Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 26 settembre 2017, n. 22419

L'Ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito risponde ai sensi dell'art. 2051 c.c., per difetto di manutenzione, dei sinistri riconducibili a situazioni di pericolo connesse alla struttura o alle pertinenze della strada stessa, salvo che si accerti la concreta possibilità per l'utente danneggiato di percepire o prevedere con l'ordinaria diligenza la situazione di pericolo. Nel compiere tale ultima valutazione, si dovrà tener conto che quanto più questo è suscettibile di essere previsto e superato attraverso l'adozione di normali cautele da parte del danneggiato, tanto più il comportamento della vittima incide nel dinamismo causale del danno, sino a interrompere il nesso eziologico tra la condotta attribuibile all'ente e l'evento dannoso.

Corte di Cassazione_ ordinanza n. 22419.2017

Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 13 dicembre 2017, n. 29891

È esclusa l'ipotesi di responsabilità dell'ente locale nel caso in cui risulti evidente, a causa della conformazione dei luoghi, la violazione da parte della madre dei propri doveri di diligenza e vigilanza nei confronti della minore, caduta per una buca presente sul manto stradale. Nel caso di specie si trattava di una buca di grandi dimensioni collocata a ridosso del marciapiede e tale da indurre i pedoni a transitare sulla strada anziché sullo stesso. 

Corte di Cassazione_ ordinanza n. 29891.2017

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 13 dicembre 2017, n. 5854

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha indagato l’ubi consistam del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti negli appalti cd. “sotto soglia”. Un Comune indiceva una procedura negoziata ex art. 36, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 50/2016 per l’affidamento del servizio di allestimento palchi per una manifestazione cittadina. Al termine della gara, l’Ente disponeva l’aggiudicazione dell’appalto nei confronti dell’impresa prima classificata. Avverso tali atti insorgeva il gestore uscente del servizio oggetto dell’affidamento, fra l’altro dolendosi del mancato invito alla procedura. Il Consiglio di Stato ha ribadito che in applicazione del “principio di rotazione” di cui all’art. 36, comma 1, d.lgs. n. 50/2016 negli appalti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea, la stazione appaltante ha l’alternativa o di non invitare il gestore uscente o di motivare attentamente le ragioni per le quali ritiene di non poter prescindere dall’invito.

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