TAR Campania, Salerno, sez. II, sentenza 28 agosto 2018, n. 1215

E’ illegittimo il provvedimento con il quale un Comune ha disposto l’archiviazione di una comunicazione di inizio lavori asseverata (C.i.l.a.) che sia motivato con riferimento al fatto che la parte interessata ha omesso di effettuare, in favore dell’Ente locale, il pagamento dei diritti di segreteria; infatti, l’omesso pagamento dei diritti di segreteria integra un vizio regolarizzabile ex post su invito dell’Amministrazione, e, di certo, non infirma la presentata c.i.l.a., non essendo idoneo ad elidere in radice la legittimazione degli interventi edilizi eseguiti. Nel caso specifico il Comune di Scafati aveva “archiviato” la Cila, diffidando la società ad avviare i lavori edilizi indicati nella certificazione comunicata all’ente. Il Tar ha ricordato che in caso di presentazione di CILA, a differenza dell’attività subordinata a SCIA, non è prevista una fase di controllo successivo da esperirsi entro un termine perentorio ma l’amministrazione dispone di un unico potere che è quello sanzionatorio da esercitarsi nel caso in cui le opere realizzate risultino in contrasto con la disciplina urbanistico-edilizia. Nel caso in esame si era in presenza di un vizio che poteva essere regolato successivamente dall’amministrazione con una semplice richiesta da parte del Comune.

TAR Campania, Salerno, sentenza n.1215.2018

TAR Marche, sez. I, sentenza 21 agosto 2018, n. 575

E’ illegittimo il diniego opposto dal Ministero della giustizia nei confronti di un notaio, in ordine ad una istanza ostensiva avanzata dal professionista, tendente ad ottenere copia della documentazione detenuta ex lege presso l’Archivio Distrettuale Notarile e, in particolare, copia, in carta semplice, degli elenchi dei protesti mensilmente comunicati all’Archivio Notarile dallo stesso notaio, nonché da altri notai, relativi ad un determinato periodo, ove la domanda di accesso sia finalizzata alla adozione da parte del Consiglio Notarile di una delibera di ripartizione del servizio protesti tra i notai interessati a svolgere il servizio, vincolante sia per i notai che per gli istituti di credito che hanno filiali nel territorio comunale di interesse. Ha osservato in particolare la sentenza in rassegna che gli atti di cui si chiede l’ostensione non contengono dati “sensibili” o “sensibilissimi, considerato che i protesti sono pubblicati periodicamente sui bollettini delle Camere di Commercio.

TAR Marche, sez. I, sentenza n. 575.2018

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 22 agosto 2018, n. 5021

L’ascrizione della responsabilità per la causazione di un evento di contaminazione ambientale in capo ad un singolo operatore implica lo svolgimento, da parte di questi, di un’attività di carattere materiale o, comunque, spiccatamente operativo che deve essere rigorosamente dimostrata con una motivazione che, a sua volta, non può riposare su generiche assunzioni. E’ dunque illegittimo il provvedimento con il quale, per tre siti contaminati dichiarati di interesse nazionale, il Ministero dell’Ambiente ha ordinato alla Società Caffaro ed ad altre società ad essa succedute, ai sensi dell’art. 305 del d.lgs. n 152 del 2006, a “provvedere senza dilazione ad adottare tutte le iniziative opportune allo scopo di prevenire o limitare ulteriori pregiudizi ambientali ed effetti nocivi per la salute umana”, attendendo, in particolare, “a controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo qualsiasi fattore di danno” nei siti in questione,  ove il provvedimento in questione, oltre a menzionare la vicenda delle Società intimate, nulla dice sul particolare, concreto e differenziato ruolo effettivamente svolto dalle stesse a livello decisionale e con specifico riferimento al ramo industriale interessato e ‘responsabile’ della condotta inquinante”.

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza n. 5021.2018

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