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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 20 settembre 2017, n. 4390

La sanzione amministrativa dell’acquisizione al patrimonio del Comune a fronte di una lottizzazione abusiva, non può essere inflitta ai cittadini proprietari dei singoli appartamenti, acquistati incolpevolmente in buona fede, con tanto di atto notarile, dovendo sempre l’Ente locale cercare il massimo coinvolgimento nel procedimento amministrativo a cominciare dalla necessaria trascrizione nei registri immobiliari delle ordinanze sanzionatorie. Il Collegio ha ricordato che la sanzione dell’acquisizione del bene al patrimonio pubblico prevista dall’articolo 30 del Testo Unico dell’edilizia, rappresenta una sanzione afflittiva analoga alla confisca, condividendo il regime delle sanzioni penali, che richiede l’elemento psicologico dell’illecito, a titolo di dolo o almeno di colpa, con la prova, a carico dell’amministrazione, della mala fede dei terzi acquirenti delle singole unità immobiliari degli edifici abusivi.

Consiglio di Stato_ sentenza n. 4390.2017

Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 26 settembre 2017, n. 22419

Nel caso di specie, la donna che aveva deciso di “far passeggiare il cane”, “di notte e al buio”, richiedeva il risarcimento per essere caduta passando su una strada che, come a lei noto, era in precarie condizioni. I giudici, prima in Tribunale e poi in Appello, hanno osservato che “la donna abitava proprio nei pressi del luogo dell’incidente e percorreva quotidianamente quel tratto di strada” e quindi “ben ne conosceva il cattivo stato di manutenzione” e le relative “insidie”; pertanto, l’ordinaria diligenza avrebbe dovuto sconsigliare alla ricorrente di uscire di notte, in condizioni di scarsa visibilità, per far passeggiare il cane proprio in quel punto. Tale condotta, anche secondo la Cassazione, è idonea a interrompere il nesso eziologico fra la condotta attribuibile al Comune e il danno patito dalla richiedente.

T.a.r. Basilicata, Potenza, sez. I, sentenza 21 settembre 2017, n.607

Nei concorsi a posti di pubblico impiego, il termine per l’impugnazione degli atti di concorso decorre dalla data di conoscenza del relativo esito, che si fa coincidere col provvedimento di approvazione della graduatoria, in quanto solo da detto atto può scaturire la lesione attuale della posizione degli interessati e la sua conoscenza reca in sé tutti gli elementi che consentono all’interessato di percepirne la portata lesiva. L’interessato deve mostrarsi diligente e provvedere a impugnare tempestivamente l’esito della selezione, per l’esigenza di assicurare stabilità alle situazioni giuridiche derivanti dall’attività amministrativa, a maggior ragione allorquando vi siano interessati soggetti terzi nella contesa tra il ricorrente e la pubblica amministrazione.

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