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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 12 settembre 2017, n. 4304

Alla luce dei ritardi nell’entrata in servizio effettiva degli enti di governo degli Ambiti territoriali ottimali e omogenei (Ato), al fine di garantire la continuità del servizio, le amministrazioni locali rimangono competenti, nel regime transitorio, a decidere e provvedere in merito all’organizzazione del servizio di raccolta dei rifiuti, potendo procedere all’affidamento con gara pubblica, in attesa dell’entrata in vigore della gestione a livello di bacino d’ambito. Così ha stabilito il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, deliberando che, in attesa del passaggio di funzioni alle Autorità d’ambito, i Comuni conservano piena competenza sulle modalità di gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, potendo, per ragioni di risparmio ed efficienza, anche recedere dagli affidamenti in corso e mettere a gara pubblica il servizio.

Corte di Cassazione, sez. tributaria, sentenza 13 luglio 2017, n. 17264

L’art. 14, commi 1, 2 e 3, D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, che riguarda la cessione d’azienda conforme a legge, è norma speciale rispetto all’art. 2560, comma 2, c.c., che, per evitare che sia dispersa la garanzia patrimoniale del contribuente in pregiudizio dell’interesse pubblico, estende la responsabilità solidale e sussidiaria del cessionario anche alle imposte e alle sanzioni riferibili alle violazioni commesse dal cedente nell’anno in cui è avvenuta la cessione e nei due precedenti, nonché alle imposte ed alle sanzioni già irrogate e contestate nel medesimo periodo, anche se riferite a violazioni commesse in epoca anteriore, sempre che risultino dagli atti dell’Amministrazione finanziaria. La mancata richiesta del certificato di debenza da parte del cessionario non comporta un’estensione della sua responsabilità rispetto a quella delineata dal combinato disposto dei commi 1 e 2, ma gli impedisce di avvalersi dell’eventuale effetto liberatorio anticipato.

Tar Sardegna, sez. I, sentenza 18 settembre 2017, n. 586

Il Tar Sardegna con la sentenza in esame ha stabilito che sussiste la giurisdizione del Giudice ordinario, e non del Giudice amministrativo, quando il ricorso ha ad oggetto gli atti con cui la Pa si era limitata a rilevare degli inadempimenti puri del concessionario o, comunque, a rimisurare le prestazioni da questi eseguite, senza operare alcun intervento autoritativo sulle condizioni generali del rapporto contrattuale; tali atti, infatti, si inseriscono nella fase della mera esecuzione contrattuale, in tali ipotesi deve trovare applicazione la giurisdizione ordinaria espressamente prevista dal C.p.a. in materia di “indennità, canoni ed altri corrispettivi”. Il Giudice amministrativo, invece, è l’unico competente a decidere dei “riflessi patrimoniali” derivanti dall’annullamento in autotutela degli atti finalizzati alla stipula del contratto.

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