Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 5 settembre 2017, n. 4192

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha respinto l’appello della società esclusa dalla commissione di gara e ha confermato la decisione dei giudici del Tar, ravvisando la sussistenza di un grave illecito professionale, ai sensi dell’art. 80 del Codice dei contratti pubblici. Scatta dunque l’esclusione legittima dalla gara per l’impresa che tace alla stazione appaltante precedenti condanne penali per reati commessi in esecuzione di contratti pubblici, anche se statuite nell’ambito di un processo ancora in corso. Un siffatto comportamento viola l’obbligo di leale collaborazione con la pubblica amministrazione; il concorrente, infatti, non può decidere da se stesso quali precedenti penali siano rilevanti ai fini dell’ammissione alla gara e, quindi, da dichiarare all’amministrazione aggiudicatrice. Tale potere è attribuito interamente alla stazione appaltante.

Tar Lazio, Roma, sez. II, sentenza 4 settembre 2017, n. 9536

Seondo il Tar del Lazio è illegittimo il provvedimento con il quale la Stazione appaltante ha escluso una ditta da una gara di appalto, motivato con riferimento alla omessa allegazione all’offerta della copia fotostatica del documento d’identità del legale rappresentante. Infatti, la mancata produzione di copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante della ditta interessata non costituisce causa di esclusione, potendo ove del caso essere richiesta in sede di soccorso istruttorio; e ciò a maggior ragione ove la dichiarazione prodotta non possa ritenersi una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli artt. 46 e 47 d.P.R. 445/2000.

Tar Lazio, Roma_ sentenza n. 9536.2017

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza 7 settembre 2017, n. 20909

In tema di contratti di affidamento in uso gratuito delle attrezzature fisse e mobili finalizzate alla distribuzione in esclusiva dei carburanti, la Corte ha ritenuto applicabile, nel caso in esame, quanto disposto dal d.lgs. n. 32/98, art. 1, in materia di razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti congiuntamente all’accordo collettivo 29.07.1997, secondo il quale i contratti si rinnovano automaticamente, per un periodo di uguale durata, salvo comunicazione del mancato rinnovo da inviare al gestore, nei primi 6 mesi dell’ultimo anno contrattuale. Il mancato rinnovo dopo il primo periodo contrattuale deve essere accompagnato dall’esplicitazione da parte del concessionario dell’autorizzazione dei motivi che lo hanno indotto ad assumere tale decisione. Dal dettato normativo in esame emerge che l’obbligo motivazionale sia vigente in relazione al primo rinnovo contrattuale e non anche per i successivi, in ordine anche una logica di maggior esborso economico sostenuto dal gestore nel periodo iniziale dell’attività.

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 20909.2017

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.