Cassazione civile, sez. II, sentenza 31 Agosto 2017, n. 20608

L’acquisto di un bene immobile da parte dell'aggiudicatario in sede di esecuzione forzata, pur non dipendendo dalla volontà del precedente proprietario, giacché connesso al decreto di aggiudicazione emesso dal giudice dell'esecuzione, ha comunque natura di acquisto a titolo derivativo, traducendosi nella trasmissione dello stesso diritto del debitore esecutato; ne consegue che, nel sistema tavolare, a tale acquisto si applicano le speciali regole di efficacia previste dalla relativa normativa per gli atti "inter vivos".

Cass.civile_ sentenza n. 20608.2017

Tribunale di Vallo della Lucania, sentenza 5 Luglio 2017

La formulazione del secondo comma dell’art. 624 c.p.c., per la sua genericità, autorizza un’estensione dell’ambito applicativo del reclamo anche alla sospensione disposta dal giudice dell’opposizione preventiva all’esecuzione, come confermato anche dal tenore della stessa rubrica della norma, la quale consente di estenderne il contenuto tanto alla sospensione all’esecuzione, quanto alla sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo.

Tribunale di Firenze, sez. III civile – sezione specializzata in materia di impresa, sentenza 17 marzo 2014

Nel caso in cui il giudice disponga la mediazione, la condizione di procedibilità non è soddisfatta quando i difensori si recano dal mediatore e, ricevuti i suoi chiarimenti su funzione e modalità della mediazione, dichiarano il rifiuto di procedere oltre. In caso di mediazione ex officio, è necessario che le parti compaiano personalmente (assistite dai propri difensori come previsto dall'art. 8 d.lgs. n. 28/2010) e che la mediazione sia effettivamente avviata.

Tribunale Firenze_sentenza 17 marzo.2014

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