Scadenza dei termini processuali: un termine processuale che scade di domenica va anticipato al sabato o al venerdì precedente?

TAR Campania, Napoli, sez. V, sentenza 5 novembre 2018 n. 6425

Nel caso di scadenza del termine nel giorno di domenica, l’adempimento va anticipato al giorno antecedente non festivo, ossia a sabato e non a venerdì; infatti il sabato è equiparato ai giorni festivi (in virtù della novella di cui all’art. 2, co. 11, D.L. n. 263 del 2005, in vigore dal 1° marzo 2006) solo al fine del compimento degli atti processuali svolti fuori dell’udienza che scadono di sabato, onde consentire agli avvocati di procedere ai relativi adempimenti, concernenti i termini di notifica e deposito che scadono di sabato, il successivo lunedì; a tutti gli altri effetti il sabato è considerato giorno lavorativo. Il C.p.a. esplicita l’applicabilità della disciplina sul sabato anche al processo amministrativo (art. 52, co. 5, c.p.a). Questa regola vale solo per i termini che si calcolano in avanti, e non per i termini che si calcolano a ritroso; infatti l’art. 52, co. 5, c.p.a. estende al sabato solo la proroga di cui al comma 3, ossia la proroga dei giorni che scadono di giorno festivo, e dunque non anche il meccanismo di anticipazione di cui al co. 4; ne consegue che se un termine a ritroso scade di sabato, esso non va anticipato al venerdì, così come se il termine a ritroso scade di domenica, va anticipato al sabato e non al venerdì. (Cfr. Cons. Stato, sez. V, 31 maggio 2011 n. 3252, e Cons. Stato, sez. V, 25 luglio 2011, n. 4454)

TAR Campania, Napoli, sez. V, sentenza n. 6425.2018

 

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