Tar Puglia, Bari, sez. II, sentenza 24 giugno 2019, n. 886

É affetta da sviamento di potere l'ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco ai sensi dell'articolo 50, comma 5, del Dlgs n. 267/2000 (Tuel) che ingiunge alla società gestrice del servizio idrico di ripristinare immediatamente e a tempo indeterminato la fornitura d'acqua a favore dei condomini morosi. Il Comune, infatti, è del tutto estraneo al rapporto privatistico gestore-utente e non può quindi dirimere tale controversia tra privati a vantaggio di una parte, anche se questa è inadempiente per ragioni di ordine economico-sociale.Il Collegio ha ribadito che il ricorso all'ordinanza di necessità ed urgenza “si configura [...] quale rimedio straordinario che l'amministrazione ha a disposizione per fronteggiare situazioni eccezionali ed imprevedibili, non altrimenti governabili”. Questa fisionomia peculiare dell'ordinanza fa sì che uno dei suoi caratteri immancabili sia quello della provvisorietà; elemento assente nell'ordinanza in esame, adottata senza termine finale di efficacia.

T.A.R. Sicilia, Catania, sentenza 11 giugno 2019, n.1426

Il Tar Sicilia, con la sentenza in esame, ha stabilito l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di comunicare al Ministero della Giustizia un indirizzo PEC valido per le notifiche e per le comunicazioni, al fine dell'inserimento nell'elenco ex art. 16 comma 12 del D.L. 179/2012. La comunicazione al Ministero della Giustizia dell'indirizzo PEC è richiesta dal legislatore alle Amministrazioni al dichiarato fine di "favorire le comunicazioni e notificazioni per via telematica alle pubbliche amministrazioni". E' evidente che il contegno omissivo serbato dall'Amministrazione rispetto all'obbligo di comunicazione dell'indirizzo PEC, pur non precludendo radicalmente la notifica dell'atto processuale (possibile, infatti, mediante le tradizionali modalità cartacee con un aggravio in termini materiali ed economici), vanifichi il raggiungimento degli obiettivi di digitalizzazione della giustizia posti dal legislatore, rispetto ai quali la telematizzazione delle comunicazioni funge da fattore trainante.

Tar Puglia, Lecce, sez. I, sentenza 4 settembre 2018, n.1322

L'invito rivolto a tutti gli appaltatori iscritti sul Mepa, per l'affidamento di appalti in ambito sottosoglia comunitaria, non consente di configurare il procedimento di acquisto come procedura aperta e, pertanto, la stazione appaltante non può disattendere la rotazione e affidare la commessa al precedente affidatario senza un'adeguata motivazione. Nel caso di specie la stazione appaltante per procedere con l'aggiudicazione di una fornitura di materiali di cancelleria in ambito sottosoglia comunitaria ha attivato il procedimento disciplinato dall'articolo 36, comma 2, lettera b) del codice degli appalti decidendo di invitare tutti gli operatori iscritti nel mercato elettronico (circa 4mila). Hanno presentato l'offerta 11 appaltatori e tra questi il pregresso affidatario che si è aggiudicato anche il nuovo appalto. Contro l'aggiudicazione si è opposto il ricorrente censurando il comportamento della stazione appaltante per violazione del principio di rotazione.

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