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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 25 settembre 2017, n. 4451

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha annullato la decisione del giudice di primo grado il quale aveva ritenuto che l’infiltrazione mafiosa sarebbe inconcepibile nei confronti di imprese individuali come quella di taxi, che fornirebbe solo prestazioni personali nei confronti dei clienti. La tesi secondo cui l’impresa “servizio di taxi” non fosse assoggettabile alla misura di prevenzione e precauzione in quanto un’impresa individuale, priva cioè di una struttura complessa, non è stata condivisa dal Tribunale di appello in relazione al fatto che l’art. 91 d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159 non prevede né il requisito dell’organizzazione complessa e né distinzioni di sorta tra imprese individuali o strutturate.

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 14 settembre 2017, n. 21299

Il contenzioso relativo alla nomina e alla revoca degli amministratori delle società partecipate compete alla giurisdizione del giudice ordinario anche quando si tratti di società a totale partecipazione pubblica o di società in house. Con la sentenza in esame la suprema Corte osserva che l'articolo 1, comma 3, del nuovo testo unico sancisce che “si applicano alle società a partecipazione pubblica le norme sulle società contenute nel codice civile e le norme generali di diritto privato”, mentre, ai sensi del successivo articolo 12, la giurisdizione spetta alla Corte dei Conti per il danno erariale causato dai loro amministratori e dipendenti delle società “in house providing”, ma non anche per quel che attiene alla nomina o revoca dei relativi organi sociali designati dal socio pubblico, non rinvenendosi una disposizione specifica al riguardo.

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 20 settembre 2017, n. 4390

La sanzione amministrativa dell’acquisizione al patrimonio del Comune a fronte di una lottizzazione abusiva, non può essere inflitta ai cittadini proprietari dei singoli appartamenti, acquistati incolpevolmente in buona fede, con tanto di atto notarile, dovendo sempre l’Ente locale cercare il massimo coinvolgimento nel procedimento amministrativo a cominciare dalla necessaria trascrizione nei registri immobiliari delle ordinanze sanzionatorie. Il Collegio ha ricordato che la sanzione dell’acquisizione del bene al patrimonio pubblico prevista dall’articolo 30 del Testo Unico dell’edilizia, rappresenta una sanzione afflittiva analoga alla confisca, condividendo il regime delle sanzioni penali, che richiede l’elemento psicologico dell’illecito, a titolo di dolo o almeno di colpa, con la prova, a carico dell’amministrazione, della mala fede dei terzi acquirenti delle singole unità immobiliari degli edifici abusivi.

Consiglio di Stato_ sentenza n. 4390.2017

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