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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Disciplinare i casi in cui anche le imprese fallite, se autorizzate all'esercizio provvisorio, possono partecipare alle gare d'appalto e ottenere contratti in subappalto, allo stesso modo delle società ammesse al concordato di continuità. Le nuove linee guida dell’Anac servono a dare attuazione alla norma del codice (art. 110, comma 5) che allarga le maglie della partecipazione alle gare delle imprese in crisi, a patto che la capacità di eseguire fino in fondo il contratto venga in qualche modo garantita da un'impresa sana pronta a subentrare alle prime difficoltà. Si tratta del cosiddetto “avvalimento rinforzato” obbligatorio per ammettere alle gare pubbliche le imprese in difficoltà finanziaria. Il nuovo codice prevede due casi di applicazione di questo nuovo strumento. Il primo riguarda l'irregolarità di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali (che peraltro secondo l'art. 80, comma 4, del codice è una delle cause di esclusione dalle gare). Il secondo è rimesso al giudizio dell'Anac che può individuare ulteriori casi di applicazione proprio attraverso le sue linee guida. Nelle 14 pagine che compongono la bozza di linee guida, l'Anac sono esposti i punti più critici da regolare (contratti pendenti, rapporti con la legge fallimentare, causa di esclusione per irregolarità contributiva).

Anac- Bozza Linee guida Imprese fallite

L’obbligo per l’avvocato di “comunicare in forma scritta a colui che conferisce l'incarico professionale la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese, anche forfetarie, e compenso professionale”, operativo dal 29 agosto 2017, è stato introdotto dalla l. n. 124/2017 (c.d. Legge per la concorrenza). Con la scheda dell’Ufficio studi n. 67/2017 (“Accordo sul compenso: oneri e obblighi informativi”), il CNF ha fornito importanti chiarimenti. Il documento ricorda che l’art. 13, comma 5, l. n. 247/2012 impone all’avvocato una serie di obblighi informativi che non si esauriscono però nella comunicazione scritta del preventivo. L’art. 27 del Codice deontologico integra la disposizione legislativa imponendo all’avvocato di specificare le “attività da espletare, precisando le iniziative e le ipotesi di soluzione” (comma 1), ivi compresa la possibilità di ricorrere a strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (comma 3) e la possibilità̀ di avvalersi del patrocinio a spese dello Stato (comma 4); che l’avvocato informi la parte assistita “sulla prevedibile durata del processo” (comma 2); che l’avvocato fornisca al cliente gli estremi della propria polizza assicurativa (comma 5)”.

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 23 febbraio 2018, n. 4455

Il riconoscimento della protezione umanitaria, secondo i parametri normativi stabiliti dagli artt. 5, comma 6, e 19, comma 2, D.Lgs. n. 286 del 1998 e dall' art. 32, D.Lgs. n. 251 del 2007, al cittadino straniero che abbia realizzato un grado adeguato di integrazione sociale nel nostro paese, non può escludere l'esame specifico ed attuale della situazione soggettiva ed oggettiva del richiedente con riferimento al paese di origine, dovendosi fondare su una valutazione comparativa effettiva tra i due piani al fine di verificare se il rimpatrio possa determinare la privazione della titolarità e dell'esercizio dei diritti umani, al di sotto del nucleo ineliminabile, costitutivo dello statuto della dignità personale, in comparazione con la situazione d'integrazione raggiunta nel paese di accoglienza.

Corte di Cassazione_ sentenza n. 4455.2018

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