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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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TAR Veneto, sez. I, sentenza 21 marzo 2018, n. 320

E’ illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto c.d. “sotto soglia”, ove sia stato violato il principio di rotazione per il fatto che è stato invitato, senza alcuna specifica motivazione, alla partecipazione alla gara l’operatore economico che nell’anno precedente era risultato affidatario dello stesso servizio oggetto della gara, il quale avrebbe dovuto “saltare il primo affidamento successivo” in ragione della posizione di vantaggio acquisita rispetto agli altri concorrenti. E’ illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto ove, per effetto di quanto previsto dalla lex specialis, si sia realizzata una illegittima restrizione della platea dei concorrenti mediante l’utilizzo di punteggi che privilegiano ingiustificatamente le imprese locali.

L’Unione Lombarda dei Consigli dell’Ordine degli Avvocati, tramite una delibera del 17 marzo 2018, ha reso noto che ravvisa la necessità di garantire, nel rispetto del valore sociale ed economico delle prestazioni professionali degli avvocati, la corretta determinazione dei compensi e l’esclusione delle clausole vessatorie nell’ambito delle procedure di acquisizione di servizi professionali istruite dalle pubbliche amministrazioni. Il compenso si considera equo “quando risulta proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, nonché al contenuto e alle caratteristiche della prestazione legale, e conforme ai parametri previsti dal regolamento di cui al decreto del Ministro della Giustizia adottato ai sensi dell'art. 13, comma 6, (D.M. n. 55/2014)”, e si definiscono come vessatorie le clausole che determinano, anche in ragione della non equità del compenso pattuito, un significativo squilibrio contrattuale a carico dell'avvocato (cfr. comma 4 del D.L. n. 148/2017, convertito dalla l. 172/2017)

Tribunale di Milano, appello, sentenza 26 febbraio 2016, n. 781

L’art.15 della Legge Fallimentare rappresenta un punto di equilibrio fra l’interesse alla rapidità della procedura e alla pronta tutela degli interessi, anche di natura pubblica, che essa sottende, e il diritto di difesa, che, nella specie è garantito dalla previsione che impone anche la personale ricerca dell’imprenditore da parte dell’ufficiale nel luogo che l’imprenditore medesimo ha indicato quale sede nell’apposito registro. Sulla base di questa argomentazione il Tribunale ha rigettato per manifesta infondatezza l’eccezione di incostituzionalità della norma citata in relazione agli artt. 3 e 24 della Costituzione.

Tribunale di Milano, appello, sentenza n. 781. 2016

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