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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Commissione Tributaria Sicilia, Palermo, sez. IX, sentenza n.595/9/2017

Le “zone bianche” sono porzioni di territorio sprovviste di disciplina edilizia e urbanistica comunale; ciò può derivare dalla decadenza di vincoli espropriativi o di inedificabilità, oppure da una dimenticanza nel prg. Il caso in esame riguardava la cessione di un terreno che era stato inserito in una zona destinata a “servizi tecnologici”, al fine di procedere all’esproprio e alla realizzazione di una discarica. Tuttavia, al momento della cessione del terreno, tale vincolo era decaduto, ai sensi dell’articolo 9 del Dpr 327/2001 e trovava applicazione la disciplina dettata dall’articolo 9 del Testo unico in materia edilizia (Dpr 380/2001), cioè quella delle zone bianche, secondo il quale l’edificabilità è consentita con gli stessi indici delle zone agricole. L’agenzia delle Entrate aveva ritenuto che il terreno ceduto aveva una potenzialità edificatoria e, pertanto, la plusvalenza da cessione doveva essere tassata ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera b) del Tuir. Al contrario, il contribuente riteneva che il terreno dovesse essere considerato agricolo e, quindi, non soggetto a plusvalenza se decorsi cinque anni dall’acquisto. La Commissione regionale ha accolto l’appello del ricorrente, in quanto la mancata realizzazione di un piano attuativo fa venir meno la programmazione d’uso del territorio e ciò comporta che l’area debba intendersi sottoposta alla disciplina delle “zone bianche” e non, invece, a quella dell'originaria destinazione dell’area.

Commissione Tributaria Sicilia, Palermo_sentenza n.595.9.2017

Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 3 ottobre 2017, n. 45544

Il ricorrente aveva fatto ricorso in Cassazione contro l’ordinanza della Corte d’Appello con la quale era stata dichiarata l’inammissibilità dell’istanza di ricusazione nei confronti di un magistrato che, nel corso del processo in cui era parte lo stesso ricorrente, aveva indebitamente anticipato le proprie valutazioni sugli esiti della decisione finale. Secondo la Corte, nel caso in cui la causa di ricusazione sia sorta nel corso dell’udienza, la parte ha solo l’onere di formulare la dichiarazione di ricusazione prima del termine dell’udienza stessa, con la riserva di formalizzare tale dichiarazione nel termini di 3 giorni previsto dall’art. 38, comma 2, c.p.p., in quanto non può essere imposto alla parte di abbandonare l’udienza per presentare la dichiarazione nella cancelleria competente.

Tribunale di Brescia, sez. III civile, sentenza 2 settembre 2017, n. 2606

Il creditore munito di titolo esecutivo stragiudiziale e che abbia iscritto ipoteca volontaria a garanzia del proprio diritto non perde l'interesse ad agire in via monitoria, sia perché l'ipoteca giudiziale iscritta a seguito dell'emissione del decreto ingiuntivo potrebbe riguardare anche ulteriori beni del debitore, diversi da quelli su cui è stata originariamente iscritta l'ipoteca volontaria ed acquisiti successivamente, sia perché la stabilità tipica dell'accertamento giudiziale assicura alla successiva esecuzione coattiva basi più solide, restringendo i margini di errore e di possibile opposizione da parte del debitore.

Tribunale di Brescia_ sentenza n. 2606.2017

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