Tar Sicilia, Catania, sez. I, sentenza 16 luglio 2018, n. 1495

Con sentenza in esame, la sezione I del Tar di Catania ha chiarito come l’ordine di rimozione dei rifiuti rinvenuti all’interno di un fondo possa essere rivolto al proprietario (o al titolare di diritti reali o personali di godimento) solo quando sia dimostrata almeno la corresponsabilità dello stesso con gli autori dell’illecito, per avere cioè posto in essere un comportamento, omissivo o commissivo, a titolo doloso o colposo, dovendosi escludere che le disposizioni in materia configurino un’ipotesi legale di responsabilità oggettiva o per fatto altrui, con conseguente esclusione della natura di obbligazione propter rem dell'obbligo di ripristino del fondo a carico del titolare di un diritto di godimento sul bene. Deve dunque ritenersi illegittimo l’ordine ex art. 192, comma 3, d.lgs. n. 152/2006 ove adottato in assenza di istruttoria in ordine alla riconducibilità degli sversamenti a comportamenti anche solo colposi dei proprietari. Nel caso in esame la P.A. aveva ordinato alla ricorrente di provvedere alla bonifica, mediante avvio a recupero o allo smaltimento dei rifiuti rinvenuti all’interno dell’area di sua proprietà, nonché al ripristino dello stato dei luoghi solo in ragione del fatto che il predetto ritrovamento fosse avvenuto su terreni di sua proprietà, senza invece procedere a una verifica circa l’imputabilità alla stessa della violazione, quantomeno a titolo di colpa.

Tar Sicilia,Catania_sentenza n. 1495.2018

Corte Costituzionale, sentenza 20 Luglio 2018, n. 168

Con la sentenza in esame, i giudici della Consulta hanno ritenuto la disciplina siciliana delle Città Metropolitane e e Liberi Consorzi di Comuni non il linea con la c.d. Riforma Delrio, di cui alla legge n. 56/2018. La Corte Costituzionale ha chiarito che l’intervento di riordino di Province e Città metropolitane, di cui alla legge n. 56 del 2014, c.d. Legge Delrio, rientra nella competenza esclusiva statale nella materia «legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane», ex art. 117, secondo comma, lettera p). Sono stati dunque dichiarati incostituzionali gli artt. da 1 a 6 e 7, lettere b), c) ed e) della legge della Regione Siciliana 11 agosto 2017, n. 17 (Disposizioni in materia di elezione diretta del Presidente del libero Consorzio comunale e del Consiglio del libero Consorzio comunale, nonché del Sindaco metropolitano e del Consiglio metropolitano).

Corte Costituzionale, sentenza 20 Luglio 2018, n. 168

Corte di Cassazione, se. VI civile - 3, ordinanza 1 marzo 2018, n. 4908

Il proprietario di un immobile concesso in locazione non risponde dei danni provocati dal conduttore in conseguenza di immissioni sonore intollerabili, a meno che non si accerti in concreto che, al momento della stipula del contratto di locazione, il proprietario avrebbe potuto preconfigurarsi, impiegando la diligenza di cui all'art. 1176 c.c. che il conduttore avrebbe certamente arrecato danni a terzi con la propria attività. La Sesta Sezione ha ricordato, nell’ordinanza in esame, come sin dal 1969 (sentenza n. 2711/1969) le Sezioni Unite avessero stabilito che nel caso di immissioni moleste prodotte dal detentore di un immobile, “l'eventuale sussistenza della legittimazione passiva del proprietario di questo non ne comporta l'automatica responsabilità per il risarcimento dei danni”. Occorre, infatti, che sussista l'elemento soggettivo della colpa e del nesso oggettivo di causalità fra la concessione dell'immobile al terzo ed i danni subiti dal fondo contiguo. In questo senso nel 2015 la Terza Sezione aveva specificato che la responsabilità ex art. 2043 c.c. potesse essere attribuita al proprietario “solo se il medesimo abbia concorso alla realizzazione del fatto dannoso”. La Cassazione ha inoltre escluso che, nel caso di specie, sussistesse un obbligo di vigilanza, intervento o di veto della società proprietaria nei confronti della conduttrice.

Corte di Cassazione_ordinanza n. 4908.2018

 

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