La giurisprudenza costituzionale ed amministrativa nel diritto dell'ambiente è un settore in continuo divenire, in cui è presente la tensione che può caratterizzare i rapporti tra i diversi ordinamenti, italiano ed eurounitario. Ciò determina l’esistenza di un ordinamento legislativo confuso, in cui coesistono modelli decisionali differenti e concorrenti tra loro. I temi principali che caratterizzano la disciplina sono le autorizzazioni in materia ambientale (VIA,VAS,AIA), l'accesso alle informazioni ambientali, e altri interessi strettamente connessi, come quelli legati alla tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, la gestione delle risorse idriche, la prevenzione dei problemi geologici, quali le alluvioni, ed in generale la tutela del territorio, inclusi l'inquinamento elettromagnetico, l'inquinamento acustico, lo smaltimento dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati, e la tutela ambientale alla luce del principio ormai recepito a livello nazione del "chi inquina, paga". Lo svolgimento della Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.) sembra tuttavia essere lo strumento migliore per garantire il coordinamento delle esigenze legate alla pianificazione territoriale con quelle legate alla tutela dell’ambiente, in tutte le sue sfaccettature.

Il tema è trattato nel saggio scritto da Cristina Videtta dal titolo "Interessi pubblici e governo del territorio: ' l'ambiente' come motore della trasformazione", pubblicato nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 4, Luglio 2016, p. 393 (Area riservata)

Lo strumento del baratto amministrativo è stato introdotto con il decreto Sblocca Italia (articolo 24 del d.l. 133/2014) che ha previsto per i comuni la possibilità di accettare, previa delibera, uno specifico regolamento che definisca criteri e condizioni per la realizzazione di interventi di riqualifica del territorio, proposti da singoli o cittadini associati. Le attività sono le più svariate, dalla pulizia, alla manutenzione, all'abbellimento delle aree verdi, agli interventi di decoro urbano, sino, alla valorizzazione di aree e immobili inutilizzati,ecc. Esso è peculiare e si differenzia in molti punti con istituti affini quali il partenariato sociale, il partenariato pubblico privato e la "datio in solutum".

Il Tar Lombardia e il Tar Sardegna hanno sottoposto alla Corte di Giustizia Europea il quesito pregiudiziale della compatibilità dell'articolo 1, comma 18, del decreto legge del 30 dicembre 2009, n. 194 con l''articolo 12 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio , nonché con gli articoli 49, 56 e 106 TFUE. L'art.1, comma 18, sopra citato, sanciva la proroga ex lege, fino al 31.12.2015, delle concessioni di beni demaniali marittimi con finalità turistico - ricreativo che fossero valide alla data di entrata in vigore del decreto e in scadenza entro il 31 dicembre 2015; con successivo articolo 34 duodecies del decreto legge del 18 ottobre 2012, n. 179 il termine di durata delle concessioni veniva ulteriormente prorogato fino al 31 dicembre 2020, nelle more del procedimento di revisione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni di beni.

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