 5, c.p.a. estende al sabato solo la proroga di cui al comma 3, ossia la proroga dei giorni che scadono di giorno festivo, e dunque non anche il meccanismo di anticipazione di cui al co. 4; ne consegue che se un termine a ritroso scade di sabato, esso non va anticipato al venerdì, così come se il termine a ritroso scade di domenica, va anticipato al sabato e non al venerdì. (Cfr. Cons. Stato, sez. V, 31 maggio 2011 n. 3252, e Cons. Stato, sez. V, 25 luglio 2011, n. 4454)

TAR Campania, Napoli, sez. V, sentenza n. 6425.2018

 

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 12 novembre 2018, n. 6615

La questione affrontata dal Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, è la rilevanza dei vincoli paesaggistici sopravvenuti alla realizzazione dell’immobile abusivo ai fini della concedibilità del condono edilizio. In particolare vengono ribaditi vari principi: nel caso di sopravvenienza di un vincolo di protezione, l’Amministrazione competente ad esaminare l’istanza di condono proposta ai sensi delle leggi n. 47 del 1985 e n. 724 del 1994 deve acquisire il parere della Autorità preposta alla tutela del vincolo sopravvenuto, la quale deve pronunciarsi tenendo conto del quadro normativo vigente al momento in cui esercita i propri poteri consultivi; per quanto sussista l’onere procedimentale di acquisire il necessario parere in ordine alla assentibilità della domanda di sanatoria, a prescindere dall’epoca d’introduzione del vincolo, l’Autorità preposta deve esprimere non una valutazione di “conformità” delle opere alle predette previsioni, trattandosi di un vincolo non esistente al momento della loro realizzazione, bensì un parere di “compatibilità” paesaggistica dell’intervento edilizio abusivo;

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