Il decreto legge 20 febbraio 2017, n. 14 recante "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città" è un articolato pacchetto di misure, il cui obiettivo è potenziare l'intervento degli enti territoriali e delle forze di polizie nella lotta al degrado delle aree urbane, con un approccio che privilegia il coordinamento delle forze e la programmazione di interventi integrati. Sono stati introdotti patti per la sicurezza urbana, accordi sottoscritti tra il prefetto ed il sindaco, nel rispetto di linee guida adottate su proposta del Ministro dell'interno con accordo sancito in sede di Conferenza Stato-città e autonomie locali; i patti individuano, in relazione alla specificità dei contesti, interventi per la sicurezza urbana volti a perseguire la prevenzione dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, la promozione del rispetto della legalità e del rispetto del decoro urbano.

Il decreto legge 17 febbraio 2017, n. 13, recante “Disposizioni urgenti per l'accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell'immigrazione illegale”, proposto dal Ministro dell'Interno Marco Minniti, contiene un articolato pacchetto di misure destinate ad incidere in modo rilevante, anche sul piano normativo, nella delicata materia del controllo e della repressione del fenomeno migratorio. Il provvedimento, che suscita perplessità per vari aspetti, prevede l’istituzione di 26 sezioni di tribunale specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale che dovranno dirimere le questioni riguardanti il mancato riconoscimento del diritto di soggiorno sul territorio nazionale in favore di cittadini Ue; l’impugnazione del provvedimento di allontanamento nei confronti di cittadini Ue per motivi di pubblica sicurezza; il riconoscimento della protezione internazionale; il mancato rilascio, rinnovo o revoca del permesso di soggiorno per motivi umanitari; il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare e del permesso di soggiorno per motivi familiari.

Consiglio di Stato, sezione VI, sentenza 12 gennaio - 14 febbraio 2017, n. 642

Mentre per i beni di proprietà privata le disposizioni di cui alla legge n.1089 del 1939 prevedono un particolare regime giuridico di tutela, conseguente solo nel caso di notifica di un atto amministrativo che palesi il pregio culturale, per i beni pubblici il legislatore ha introdotto un particolare regime giuridico di tutela ex lege, con la previsione, da un lato, dell'obbligo di "presentare l'elenco descrittivo delle cose indicate nell'art.1 di spettanza degli enti o istituti" e, dall'altro, della loro immediata sottoposizione alle disposizioni della stessa legge n.1089 del 1939, in primis, sulla tutela e sulla necessaria previa autorizzazione alla alienazione. La nullità della vendita di un bene di interesse culturale, concluso in assenza della previa autorizzazione, sussiste a prescindere da quanto poi rileva o si verifica quanto all'esercizio del potere di prelazione. In tal caso l'Amministrazione statale può riaffermare la legalità, dichiarando la nullità del contratto concluso in assenza della necessaria previa autorizzazione, pue se poi, per carenza di risorse economiche o per altra ragione, ritenga di non esercitare il potere di prelazione.

La sentenza e il saggio che la commenta scritto da Davide Ponte, dal titolo "Palazzo Spada ritrova la via della tutela del nostro patrimonio" sono pubblicati nella rivista "Guida al Diritto", n. 11, Marzo 2017, p. 84 (Area riservata)

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