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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Riportiamo di seguito i comunicati stampa dei comitati "Quartieri fuori dal comune" e "Ortigia sostenibile" che intervengono sulla discutibile manifestazione di auto organizzata nel piazzale antistante il Castello Maniace (Piazza d'Armi) e nel cortile del castello stesso. Ricordiamo che il bar/chiosco costruito nella Piazza d'Armi è già al centro di un contenzioso avanti il TAR di Catania che dovrà accertare eventuali difformità tra quanto realizzato ed il progetto approvato e autorizzato.

Tribunale di Bologna, sez.I civile, ordinanza del 15 ottobre 2018

La sentenza in esame è fra le prime sentenze che mettono seriamente in crisi il D.L.113/2018, meglio conosciuto come decreto Salvini,una delle prime emessa a decreto approvato. Anche in questo caso il giudice si trova a dover riconoscere un diritto costituzionalmente sancito ma che non trova applicazione nell’ordinamento attuale poiché di fatto cancellato dal decreto in questione. Il paradosso è evidente nelle disposizioni finali: "accoglie il ricorso [...] limitatamente alla protezione umanitaria e dispone il rilascio allo stesso di un permesso di soggiorno per seri motivi di carattere umanitario, o come riqualificato ex D.L.113/2018, disponendo per l’effetto che la presente ordinanza sia comunicata anche al questore, al PM per quanto di competenza ed alle altre parti". E’ evidente come il giudice si trovi davanti ad un vuoto normativo ma nonostante questa lacuna il diritto è comunque riconosciuto.

Tribunale di Bologna, ordinanza del 15 ottobre 2018

Tribunale di Venezia, ordinanza 17 settembre 2018

Il Tribunale di Venezia, con l'ordinanza in esame, in parziale accoglimento del ricorso, dichiara il diritto del ricorrente al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell’art. 5, comma 6 d. lgs. 286/1998.Il ricorrente è un cittadino pakistano, presente oramai da tempo sul territorio italiano.Il giudice ha ritenuto che il richiedente, attraverso la produzione documentale, abbia dimostrato di essersi inserito ed integrato nel mondo del lavoro. Ha inoltre affermato che il permesso di soggiorno per motivi umanitari, pur non trovando nel caso de quo una corrispondenza nelle fattispecie astratte previste dalla normativa, va riconosciuto al ricorrente, atteso che si è in presenza di una situazione di tutela connessa alla necessità di adeguare la disciplina della materia alle previsioni costituzionali o internazionali rilevanti in materia di diritti dell’uomo, tanto più in considerazione della mancanza di prospettive nel paese d’origine anche in ordine alle scelte di vita quotidiana. Il riferimento è alle tutele costituzionali (art. 10 Cost.) e degli accordi internazionali sottoscritti dall’Italia in materia di accoglienza e diritti umani. Di fatto il D.L. 113/2018, riducendo enormemente la possibilità di accesso alle tutele che erano comprese sotto la forma di tutela umanitaria viene meno ad un dettato costituzionale che i giudici obbligatoriamente devono invece rispettare.

Tribunale di Venezia, ordinanza 17 settembre 2018

 

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