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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, sez. tributaria, ordinanza 15 febbraio 2018, n. 3805

E’ legittima la notifica via PEC del ricorso per Cassazione privo della firma digitale, laddove venga depositata l’attestazione di conformità del ricorso all’originale informatico dell’atto. Anche alle notifiche PEC deve applicarsi il principio di cui all’art. 156 c.p.c., secondo la cui la nullità non può comunque essere pronunciata se l’atto ha raggiunto il suo scopo. Nel caso di specie, il contribuente sollevava eccezione di inammissibilità del ricorso per Cassazione dell’Agenzia delle Entrate per carenza della prescritta sottoscrizione digitale e della relata di notifica. La Suprema Corte, nel respingere l’eccezione, evidenzia che la Legge n. 53/94, nel disciplinare le modalità di notifica tramite PEC, rimanda all’art. 19-bis del Provvedimento del responsabile S.I.A. del 16 aprile 2014 (notificazioni per via telematiche eseguite dagli avvocati), emanate in attuazione del codice dell’amministrazione digitale, che, al comma 1 e al comma 2, prevede solo, anche in caso di notifica tramite PEC da eseguirsi nell’ambito di un procedimento dinanzi alla Corte di Cassazione, che l’atto sia in formato PDF.

Corte di Cassazione, sez. IV penale, sentenza 16 marzo 2018, n. 12247

La Suprema Corte, coerentemente con la giurisprudenza costituzionale, ha affermato che i praticanti avvocati non possono essere nominati difensori d’ufficio. Contro la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Salerno che, confermando quella emessa dal Giudice di primo grado, aveva riconosciuto l’imputato responsabile del reato di furto di energia elettrica aggravato ex art. 625, nn. 2 e 7, c.p., il medesimo aveva ricorso per Cassazione denunciando, tra i vari motivi di ricorso, di aver appreso dopo la proposizione dell’Appello come il Giudice monocratico avesse, nel precedente giudizio, nominato un difensore d’ufficio il quale risultava tuttavia essere un praticante avvocato e che tale fatto veniva appreso dal ricorrente nel momento in cui questi gli aveva inviato il proprio onorario per l’attività svolta nella sola udienza conclusiva.

TAR Veneto, sez. I, sentenza 21 marzo 2018, n. 320

E’ illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto c.d. “sotto soglia”, ove sia stato violato il principio di rotazione per il fatto che è stato invitato, senza alcuna specifica motivazione, alla partecipazione alla gara l’operatore economico che nell’anno precedente era risultato affidatario dello stesso servizio oggetto della gara, il quale avrebbe dovuto “saltare il primo affidamento successivo” in ragione della posizione di vantaggio acquisita rispetto agli altri concorrenti. E’ illegittima l’aggiudicazione di una gara di appalto ove, per effetto di quanto previsto dalla lex specialis, si sia realizzata una illegittima restrizione della platea dei concorrenti mediante l’utilizzo di punteggi che privilegiano ingiustificatamente le imprese locali.

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