Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 13 febbraio 2018, n. 899

La soprintendenza archeologica alle belle arti e al paesaggio può vietare la permanenza degli stabilimenti balneari per l'intero anno, limitandola ai soli mesi estivi, al fine di tutelare il paesaggio costiero e, in particolare, la godibilità del contesto paesistico del litorale anche al fine di favorire la ricostituzione di fattori naturali. Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha dato ragione al Comune di Gallipoli e alla soprintendenza locale che avevano negato l'autorizzazione paesaggistica in base all’art. 146 del D.lgs. 42/2004 richiesta da un imprenditore turistico per l'installazione permanente, e dunque non limitata soltanto alla stagione estiva, di una struttura balneare costituita da manufatti amovibili.

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 17 novembre 2015, n. 5250

Il diritto di avvalersi del principio della tutela del legittimo affidamento può operare solo in presenza di comportamenti che abbiano fatto sorgere fondate speranze a causa di assicurazioni sufficientemente precise provenienti da fonti istituzionali, con la conseguenza che i principi di tutela del legittimo affidamento, di certezza del diritto e di proporzionalità non possono rappresentare un impedimento per l’azione amministrativa che si riveli per altro verso scevra da elementi che possano inficiarne la validità. Nel caso in esame secondo il Consiglio di Stato non sono riscontrabili i necessari presupposti per ritenere la sussistenza di un legittimo affidamento tutelabile, stante l’assenza di elementi positivi idonei ad ingenerare nell’autore della violazione il convincimento della liceità della condotta e dovendo escludersi in radice che l’Autorità abbia adottato, seppur implicitamente, valutazioni aventi valenza di giudizio di liceità delle condotte.

Il Foro Amministrativo, n. 11, Novembre 2015, p. 2800 (Area riservata)

Corte Costituzionale, sentenza 19 novembre 2015, n. 236

Nel giudizio di legittimità costituzionale, in riferimento agli artt. 2, 4 secondo comma, 51 primo comma e 97, secondo comma, dell'art. 11, comma 1, lett. a), del d.lgs. del 31 dicembre 2012 n. 235, riguardante i casi di sospensione dalla carica elettiva di sindaco a seguito di condanna non definitiva per abuso d'ufficio, è inammissibile l'intervento di M. M. M. e S. C., parti nel giudizio principale che si sono costituite oltre il termine di venti giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell'ordinanza di rimessione. Tale termine ha infatti natura perentoria, per cui la sua mancata osservanza determina l'esclusione dal giudizio costituzionale di tutti gli interventi depositati oltre la sua scadenza.

Il Foro Amministrativo, n. 11, Novembre 2015, p. 2737 (Area riservata)

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