Corte Costituzionale, sentenza 20 Luglio 2018, n. 168

Con la sentenza in esame, i giudici della Consulta hanno ritenuto la disciplina siciliana delle Città Metropolitane e e Liberi Consorzi di Comuni non il linea con la c.d. Riforma Delrio, di cui alla legge n. 56/2018. La Corte Costituzionale ha chiarito che l’intervento di riordino di Province e Città metropolitane, di cui alla legge n. 56 del 2014, c.d. Legge Delrio, rientra nella competenza esclusiva statale nella materia «legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane», ex art. 117, secondo comma, lettera p). Sono stati dunque dichiarati incostituzionali gli artt. da 1 a 6 e 7, lettere b), c) ed e) della legge della Regione Siciliana 11 agosto 2017, n. 17 (Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comunale, nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano).

Corte Costituzionale, sentenza 20 Luglio 2018, n. 168

Corte di Cassazione, se. VI civile - 3, ordinanza 1 marzo 2018, n. 4908

Il proprietario di un immobile concesso in locazione non risponde dei danni provocati dal conduttore in conseguenza di immissioni sonore intollerabili, a meno che non si accerti in concreto che, al momento della stipula del contratto di locazione, il proprietario avrebbe potuto preconfigurarsi, impiegando la diligenza di cui all'art. 1176 c.c. che il conduttore avrebbe certamente arrecato danni a terzi con la propria attività. La Sesta Sezione ha ricordato, nell’ordinanza in esame, come sin dal 1969 (sentenza n. 2711/1969) le Sezioni Unite avessero stabilito che nel caso di immissioni moleste prodotte dal detentore di un immobile, “l'eventuale sussistenza della legittimazione passiva del proprietario di questo non ne comporta l'automatica responsabilità per il risarcimento dei danni”. Occorre, infatti, che sussista l'elemento soggettivo della colpa e del nesso oggettivo di causalità fra la concessione dell'immobile al terzo ed i danni subiti dal fondo contiguo. In questo senso nel 2015 la Terza Sezione aveva specificato che la responsabilità ex art. 2043 c.c. potesse essere attribuita al proprietario “solo se il medesimo abbia concorso alla realizzazione del fatto dannoso”. La Cassazione ha inoltre escluso che, nel caso di specie, sussistesse un obbligo di vigilanza, intervento o di veto della società proprietaria nei confronti della conduttrice.

Corte di Cassazione_ordinanza n. 4908.2018

 

Corte di Cassazione, sez. VI civile – 2, ordinanza 28 agosto 2018, n. 21243

La Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di individuazione dello scaglione di riferimento ai fini della liquidazione del compenso del difensore e onere di motivazione del giudice in caso di compensazione delle spese; con l’ordinanza in esame ha rigettato il ricorso proposto da un avvocato avverso il provvedimento con cui il Tribunale di Milano accoglieva la sua istanza di liquidazione del compenso di gratuito patrocinio, liquidato in 3627€.  Il ricorrente aveva dedotto in primo luogo la mancata osservanza dei minimi tariffari previsti dal D.M. n. 55/2014. Sul punto il Collegio ha sottolineato che il valore dichiarato in citazione vale ai fini della liquidazione del compenso solo laddove la domanda venga accolta integralmente con condanna del soccombente alle spese. Nel diverso caso in cui l’azione si riveli infondata o non venga accolta, anche in parte, il valore della controversia va dimostrato in concreto.

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