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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Tar Puglia, Bari, sez. II, sentenza 11 dicembre 2017, n. 1289

Nell'affidamento di incarichi professionali, i principi in materia di imparzialità, trasparenza e adeguata motivazione vanno letti in combinato disposto con l'art. 7, del d.lgs. 30.3.2001, n. 165 il quale richiede che gli incarichi individuali siano affidati, per specifiche esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, con contratti di lavoro autonomo, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, predeterminando durata, oggetto e compenso della collaborazione; e con l'art. 97 della Costituzione per l'accesso ai pubblici impieghi, il quale richiede una selezione sulla base di criteri predeterminati, oggettivi e "ripetibili" in sede di controllo dell'iter motivazionale. Di conseguenza la comprovata esperienza non può essere solo supposta sulla base dell'appartenenza ad una categoria professionale o del possesso di un titolo di studio e sussiste l'esigenza di una puntuale motivazione delle ragioni concrete che inducono l'Amministrazione conferente a scegliere la collaborazione di uno fra più esperti perché ritenuto maggiormente affidabile in relazione alla durata e all'oggetto e compenso della collaborazione.

T.a.r. Puglia, Bari, sentenza n. 1289.2017

Tar Emilia Romagna, Parma, sez. I , sentenza 18 luglio 2018, n. 197

Con la sentenza in esame, il T.a.r. per l’Emilia Romagna, dopo aver individuato un rapporto di specialità tra la norma disciplinante l’accesso agli atti concernenti le procedure di affidamento dei contratti pubblici e quella disciplinante l’accesso civico generalizzato, ha ritenuto prevalente la disposizione speciale di cui all’art. 53 del D.lgs. n. 50/2016 rispetto a quella generale di cui al secondo comma dell’art. 5 del D.lgs. n. 33/2013 e, conseguentemente, escluso, nella specifica materia dei contratti pubblici, il ricorso alle “più ampie modalità di accesso previste dal d.lgs. n. 33 del 2013”, potendo l’accesso agli atti delle gare pubbliche essere esercitato esclusivamente nelle forme e nei limiti previsti dall’art. 53 del D.lgs. n. 50/ 2016. Da un punto di vista interpretativo, il T.A.R. ha valorizzato la natura “speciale e a sé stante” della disciplina relativa alle procedure di affidamento di contratti pubblici, costituente “un complesso normativo chiuso, in quanto espressione di precise direttive europee volte alla massima tutela del principio di concorrenza e trasparenza negli affidamenti pubblici, che dunque attrae a sé anche la regolamentazione dell’accesso agli atti connessi alle specifiche procedure espletate”, disciplina tale da giustificare “una scelta del legislatore volta a sottrarre anche solo implicitamente […] una possibilità indiscriminata di accesso alla documentazione di gara e post-gara da parte di soggetti non qualificati”.

Tar Emilia Romagna, Parma, sentenza n. 197.2018

Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere 3 agosto 2018, n. 2017

Il Consiglio di Stato si è espresso sulle linee guida adottate dall’ANAC sull’affidamento dei servizi legali, nell’esercizio del potere di regolazione riconosciutole dal Codice dei contratti pubblici (Decreto legislativo n. 50/2016). Il Collegio amministrativo è intervenuto per dirimere alcuni dubbi interpretativi sorti negli operatori del settore, sottolineando, che si tratta di linee guida non vincolanti, aventi natura di provvedimenti amministrativi. Per la procedura di affidamento dei servizi legali viene suggerita la predisposizione di un elenco ristretto di professionisti o studi legali o notai, idoneo a garantire un effettivo confronto concorrenziale; si evidenzia la necessità che i criteri di selezione prendano le mosse dalla valutazione del curriculum professionale e delle esperienze in relazione alla competenza funzionale dell’amministrazione; i profili da valorizzare nella scelta del professionista sono inoltre la pregressa proficua collaborazione con la stessa stazione appaltante in relazione alla medesima questione, il costo del servizio. Secondo i giudici amministrativi, in definitiva, il criterio dell’estrazione a sorte “non può, all’evidenza, trovare spazio alcuno” e ne viene auspicata l’eliminazione. Il criterio della competenza e quello della rotazione, si precisa nel parere, possono essere coniugati solo in presenza di incarichi di minore rilevanza, anche per la loro eventualità serialità.

Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere 3 agosto 2018, n. 2017

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