Tre grandi siti nazionali inquinati, ma nessun responsabile: la sentenza del Consiglio di Stato

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 22 agosto 2018, n. 5021

L’ascrizione della responsabilità per la causazione di un evento di contaminazione ambientale in capo ad un singolo operatore implica lo svolgimento, da parte di questi, di un’attività di carattere materiale o, comunque, spiccatamente operativo che deve essere rigorosamente dimostrata con una motivazione che, a sua volta, non può riposare su generiche assunzioni. E’ dunque illegittimo il provvedimento con il quale, per tre siti contaminati dichiarati di interesse nazionale, il Ministero dell’Ambiente ha ordinato alla Società Caffaro ed ad altre società ad essa succedute, ai sensi dell’art. 305 del d.lgs. n 152 del 2006, a “provvedere senza dilazione ad adottare tutte le iniziative opportune allo scopo di prevenire o limitare ulteriori pregiudizi ambientali ed effetti nocivi per la salute umana”, attendendo, in particolare, “a controllare, circoscrivere, eliminare o gestire in altro modo qualsiasi fattore di danno” nei siti in questione,  ove il provvedimento in questione, oltre a menzionare la vicenda delle Società intimate, nulla dice sul particolare, concreto e differenziato ruolo effettivamente svolto dalle stesse a livello decisionale e con specifico riferimento al ramo industriale interessato e ‘responsabile’ della condotta inquinante”.

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza n. 5021.2018

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