Fermo restando il diritto alla manifestazione del pensiero da parte di una Associazione – che può esplicarsi anche mediante la pubblicazione di documentazione a supporto delle argomentazioni e delle tesi sostenute –, la diffusione di dati, quali numeri delle utenze telefoniche e l'indicazione degli indirizzi dei luoghi di residenza e domicilio, nonché i numeri di targa di alcune autovetture delle persone citate nel testo dell'ordinanza, effettuata attraverso la pubblicazione in forma integrale del provvedimento, travalica la finalità informativa perseguita e non trova giustificazione sul piano del rispetto del principio dell'essenzialità dell'informazione previsto dall'art. 137, comma 3, del Codice e dall'art. 6 del codice di deontologia relativo al trattamento dei dati personali nell'esercizio dell'attività giornalistica (allegato A1 al Codice), nonché del principio di pertinenza e non eccedenza nel trattamento dei dati, trattandosi di informazioni, di natura strettamente personale, sicuramente sovrabbondanti e non indispensabili per rappresentare compiutamente la vicenda giudiziaria in esame.
Nota a cura dello Studio Legale Giuliano,
Di seguito il provvedimento dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali:

La produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato spedito per la notifica di un atto a mezzo del servizio postale non costituisce un elemento costitutivo del procedimento di notificazione, essendo richiesta dalla legge ai soli fini della prova del perfezionamento di tale procedimento e quindi dell'effettiva instaurazione del contraddittorio; da tale principio deriva che l'omessa produzione dell'avviso di ricevimento non dà vita a un caso di nullità della notifica, non consentendo quindi la rinnovazione dell'atto, ma va qualificata unicamente come situazione di mera incertezza sulla effettiva e corretta instaurazione del contraddittorio, destinata a risolversi vuoi con la costituzione in giudizio della parte intimata, vuoi con la successiva azione della stessa parte notificante, con espressa richiesta rivolta al giudice di concessione della rimessione in termine, purché dimostri che l'omessa produzione dell'avviso di ricevimento non gli è addebitabile in alcun modo e che è conseguenza di un fatto incolpevole al di fuori della sua sfera di controllo, in tal modo correttamente temperandosi le esigenze del diritto di difesa (ex art. 24 Cost.) e del giusto processo (ex art. 111 Cost.)
Nota di LexItalia.it
Di seguito la sentenza CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 2 settembre 2011 n. 4958 - Pres. Giaccardi, Est. Sabatino - Baiano (Avv.ti F. ed A. Iadanza e Biamonte) c. Comune di Quarto (Avv. Vitucci) - (annulla con rinvio T.A.R. Campania - Napoli, Sez. II, sentenza 14 ottobre 2005, n. 16472).

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