Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 30 luglio 2018, n. 11

Dato il principio dell'effetto devolutivo/sostitutivo dell'appello, le ipotesi di annullamento con rinvio al giudice di primo grado hanno carattere eccezionale e tassativo e non sono suscettibili di interpretazioni analogiche o estensive. Non costituisce ipotesi di annullamento con rinvio né l'erronea dichiarazione di irricevibilità, inammissibilità o improcedibilità del ricorso di primo grado, giacché la chiusura in rito del processo, per quanto erronea, non determina, ove la questione pregiudiziale sia stato oggetto di dibattitto processuale, la lesione del diritto di difesa, né tanto meno un caso di nullità della sentenza o di rifiuto di giurisdizione; né la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, pur nell'ipotesi in cui si sia tradotta nella mancanza totale di pronuncia da parte del giudice di primo grado su una delle domande del ricorrente.

Tribunale di Roma, sez. XIII, sentenza 31 agosto 2018

La corte, nel ricostruire il rapporto tra risarcibilità del danno e mancanza di conformità, stabilisce che colui che venga privato del panorama non ha diritto ad essere risarcito qualora l’edificazione sia stata compiuta in conformità degli strumenti urbanistici (regolamenti edilizi) e civili (servitù o distanze), in quanto la semplice privazione del panorama non costituisce attività illecita fonte di danno ingiusto e quindi dell’obbligo risarcitorio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2043 c.c., in quanto l’opera lesiva consegue all’esercizio di un diritto.

TAR Puglia, Bari, sez. III, sentenza 25 giugno 2018, n. 934

Il TAR Puglia torna a esaminare gli atti amministrativi degli organi collegiali tecnici, ad elevato indice di specializzazione e a basso indice di discrezionalità amministrativa quali commissioni di esame, di concorso, di gara, le commissioni di disciplina e i collegi sindacali (revisori dei conti). I principi basilari sono comuni, sebbene non vi sia una disciplina legislativa comune. In assenza di un espresso obbligo di specifica verbalizzazione imposto dal disciplinare di gara, non vi è ragione per derogare dal principio generale secondo il quale gli apprezzamenti dei commissari sono destinati ad essere assorbiti nella decisione collegiale finale, costituente momento di sintesi della comparazione e composizione dei giudizi individuali; mentre la separata enunciazione dei punteggi attribuiti dai singoli commissari assume valore di formalità interna relativa ai lavori della commissione i cui giudizi, ai fini della verbalizzazione e della pubblicità esterna, sono sufficientemente documentati con la sola attribuzione del voto complessivo finale.

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