La novella introdotta dalla L. n. 69 del 2009, la quale ha profondamente inciso sul testo del secondo comma dell'art. 92 del codice di rito civile, circoscrivendo le ipotesi in cui è consentito pronunciare la compensazione delle spese di lite ai soli casi in cui ricorrono "gravi ed eccezionali ragioni", limitando di fatto gli ampi poteri discrezionali riconosciuti in subiecta materia all'autorità giudiziaria, ha ulteriormente rafforzato l'originaria funzione deterrente sottesa al principio di soccombenza, nell'ottica di una politica giudiziaria volta a disincentivare, come testimoniato anche da altri recenti interventi legislativi, tra cui spicca certamente il D.Lgs n. 28 del 2010 in materia di mediazione civile, il ricorso ai Tribunali quale luogo di elezione per la risoluzione delle controversie e a favorire per questa via l'auspicato obiettivo della deflazione del contenzioso.  

L'art. 111 l. fall., introdotto dal d.lgs. 5 del 2006, stabilisce che sono considerati debiti prededucibili quelli così qualificati da una apposita disciplina e quelli sorti in occasione o in funzione delle procedure concorsuali di cui alla presente legge. Pertanto, sono da considerare prededucibili anche i debiti sorti in occasione della procedura di concordato preventivo a cui abbia fatto seguito il fallimento dell'imprenditore. Data la continuità tra le due procedure e llunitarietà delle vicende attinenti alla procedura fallimentare, ne consegue che qualora sia stato accertato che lo stato di crisi per il quale era stata richiesta l'ammissione al concordato preventivo era in realtà uno stato di insolvenza, l'efficacia della sentenza dichiarativa di fallimento, intervenuta a seguito dell'inammissibilità della domanda di concordato preventivo deve essere retrodatata alla data di presentazione di tale domanda.

Sulle pagine de La Sicilia del 10 giugno 2010 viene pubblicata la notizia che la società Open Land Srl e il Comune di Siracusa avrebbero raggiunto un accordo con conseguente  rinuncia, da parte della società stessa, al ricorso contro l'Amministrazione comunale e il Dirigente del Settore Pianificazione ed Edilizia Privata, per avere negato il rilascio della concessione edilizia per la realizzazione di un “centro commerciale” di 15.802 mq. nel quartiere Epipoli. Gli avvocati Corrado Giuliano e Paolo Tuttoilmondo, che rappresentano e difendono in giudizio le Associazioni ambientaliste Legambiente e Grilli Aretusei e il Centro Studi Davide contro Golia, intervenute ad opponendum contro il ricorso di Open Land, informano la stampa dell'intenzione di insistere contro l'azione intrapresa fino alla sentenza del Tar, perché lo stesso ricorso della società venga rigettato con condanna alle spese per la temerarietà dell'azione.

pdfComunicato_stampa_Nessun_Accordo_con_lOpen_Land_10_giugno_2010.pdf

pdfLa_Sicilia_10_giugno_2010.pdf

Rassegna stampa

pdfGiornale_di_Siracusa_10_giugno_2010_Nessun_accordo.pdf

pdfSiracusa_News_10_giugno_2010_Nessun_accordo.pdf

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