Tribunale di Pavia, sez. II, sentenza 28 agosto 2018

 

Il Tribunale di Pavia, pronunciandosi su una domanda di disconoscimento di paternità, ha affermato che la consulenza tecnica esperita nel contraddittorio tra le medesime parti nel processo penale può essere utilizzata nel giudizio civile, fondando la pretesa attorea. Infatti, “pur essendo un atto ripetibile da un punto di vista materiale, risulta essere superfluo disporre una nuova ctu, in ragione della certezza scientifica dei risultati e della correttezza del metodo di lavoro seguito, circostanze che non sono state oggetto di contestazione”. Resta fermo che gli altri documenti depositati dalla parte attrice possono essere valutati secondo il prudente apprezzamento del giudice in virtù dell’ammissibilità nel processo civile di prove atipiche, utilizzabili come argomenti di prova, sempre che tali documenti non sono stati formati illecitamente. Condividendo i risultati a cui è giunto il consulente dato il metodo scientifico da esso applicato, il Tribunale ha accolto la richiesta di disconoscimento della paternità presentata dal minore rappresentato da un curatore speciale, con adesione della madre. 

Tribunale di Pavia, sez. II, sentenza 28 agosto 2018

Tar Calabria, Reggio Calabria, sentenza 9 agosto 2018, n. 499

 

Con la sentenza in esame il Tar Calabria ha dichiarato illegittimo il ‘no’ dell’ente locale (nel caso in esame il comune di Reggio Calabria) alla richiesta di prendere visione delle carte riguardanti la periodica verifica sull’acqua destinata al consumo umano. Il Comune ha non solo il dovere di effettuare una costante verifica della qualità dell’acqua destinata al consumo dei cittadini, ma anche quello di consentire la visione, laddove richiesta, della relativa documentazione, contenente tutti i dati dei controlli effettuati. Decisivo è il richiamo al principio secondo cui "l’autorità pubblica deve rendere disponibile l’informazione ambientale detenuta a chiunque ne faccia richiesta, senza che questi debba dichiarare il proprio interesse", che, peraltro è in questa vicenda manifesto, avendo il condominio stipulato col Comune un contratto di somministrazione di acqua potabile. Per “informazione ambientale” si intende “qualsiasi informazione concernente: lo stato degli elementi dell’ambiente, quali l’aria, l’atmosfera, l’acqua, il suolo, il territorio; le misure, anche amministrative, quali le politiche, le disposizioni legislative, i piani, i programmi, gli accordi ambientali e ogni altro atto, anche di natura amministrativa”, nonché “le attività che incidono o possono incidere sugli elementi e sui fattori dell’ambiente”.

Tar Calabria, Reggio Calabria, sentenza n. 499.2018

 

Tar Molise, Campobasso, sez. I, sentenza 12 settembre 2018, n.533

L'affidamento diretto entro i 40mila euro integra una procedura “ultra-semplificata” in cui la speditezza dell'acquisizione prevale sul rigore formalistico classico della procedura a evidenza pubblica, con la conseguenza di rendere non necessaria un’adeguata motivazione. Il caso in esame riguardava l'affidamento diretto dei servizi di raccolta, trasporto e conferimento dei rifiuti differenziati, pulizia stradale, manutenzione e cura del verde pubblico, manutenzione del cimitero e scavo di fosse per tumulazione, oltre al servizio di trasporto persone-autista autista scuolabus. Secondo l'appaltatore l'affidamento sarebbe avvenuto in violazione dei principi del codice, in quanto il responsabile del procedimento non avrebbe invito o consultato/coinvolto alcuna impresa potenzialmente interessata; sempre secondo il ricorrente, la stazione appaltante avrebbe dovuto favorire la partecipazione avviando un procedimento competitivo.

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