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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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La legge 8 marzo 2017 n.24, in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie, ha rivoluzionato la disciplina in molti aspetti; tuttavia il provvedimento sembra presentare parecchi punti critici. Il procedimento di raccoltà delle linee guida, ad esempio, sembra lasciare irrisolto il nodo sulla disciplina della responsabilità delle strutture. Risulta problematica inoltre la canalizzazione della responsabilità del sanitario dipendente nel quadro dell'illecito aquilano. Si prospettano in ambito giudiziario numerose difficoltà, riguardo soprattuto ai profili della responsabilità civile e penale, oltre a quelli relativi alla stima del danno e del relativo risarcimento per i pazienti.

La legge e il sommario degli articoli che la analizzanno sono pubblicati nella rivista "Guida al diritto", n 15, Aprile 2017. (Area riservata)

Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza 8 marzo 2017, n.1109

Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato ha stabilito che la disciplina relativa al nuovo codice delle leggi antimafia (D.lgs. n. 159 del 2011) consente che si applicano le informazioni antimafia anche ai provvedimenti a contenuto autorizzatorio. Il Prefetto avrà l'obbligo di rilasciare le informazioni antimafia nelle ipotesi di cui all'art. 91, c. 1, del d. lgs. n. 159 del 2011 e avrà la facoltà, nelle ipotesi di verifiche, procedimentalizzate dall'art. 88, c. 2, e dall'art. 89-bis, di emettere una informativa antimafia, in luogo della richiesta comunicazione antimafia, tutte le volte in cui, nel collegamento alla Banca dati nazionale unica, emergano provvedimenti o dati che lo inducano a ritenere non possibile emettere una comunicazione liberatoria de plano, ma impongano più serie verifiche in ordine al pericolo di infiltrazione mafiosa. La valutazione prefettizia deve fondarsi su elementi gravi, precisi e concordanti che, alla stregua della "logica del più probabile che non", consentano di ritenere razionalmente credibile il pericolo di infiltrazione mafiosa in base ad un complessivo, oggettivo, e sempre sindacabile in sede giurisdizionale, apprezzamento dei fatti nel loro valore sintomatico.

La sentenza e il saggio che la commenta scritto da Davide Ponte dal titolo "Più probabile che non, la regola alla base della valutazione", sono pubblicati nella rivista "Guida al Diritto", n.14, Marzo 2017, p.90 (Area riservata)

Corte di Cassazione penale, Sez. III penale, sentenza 3 novembre 2016, n. 46170

La sentenza di specie fornisce una prima interpretazione sul reato di inquinamento ambientale, introdotto dalla legge 22 maggio 2015, n. 68 e previsto dall’art. 452 bis c.p. Nella fattispecie, la Cassazione, nell’esaminare il caso della bonifica dei fondali di due moli nel golfo di La Spezia, si sofferma sugli elementi costitutivi del nuovo reato. In primo luogo, la Suprema Corte qualifica come abusiva non solo la condotta realizzata in assenza di autorizzazioni ma anche quella posta in essere attraverso autorizzazioni scadute o palesemente illegittime. In secondo luogo, si interroga sui parametri della significatività e sulla misurabilità della compromissione o del deterioramento derivanti dalla condotta dell’agente e richiesti dalla norma ai fini della realizzazione del reato contestato. La Corte equipara i due fenomeni di compromissione e deterioramento poiché equivalenti negli effetti in quanto comportano una condizione di alterazione dell’ambiente; tuttavia ciò non implica un carattere di tendenziale irrimediabilità dell’alterazione menzionata, sussistente invece per reato di disastro ambientale, ma è sufficiente che vi sia uno squilibrio ambientale funzionale o strutturale. Inoltre, la Corte si focalizza sul termine “significativo”, che denota  incisività e rilevanza, e su quello di “misurabile” ossia “ciò che è quantitivamente apprezzabile o oggettivamente rilevabile” .

Giurisprudenza Italiana, n. 12, Dicembre 2016, p. 2553 (Area riservata)

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