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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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TAR SICILIA, Catania, Sez. I, sentenza 8 aprile 2021, n. 1082

La disciplina regolamentare nazionale (di recepimento di direttive comunitarie) per l’individuazione e perimetrazione delle zone a rilevanza comunitaria S.I.C. e Z.P.S. non contempla, al di fuori delle misure di conservazione previste per le porzioni ricadenti all’esterno del perimetro dell’area (art. 4, c. 3 d.P.R. n. 357/1997), una espressa partecipazione degli enti locali che la differente normativa nazionale (l . n. 394/91) prevede unicamente per l’istituzione delle “Aree naturali protette”. Inoltre, l’atto di perimetrazione di una zona sottoposta a vincolo comunitario è all’evidenza atto generale, in quanto tale sottratto tanto all’obbligo di comunicazione dell’avvio del procedimento quanto all’obbligo di motivazione (cfr. T.A.R. Sicilia, Palermo, sez. I, 15 gennaio 2016, n. 113).

Corte di Cassazione,  sez.unite civili , sentenza 12 novembre 2020,n.25578

La Corte, con la sentenza in esame, intende stabilire un riparto di giurisdizione relativamente ad una questione in cui gli attori agiscono per la tutela del proprio diritto di proprietà e alla salute, chiedendo di ricondurre le immissioni provocate da un impianto di aerogeneratori costruito legittimamente per perseguire un fine di pubblico interesse, entro i limiti di tollerabilità e chiedendo di conseguenza il risarcimento del danno. L’azione proposta non è diretta all’annullamento del provvedimento autorizzativo dell’impianto bensì la pretesa si fonda sul rispetto dei limiti di tollerabilità previsti dall’art. 844 c.c. Pertanto, come già stabilito in altre sentenze dalla stessa Corte, la giurisdizione spetta al giudice ordinario “ove, nella prospettazione dell’attore, fonte del danno non siano nè il “se” nè il “come” dell’opera progettata, ma le sue concrete modalità esecutive”.

Corte di Cassazione, sez.unite civili , sentenza 12 novembre 2020,n.25578

 

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 31521/2020

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31521/2020, ha ribadito la disposizione di legge all’Art.10 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, per cui strade e piazze dei centri storici italiani sono beni tutelati ope legis pertanto anche le stesse, se realizzate da più di settant'anni ed essendo ovviamente beni pubblici, godono del medesimo regime vincolistico e qualsiasi intervento realizzato in queste aree deve sempre essere autorizzato dalla Sovrintendenza.Per questo motivo, conclude la Corte, «l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su tali beni è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente».

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza n. 315212020

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