Abusi edilizi: quale incidenza sul condono edilizio per i vincoli paesaggistici sopravvenuti?

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 12 novembre 2018, n. 6615

La questione affrontata dal Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, è la rilevanza dei vincoli paesaggistici sopravvenuti alla realizzazione dell’immobile abusivo ai fini della concedibilità del condono edilizio. In particolare vengono ribaditi vari principi: nel caso di sopravvenienza di un vincolo di protezione, l’Amministrazione competente ad esaminare l’istanza di condono proposta ai sensi delle leggi n. 47 del 1985 e n. 724 del 1994 deve acquisire il parere della Autorità preposta alla tutela del vincolo sopravvenuto, la quale deve pronunciarsi tenendo conto del quadro normativo vigente al momento in cui esercita i propri poteri consultivi; per quanto sussista l’onere procedimentale di acquisire il necessario parere in ordine alla assentibilità della domanda di sanatoria, a prescindere dall’epoca d’introduzione del vincolo, l’Autorità preposta deve esprimere non una valutazione di “conformità” delle opere alle predette previsioni, trattandosi di un vincolo non esistente al momento della loro realizzazione, bensì un parere di “compatibilità” paesaggistica dell’intervento edilizio abusivo;

quando le previsioni di tutela sono sopraggiunte alla realizzazione dell’intervento edilizio, la valutazione paesaggistica non potrebbe compiersi come se l’intervento fosse ancora da realizzare, e ciò è tanto più vero nei casi in cui le previsioni di tutela successivamente sopraggiunte ad integrare la disciplina dell’area risultano del tutto incompatibili con la tipologia dell’intervento già realizzato;  infine, il sopravvenuto regime di inedificabilità dell’area non può considerarsi una condizione ex se preclusiva e insuperabile alla condonabilità degli edifici già realizzati dovendo l’Amministrazione valutare se vi sia compatibilità tra le esigenze poste a base del vincolo, anche sulla salvaguardia della pubblica incolumità, e la permanenza in loco del manufatto abusivo.

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 6615.2018

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