T.a.r. Lazio, Roma, sez. III, ordinanza 23 marzo 2018 n. 1734 

Appare illegittimo, per difetto di motivazione, il diniego opposto da un Comune, in ordine ad una istanza avanzata da una impresa, tendente ad ottenere l’autorizzazione allo svolgimento, 24 ore su 24, di attività rumorosa ambientale originata da cantieri temporanei. Nel caso di specie si trattava del cantiere avente ad oggetto i lavori di realizzazione di un tunnel, relativo alla costruzione, nel territorio del Comune salentino di Melendugno, del gasdotto di 878 chilometri che trasporterà gas naturale dalla regione del Mar Caspio in Italia, nel caso in cui gli impatti acustici originati da tale attività siano stati preventivamente ed attentamente valutati nello studio di impatto ambientale presentato e siano risultati sempre nei limiti di tollerabilità, quanto meno assoluti, ammessi dalle normative settoriali e qualora si tratti di un’opera di enorme valore economico e di altrettanto elevato rilievo strategico per gli interessi energetici nazionali ed europei.

T.a.r. Lazio, Roma_ordinanza n. 1734 .2018

Tra i nuovi articoli del Codice penale introdotti dal decreto legislativo n. 21/2018, vi è il numero 289-ter sul sequestro di persona a scopo di coazione. Il nuovo articolo punisce con la reclusione da 25 a 30 anni chiunque , al di fuori dei casi indicati nei già vigenti articoli 289-bis (sul sequestro di persona a scopo di terrorismo o di eversione) e 630 (sul sequestro di persona a scopo di estorsione) dello stesso Codice , chi "sequestra una persona o la tiene in suo potere minacciando di ucciderla, di ferirla o di continuare a tenerla sequestrata al fine di costringere un terzo, sia questi uno Stato, una organizzazione internazionale tra più governi, una persona fisica o giuridica o una collettività di persone fisiche, a compiere un qualsiasi atto o ad astenersene, subordinando la liberazione della persona sequestrata a tale azione od omissione". E' prevista l'applicazione di pene certamente più miti per i casi di lieve entità. Tali pene, spiega il Codice, si ottengono aumentando dalla metà a due terzi quelle già previste dall'articolo 605 c.p. Con l'entrata in vigore delle nuove disposizioni, avvenuta il 6 aprile scorso, sono state contestualmente abolite quelle contenute negli articoli 3 e 4 della Legge n. 718/1985.

D.Lgs. n. 21.2018

T.a.r. Lazio, sez.I, sentenza 14 febbraio 2018, n.1735

Il Tar Lazio, con la sentenza in esame, si concentra su una linea guida sulla trasparenza negli incarichi (“Linee guida recanti indicazioni sull’attuazione dell’art. 14, del dl.gs. 33/2013 «Obblighi di pubblicazione concernenti i titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo e i titolari di incarichi dirigenziali» come modificato dall’art. 13 del d.lgs. 97/2016”). Il Tar romano si rifà a quanto già evidenziato dal Consiglio di Stato nel parere della Commissione speciale n. 1257 del 29 maggio 2017; in tale occasione il Consiglio di Stato ha chiarito come le Linee guida in esame appaiano riconducibili al novero delle Linee guida “non vincolanti”, mediante le quali l’ANAC “…fornisce ai soggetti interessati indicazioni sul corretto modo di adempiere agli obblighi previsti dalla normativa e sull’adempimento dei quali ha poteri di vigilanza, indicazioni che costituiranno parametro di valutazione per l’esercizio di tali poteri e l’adozione dei provvedimenti conseguenti”.

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