L’IMO (International Maritime Organization) ha reso note le nuove regole, che saranno effettive a livello mondiale, per ridurre l’inquinamento marino: IMO 2020.In particolare è stato imposto che, a partire dal 1° gennaio 2020, il combustibile impiegato nelle navi, il cosiddetto bunker, sia costituito essenzialmente da olio combustibile con tenore di zolfo allo 0,5% (oggi è al 3,5%).Per adeguarsi a tale richiesta, i vettori marittimi si trovano di fronte a due scelte: installare uno scrubber per abbattere le emissioni fino allo 0,5% su ogni imbarcazione; convertire la propria flotta all’utilizzo di GNL (Gas Naturale Liquefatto).Entrambe le alternative comportano ingenti investimenti e per questo motivo le compagnie marittime hanno annunciato un aumento (tra il 20% e il 30%) sui prezzi dei trasporti, che comincerà a verificarsi già a partire dal 2019.

IMO - The 2020 global sulphur limit

La tecnologia blockchain è un protocollo informatico configurato negli anni '90. Tuttavia, il suo utilizzo su larga scala e il suo successo sono legati alla diffusione delle criptovalute, tra le quali la più conosciuta è il bitcoin. Sarebbe però un errore assimilare la blockchain solo alle criptomonete. Infatti, grazie alla combinazione con la crescente potenza di calcolo e analisi dei dati dei sistemi informatici, al potenziamento della connettività in Europa e alla continua evoluzione dei sistemi d'intelligenza artificiale, stanno crescendo in modo esponenziale i potenziali di utilizzo delle DLT (Distributed Ledger Technology - DLT) per molteplici finalità.La blockchain è allo stesso tempo un codice, cioè un protocollo di comunicazione, ed un registro pubblico nel quale vengono "annotate" con un elevato grado di trasparenza e in forma non modificabile tutte le transazioni effettuate fra i partecipanti della rete, secondo un ordine sequenziale. 

Tar Sicilia, Palermo, sez. I, ordinanza 26 luglio 2019, n. 1940

E’ rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4, commi 1 e 2, l. reg. Sicilia 11 agosto 2017, n. 16, per contrasto con gli artt. 117, comma 2, lett e), 97, commi 1 e 2, 119, commi 1 e 4, e 136 Cost., nella parte in cui prevede la gestione diretta dei comuni del servizio idrico, in tal modo disattendendo i princìpi dell’art. 149-bis, d.lgs. n. 152 del 2006. Tale art. 4, commi 1 e 2, della cui legittimità costituzionale si dubita, riproduce, quanto meno sul piano dell’effetto dispositivo, il medesimo assetto normativo già censurato dalla Corte con riferimento alla gestione diretta del servizio idrico da parte dei comuni, prevedendo una soluzione normativa che, di fatto, produce il risultato di vanificare gli effetti della precedente pronuncia di illegittimità costituzionale, e di riprodurre gli effetti delle norme già dichiarate illegittime.

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