Corte Suprema di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 29 Ottobre 2020 n. 23901

La Corte, a sezioni unite, chiede un rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’UE, per pronunciarsi sull’interpretazione del diritto dell’Unione, specificatamente chiedendo se l’art. 189 c. 3 del TUE e gli artt. 13 e 16 della Direttiva 82/76/CEE del Consiglio del Gennaio ’82, ostino o meno ad una interpretazione per cui il diritto ad una adeguata remunerazione previsto dall’art. 13 della Direttiva prevista per i sanitari che svolgano attività di formazione, spetti anche ai medici specializzandi iscritti ad anni precedenti al 1982 e se pertanto competa loro anche il diritto al risarcimento del danno per il tardivo recepimento da parte dell’Italia della suddetta Direttiva.

Corte Suprema di Cassazione, sezioni unite civili, sentenza 29 Ottobre 2020 n. 23901

 

Corte di Cassazione, III sezione Civile, sentenza 10 Novembre 2020 n. 25164

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 25164 del 2020, affronta ancora il tema della liquidazione del danno biologico, inteso come pregiudizio sofferto di tipo non patrimoniale, e privo di valore monetario intrinseco non avente fondamento medico legale. Per la liquidazione del danno biologico gli artt. 138 e 139 cod. ass. prevedono la predisposizione di tabelle, che costituiscono la base per una valutazione basata poi sull’apprezzamento del caso concreto. Il giudice applicando infatti il principio della personalizzazione potrebbe allontanarsi dal secco risultato che otterrebbe applicando le tabelle. La Corte, nella suddetta sentenza, ribadendo che la voce di danno morale deve essere autonoma, stila un vademecum, illustrando ai giudici di merito la natura eccezionale delle circostanze in presenza delle quali può procedersi alla liquidazione del danno alla salute.

Corte di Cassazione, III sezione Civile, sentenza 10 Novembre 2020 n. 25164

 

Corte di Cassazione, VI sez. civile -1, ordinanza 23 settembre 2020, n. 20495

La Cassazione, in linea con quanto ritenuto dalla giurisprudenza di legittimità, afferma che l’art. 58, co. D. Lgs. 385/1993 rende efficace con la sola pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale, la cessione “in blocco” dei rapporti giuridici , anche senza bisogno di notificare la cessione ad ogni debitore. Tale pubblicazione inoltre, può essere anche validamente sostituita dagli adempimenti previsti dall’art. 1264 c.c., in quanto aventi la medesima natura. La notificazione della cessione pertanto può avere luogo sia con l’atto di citazione con cui il cessionario intima al debitore ceduto il pagamento, sia durante lo stesso giudizio.

Corte di Cassazione, VI sez. civile -1, ordinanza 23 settembre 2020, n. 20495

 

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