Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, sentenza 23 febbraio 2018, n. 2

Il Consiglio di Stato ha specificato il senso della propria funzione nomofilattica, con il dichiarato obiettivo di dare ordine alle questioni interpretative poste dalle Sezioni remittenti. L'articolo 99, comma 4 del cod. proc. amm. deve essere inteso nel senso di rimettere all'Adunanza plenaria la sola opzione fra l'integrale definizione della controversia e l'enunciazione di un principio di diritto, mentre non è predicabile (per ragioni sia testuali, che sistematiche) l'ulteriore distinzione in princìpi di diritto di carattere astratto e princìpi maggiormente attinenti alle peculiarità del caso concreto. Ai princìpi di diritto enunciati dall'Adunanza plenaria ai sensi dell'articolo 99, comma 4 del cod. proc. amm. non può essere riconosciuta l'autorità della cosa giudicata. L'attività di contestualizzazione e di sussunzione del principio di diritto enunciato dall'Adunanza plenaria ai sensi dell'articolo 99, comma 4 del cod. proc. amm. in relazione alle peculiarità del caso concreto spetta alla Sezione cui è rimessa la decisione del ricorso.

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria_sentenza n.2.2018

Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 1 marzo 2018, n. 9361

Il Tribunale di Genova aveva riconosciuto l’imputato responsabile del reato di cui all’art. 659 c.p. (Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone) per aver disturbato il riposo dei condomini attraverso rumori, urla e schiamazzi in orario notturno. L’imputato aveva presentato ricorso in Cassazione deducendo il mancato esame del livello di tollerabilità dei rumori prodotti. Il Collegio ha ricordato che il reato previsto dall’art. 659 c.p. si configura, secondo la costante interpretazione giurisprudenziale, nel caso in cui le emissione sonore siano potenzialmente idonee a disturbare le occupazioni o il riposo di un numero indiscriminato di persone secondo il parametro della normale tollerabilità; è quindi necessario che i rumori “abbiano una tale diffusività che l’evento di disturbo sia potenzialmente idoneo ad essere risentito dalla collettività”. Ai fini dell’accertamento del superamento della soglia della normale tollerabilità non è necessario effettuare una perizia o una consulenza tecnica, potendo il giudice formare il proprio convincimento sulla base dei elementi probatori di diversa natura, in primis, sulle dichiarazioni di chi è in grado di riferire dettagli sulla vicenda. Nel caso di specie il giudice ha correttamente accertato la propagazione eccessiva delle urla e dei rumori prodotti dall’imputato sulla base delle dichiarazioni rese da un carabiniere che si trovava a passare lungo la strada sottostante all’edificio condominiale.

Corte di Cassazione_sentenza n. 9361.2018

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 14 febbraio 2018, n. 961

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha rigettato il ricorso promosso da una Provincia, la quale lamentava l'esistenza di un danno derivante dall'esercizio di funzioni che non avrebbe più dovuto esercitare. Il Collegio ha ricordato che l'accordo raggiunto dallo Stato e dalle Regioni in sede di Conferenza unificata in data 11 settembre 2014, in attuazione del comma 89 dell'art. 1 della L. 7 aprile 2014, n. 56 (cd. "Legge Delrio"), ha dettato i criteri ed i principi per poter procedere al riordino delle funzioni non fondamentali delle Province (sussidiarietà, adeguatezza, differenziazione, continuità dell'azione amministrativa, semplificazione, razionalizzazione, riduzione dei costi).

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