Garantire l’uso pubblico di tutte le strade private della Penisola Maddalena-Plemmirio e avviare il procedimento di istituzione di una riserva naturale protetta in tutta l’area della Pillirina-Plemmirio. Sono queste le richieste avanzate in un’istanza rivolta al Sindaco di Siracusa dalle Associazioni Legambiente e WWF, dal Comitato Parchi, dal senatore Vincenzo Maiorca e dalla signora Patrizia Maiorca, e da altri cittadini siracusani residenti in città.

L’iniziativa si spiega con il fatto che lo scorso 6 aprile la Società Elemata Maddalena srl, proprietaria dell’area della Penisola Maddalena-Plemmirio, compresa tra Capo Murro di Porco, Punta della Mola  Massoliveri, e contrada Pellerina, ha diffidato gli organizzatori della manifestazione “Due Giorni per la Pellerina”, promossa per sensibilizzare l’opinione pubblica sui pericoli di cementificazione della costa, dall’accedere alle aree di sua proprietà.

I promotori dell'iniziativa ricordano che la rete viaria di quest’area è utilizzata per il transito pubblico da tempo immemorabile, sia per raggiungere la costa e la zona di demanio marittimo, sia per fruire di un territorio di alto valore paesaggistico, archeologico e naturalistico, tutelato da vincoli e dichiarato sito di interesse comunitario .

Ribadiscono poi che la zona in questione confina con la riserva marina del Plemmirio dove l’ente gestore ha predisposto diversi punti di accesso alla costa e al mare. La stessa Amministrazione Comunale ha previsto nell’area limitrofa, denominata “Feudo Santa Lucia”, un sistema di percorsi naturalistici finalizzati alla fruizione pubblica. L’accesso a questi siti sarebbe quindi impensabile senza l’utilizzo della rete viaria che invece la società proprietaria del terreno vorrebbe impedire.

Chiedono pertanto al Sindaco di emettere con urgenza un’ordinanza che tuteli e garantisca l’uso pubblico del sistema viario privato in questione, dichiarandone l’asservimento all’uso pubblico, ed avviare contestualmente il procedimento di istituzione di una riserva naturale protetta in tutta l’area della Pillirina-Plemmirio. Chiedono, poi, al primo cittadino di ordinare alla Società Elemata Maddalena srl di cessare immediatamente qualsiasi azione che impedisca il passaggio e il transito nelle strade presenti nell’area di sua proprietà.

Nei prossimi giorni i promotori dell’iniziativa incontreranno il Sindaco di Siracusa al quale consegneranno le firme raccolte in calce all’istanza ed una mappa dell’IGM (Istituto Geografico Militare) con evidenziate le strade da dichiarare di uso pubblico.

Siracusa, 30 aprile 2011

CartaSentieriIsola1

Nella mappa, in rosso, sono evidenziate le strade da dichiarare di uso pubblico 

E' il marzo 2011. Il Coordinamento SOS Siracusa, al quale hanno aderito cinquanta tra associazioni ambientaliste e realtà sensibili verso le problematiche di tutela del paesaggio, invita a riflettere sulle contraddizioni tra i vincoli archeologici previsti nell'area Castello Eurialo, Mura Dionigiane, e quanto prevede il Piano Regolatore vigente. Secondo quanto sostenuto dal Coordinamento, il PRG non terrebbe conto del vincolo archeologico e consentirebbe l'edificabilità di un'ampia area che dovrebbe invece entrare a far parte del costituendo parco delle Mura Dionigiane.   Nemmeno un mese dopo si apprende i proprietari dei terreni (Open Land, ex Fiera del Sud) intenderebbero costruire 700 villette in edilizia convenzionata. L'iter per la presentazione del piano di lottizzazione dei terreni è già stato avviato.

pdfCOMUNICATO_SOS_SIRACUSA_25_03_2011_Mura_dionigiane.pdf

pdfCOMUNICATO_SOS_SIRACUSA_28.04.2011 Settencento villette al Castello Eurialo.pdf

All'Epipoli progetto di 700 villette


Di seguito proponiamo i particolari di alcune carte allegate al Piano paesaggistico di Siracusa sui beni paesaggistici ed i regimi normativi (integrazione dell'8 aprile 2013).

pdfTavole_di_piano_Beni_paesaggistici_Epipoli_Mura_Dionigiane (Piano paesaggistico Siracusa).pdf

pdfTavole_di_piano_Regimi_normativi_Epipoli_Mura_Dionigiane (Piano Paesaggitico Siracusa).pdf

Ricongiungimento familiare: la procedura per il rilascio del nulla osta
 
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 7218/11; depositata il 30 marzo)
 

La concessione del diritto al ricongiungimento familiare è frutto di un procedimento complesso, a formazione progressiva, nel quale le valutazioni della Questura o dello Sportello Unico vengono seguite dagli accertamenti della Rappresentanza diplomatica: le prime sfociano nel nulla osta e i secondi nel visto di ingresso, o nel suo diniego, impugnabile come atto terminativo innanzi al giudice ordinario.
Il caso. Lo ha precisato la Cassazione con la sentenza n. 7218 del 30 marzo nella vicenda relativa ad una cittadina filippina munita di permesso di soggiorno italiano che nell’aprile 2008 ha presentato istanza di ricongiungimento dei propri genitori residenti nelle Filippine. Pur avendo il Questore espresso in merito il proprio nulla osta, l'Ambasciata Italiana di Manila nel giugno 2009 ha negato il visto di ingresso sulla base della sopravvenienza normativa del nuovo disposto del Testo unico sull’immigrazione (art. 29, lett. d), d.lgs. n. 286/98 così come modificato dal d.lgs. n. 260/2008). Invano la donna ha impugnato il diniego davanti ai giudici di merito per poi giungere in Cassazione.
Presupposti e requisiti. La Corte Suprema non ha fatto altro che avallare quanto spiegato dal tribunale prima e dalla corte d’appello poi circa la sopravvenienza normativa di requisiti di immediata applicazione anche al caso di specie: le modifiche normative al T.U. condizionano il diritto al ricongiungimento familiare al requisito della vivenza a carico dei genitori privi di altri figli o della impossibilità degli altri figli, per gravi ragioni di salute, di provvedere al mantenimento dei genitori ultrasessantacinquenni. Condizioni non sussistenti nel caso di specie.
L’evoluzione normativa. La Cassazione coglie l’occasione per un excursus sulla disciplina dei requisiti di ricongiungimento a beneficio dei genitori dell'extracomunitario regolarmente soggiornante.
Il quadro normativo ha avuto un singolare avvicendarsi nel tempo: la norma sui genitori a carico è stata sostituita dall'art. 23 della legge 189 del 2002 con un’integrazione costituita dalla condizione negativa dell’inesistenza di altri figli nel Paese ovvero, ma solo per i genitori ultrasessantacinquenni, dell’inidoneità al loro sostentamento da parte di altri figli per documentate gravi ragioni di salute, condizione eliminata subito dopo dalla più permissiva previsione dell'art. 1 comma 1 lett. e sub d) del d.lgs. 5 del 2007 (genitori a carico che non dispongano di un adeguato sostegno familiare nel Paese di origine o di provenienza) ma poi ripristinata ancora (art. 1 comma 1 lett. a) sub d) del d.lgs. 3 ottobre 2008, n. 160).
L'ultima disposizione, che ha ripristinato la previsione di cui all'art. 23 della legge 189 del 2006, è entrata in vigore il 5 novembre 2008, dopo la richiesta della cittadina filippina, ben prima che la Rappresentanza diplomatica italiana negasse il visto di ingresso per assenza del nuovo requisito per cui correttamente tali requisiti sono stati applicati alla procedura in esame.

 
 
 
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