Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 28 luglio 2017, n. 3780

Il comma 2-bis dell'art. 21 nonies della L. 241/1990, introdotto dalla L. 124/2015, intende salvaguardare l'esercizio dell'autotutela di fronte ad atti e comportamenti dell'istante o comunque del destinatario del provvedimento tali da originare un falso convincimento della pubblica amministrazione, traendola in inganno in ordine alla legittimità dell'adozione del provvedimento favorevole. La pubblica amministrazione, in un contesto ormai caratterizzato da procedimenti autorizzatori e concessori prevalentemente basati su autodichiarazioni e autocertificazioni soggette a verifiche successive spesso (se non altro, per la ristrettezza dei termini e delle risorse a disposizione) non sistematiche né tempestive, deve poter fare affidamento sulle dichiarazioni o prospettazioni del privato, senza che l'esercizio del potere di autotutela ne risulti in concreto limitato. Tale esigenza non sussiste allorché le dichiarazioni del soggetto istante lungi dal risolversi nella descrizione di un dato oggettivo, consistano in valutazioni tecnico discrezionali che sottendono un intrinseco grado di opinabilità, e non possano pertanto esimere l'amministrazione che le riceve dal valutare (prima ancora che la rispondenza in fatto dei presupposti indicati) la loro correttezza e condivisibilità, ai fini dell'ulteriore sviluppo del procedimento.

Consiglio di Stato_ sentenza n. 3780.2017

Corte di Cassazione, sez. VI civile – 3, ordinanza 6 settembre 2017, n. 20858/17

La Corte di Cassazione si è pronunciata sugli effetti di un contratto di locazione abitativa non registrato e sulla possibilità di sanarne la nullità con la tardiva registrazione. L’attore agiva in giudizio per ottenere il rilascio di un immobile ed il pagamento di un’indennità per l’ingiustificata occupazione dello stesso. I convenuti deducevano l’esistenza di un contratto di locazione formalmente stipulato con la controparte quale titolo per l’occupazione, contratto registrato peraltro a distanza di alcuni atti dal momento della decorrenza degli effetti. La Corte ha ribadito il costante orientamento giurisprudenziale secondo cui, in tema di locazione immobiliare, la mancata registrazione del contratto determina un’ipotesi di nullità per violazione di norme imperative ex art. 1418 c.c. che “in ragione della sua atipicità, desumibile dal complessivo impianto normativo in materia ed in particolare della espressa previsione di forme di sanatoria nella legislazione succedutasi nel tempo e dall’istituto del ravvedimento operoso, risulta sanata con effetti ex tunc dalla tardiva registrazione del contratto stesso”.

Corte di Cassazione, sez. VI civile – 3, ordinanza n. 20858.2017

 

Tar Friuli Venezia Giulia, Trieste, sez. I, sentenza 1 agosto 2017, n. 256

Un episodio isolato di colluttazione tra due giovani non caratterizzata da grave violenza o allarme sociale, accaduto all'esterno di un esercizio di somministrazione di alimenti e bevande, non è sufficiente a costituire il presupposto legittimo della sospensione della licenza commerciale del locale per quindici giorni, come invece disposto dal Questore ai sensi dell'articolo 100 comma 1 del regio decreto 18 giugno 1931 n.773 (Tulps). Tale misura cautelare di pubblica sicurezza può intervenire solo se il comportamento costituisce pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dei cittadini, richiedendo quindi plurimi episodi tumultuosi gravi, oppure un singolo comportamento con carattere di gravità o allarme per la collettività.

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