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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Tribunale di Pordenone, decreto 16 - 17 marzo 2017

Con decreto del 17 marzo 2017, il Tribunale di Pordenone ha ordinato la trascrizione nei registri immobiliari di un accordo di negoziazione assistita in materia di separazione personale che contemplava anche la cessione della quota di proprietà di un immobile da un coniuge all’altro. Il conservatore dei registri immobiliari aveva rifiutato l’adempimento in mancanza dell’autenticazione pubblica delle sottoscrizioni prescritta dall’art. 5, comma 3 del d.l. n. 132/2014, che pure al precedente comma prevede che gli avvocati che assistono le parti certifichino l’autografia delle sottoscrizioni medesime. Ad avviso del Tribunale l’accordo di negoziazione assistita “per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio” riceve compiuta disciplina nell’art. 6 del D.l. n. 132/2014, che impone la presenza di un avvocato per parte e subordina l’efficacia dell’accordo al nulla osta o all’autorizzazione del P.M. ovvero del Presidente del Tribunale (comma 2). Ai sensi del successivo comma 3, perfezionati tali adempimenti, la soluzione consensuale raggiunta in forza della convenzione di negoziazione “produce gli effetti e tiene luogo” dei corrispondenti provvedimenti giudiziari. Ne consegue che, al pari di questi ultimi, l’accordo che contempli vicende traslative, costitutive o modificative di diritti reali immobiliari non necessiti di autenticazione notarile ai fini della trascrizione nei pubblici registri.

La legge 8 marzo 2017 n.24, in materia di sicurezza delle cure e di responsabilità degli esercenti le professioni sanitarie, ha rivoluzionato la disciplina in molti aspetti; tuttavia il provvedimento sembra presentare parecchi punti critici. Il procedimento di raccoltà delle linee guida, ad esempio, sembra lasciare irrisolto il nodo sulla disciplina della responsabilità delle strutture. Risulta problematica inoltre la canalizzazione della responsabilità del sanitario dipendente nel quadro dell'illecito aquilano. Si prospettano in ambito giudiziario numerose difficoltà, riguardo soprattuto ai profili della responsabilità civile e penale, oltre a quelli relativi alla stima del danno e del relativo risarcimento per i pazienti.

La legge e il sommario degli articoli che la analizzanno sono pubblicati nella rivista "Guida al diritto", n 15, Aprile 2017. (Area riservata)

Consiglio di Stato, Sez. III, sentenza 8 marzo 2017, n.1109

Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato ha stabilito che la disciplina relativa al nuovo codice delle leggi antimafia (D.lgs. n. 159 del 2011) consente che si applicano le informazioni antimafia anche ai provvedimenti a contenuto autorizzatorio. Il Prefetto avrà l'obbligo di rilasciare le informazioni antimafia nelle ipotesi di cui all'art. 91, c. 1, del d. lgs. n. 159 del 2011 e avrà la facoltà, nelle ipotesi di verifiche, procedimentalizzate dall'art. 88, c. 2, e dall'art. 89-bis, di emettere una informativa antimafia, in luogo della richiesta comunicazione antimafia, tutte le volte in cui, nel collegamento alla Banca dati nazionale unica, emergano provvedimenti o dati che lo inducano a ritenere non possibile emettere una comunicazione liberatoria de plano, ma impongano più serie verifiche in ordine al pericolo di infiltrazione mafiosa. La valutazione prefettizia deve fondarsi su elementi gravi, precisi e concordanti che, alla stregua della "logica del più probabile che non", consentano di ritenere razionalmente credibile il pericolo di infiltrazione mafiosa in base ad un complessivo, oggettivo, e sempre sindacabile in sede giurisdizionale, apprezzamento dei fatti nel loro valore sintomatico.

La sentenza e il saggio che la commenta scritto da Davide Ponte dal titolo "Più probabile che non, la regola alla base della valutazione", sono pubblicati nella rivista "Guida al Diritto", n.14, Marzo 2017, p.90 (Area riservata)

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