La cultura a cui si riferisce l’art.9 della Costituzione impone alla Repubblica la promozione culturale declinata al plurale, come un insieme di culture, tra loro concorrenti e talora addirittura non compatibili, che contribuiscono tuttavia a formare quell’identità in divenire che è sempre stata la base di ogni sviluppo, sociale, artistico, scientifico, particolarmente in Italia. Ispirando il loro agire al principio di neutralità che compende i tre cardini degli ordinamenti occidentali, (democrazia, pluralismo e laicità), i poteri pubblici, devono offrire il maggior numero possibile di strumenti di sostegno e luoghi di confronto per le diverse concezioni storiche e culturali, promuovendone uno sviluppo libero, senza mai generare in alcun modo una “cultura di Stato”. Il patrimonio esistente è insieme fattore di ricchezza presente, ma soprattutto di ricchezza futura, poiché la sua conoscenza incentiva e orienta alla creazione di nuova arte, e dunque di nuovo patrimonio, materiale e immateriale.  Anche la vigente normativa europea e internazionale sottolineano l'importanza di una maggiore considerazione dellla dimensione immateriale dei beni e delle attività culturali, accanto a quelle materiali.

Il tema è trattato nel saggio scritto da Francesco Rimoli dal titolo "La dimensione costituzionale del patrimonio culturale: spunti per una rilettura", pubblicato nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 5, Settembre 2016, p. 505 (Area riservata)

 

Nel campo edilizio, i terzi non direttamente legati ad un atto amministrativo possono impugnare un permesso di costruzione solo nel caso di una stabile collegamento materiale fra l’immobile del ricorrente e quello interessato dai lavori, qualora essi, contrari alla legge, alterino l'esistente struttura urbanistica.Tale pregiudizio legato alla maggiore tropizzazzione, alla minore qualità panoramica, ambientale, paesaggistica e alla possibile diminuzione di valore dell’immobile deve ragionevolmente ritenersi sussistente in re ipsa. Il mero criterio della vicinitas nella passata giurisprudenza non poteva di per sé radicare la legittimazione al ricorso, presupponendo il riferimento alla situazione concreta e fattuale del come, del perché ed in quale misura il provvedimento impugnato si riflettesse sulla posizione sostanziale, determinando una lesione concreta, immediata e di carattere attuale per la terza parte. Il concetto di vicinitas si è tuttavia arricchito negli anni in un'ottica di cotemperamento di tutti gli interessi in gioco; la giurisprudenza ha dunque differenziato il proprio orientamento in relazione alla tipologia di atto impugnato e alla concreta ubicazione topografica del terzo ricorrente.

Il tema è trattato nel saggio scritto da Antonino Longo dal titolo "La legittimazione dei terzi ad impugnare gli atti amministrativi in materia edilizia ed urbanistica:vicinitas e ulteriori condizioni di accesso alla tutela processuale", pubblicato nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 4, Luglio 2016, p. 516 (Area riservata)

Consiglio di Stato, Sez. IV, 9 febbraio 2016, n. 519

Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato ha stabilito che non è necessaria la notifica anche alla Provincia di un ricorso avverso un p.u.g. , laddova questa non risulti aver ancora adottato il piano territoriale di coordinamento provinciale alla data di adozione di un nuovo p.u.g. La semplice partecipazione alla Conferenza di servizi da parte della Provincia non consente d'altronde di riferire il p.u.g. a quest'ultima, necessitando che essa in concreto eserciti la cura degli interessi localizzati a livello provinciale; ove ciò non accada il p.u.g. sarà riferibile solo al Comune e alla Regione, alla quale è comunque demandato un controllo di compatibilità del nuovo strumento urbanistico. La diretta attribuzione, da parte della Regione ovvero del Comune, della natura "culturale" a un complesso residenziale straripa dai compiti e dalle funzioni ad essi affidati, risolvendosi nella negazione del principio secondo il quale "inequivocabilmente attribuiti allo Stato, ai fini della tutela, la disciplina e l'esercizio unitario delle funzioni destinate alla individuazione dei beni costituenti il patrimonio culturale nonché alla loro protezione e conservazione".

La sentenza è pubblicata nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 4, Luglio 2016, p. 486. Il saggio che la commenta scritto da Elisa Bandera dal titolo "Pianificazione del territorio e tutela urbanistica dei beni di particolare interesse", è pubblicato nella "Rivista Giuridica dell'edilizia", n. 4, Luglio 2016, p.498 (Area riservata)

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