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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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T.a.r. Basilicata, Potenza, sez. I, sentenza 21 settembre 2017, n.607

Nei concorsi a posti di pubblico impiego, il termine per l’impugnazione degli atti di concorso decorre dalla data di conoscenza del relativo esito, che si fa coincidere col provvedimento di approvazione della graduatoria, in quanto solo da detto atto può scaturire la lesione attuale della posizione degli interessati e la sua conoscenza reca in sé tutti gli elementi che consentono all’interessato di percepirne la portata lesiva. L’interessato deve mostrarsi diligente e provvedere a impugnare tempestivamente l’esito della selezione, per l’esigenza di assicurare stabilità alle situazioni giuridiche derivanti dall’attività amministrativa, a maggior ragione allorquando vi siano interessati soggetti terzi nella contesa tra il ricorrente e la pubblica amministrazione.

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza 28 settembre 2017, n. 4533

L'indicazione puntuale dell'area da acquisire gratuitamente in caso di inottemperanza all'ordine di demolizione, ex art. 31, comma 3, D.P.R. n. 380/2001, non costituisce elemento essenziale dell'ordinanza repressiva dell'abuso edilizio, potendo essere operata con il successivo atto ricognitivo dell'inottemperanza. E' esclusa la necessità della comunicazione d'avvio del procedimento sanzionatorio, ex dell'art. 7 della legge n. 241/1990, quando l'emanazione del provvedimento recante l'ingiunzione di demolizione sia stata preceduta dalla comunicazione dell'ordinanza di sospensione dei lavori, emanata ai sensi dell’art. 27 comma 3 del D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, o del previgente e omologo art. 4 comma 3 della legge 28 febbraio 1985, n. 47.

Consiglio di Stato_ sentenza n. 4533.2017

Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 02 ottobre 2017, n. 23029

In tema di contenzioso tributario, la cancellazione dal registro delle imprese, con estinzione della società prima della notifica dell’avviso di accertamento e dell’instaurazione del giudizio di primo grado, determina il difetto della sua capacità processuale e il difetto di legittimazione a rappresentarla dell’ex liquidatore, sicché, eliminandosi ogni possibilità di prosecuzione dell’azione, consegue l’annullamento senza rinvio, ex art. 382 c.p.c., della sentenza impugnata con ricorso per Cassazione, ricorrendo un vizio insanabile originario del processo, che avrebbe dovuto condurre da subito ad una pronuncia declinatoria di merito, trattandosi di impugnazione improponibile, poiché l’inesistenza del ricorrente è rilevabile anche d’ufficio.

Corte di Cassazione_ ordinanza n. 23029.2017

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