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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

L’art. 4 del decreto legge 30 aprile 2020, n. 28 ha previsto la possibilità che fino al 31 luglio 2020, su istanza di parte o d’ufficio, sia disposta la discussione orale delle cause in udienza pubblica o camerale, con collegamenti da remoto in modalità videoconferenza, che consentano la partecipazione degli avvocati. È stata pubblicata sul sito della Giustizia Amministrativa una guida a uso degli Avvocati del libero foro e dell’Avvocatura dello Stato che fornisce delle indicazioni pratiche utili per la partecipazione alle udienze in videoconferenza, in conformità a quanto previsto dall’art. 4 del decreto legge 30 aprile 2020, n. 28 e dal Decreto del Presidente del Consiglio di Stato n. 134/2020. La guida è un agile vademecum che prende in esame diversi aspetti iniziando dai requisiti degli apparati necessari per partecipare all’udienza, alle varie modalità di identificazione dei presenti, di entrata nella sala d’attesa virtuale, di ammissione alla discussione orale, di uscita della videoconferenza, sino ai comportamenti da tenere in udienza, dando anche informazioni pratiche sull’utilizzo dell’applicativo Microsoft Teams adottato per la videoconferenza.

Guida sulla “Partecipazione alle Udienze Telematiche della Giustizia Amministrativa attraverso l’impiego di Microsoft Teams”

Corte di Appello di Torino, sentenza 13 gennaio 2020, n. 904

Con la sentenza in esame la Corte d'Appello di Torino ha confermato la sentenza emessa dal Tribunale di Ivrea con la quale il giudice di I grado aveva riconosciuto la natura professionale del neurinoma dell’acustico destro del lavoratore a causa dell'utilizzo prolungato e continuativo del cellulare per ragioni lavorative dal 1995 al 2010. Il giudice aveva quindi condannato l’INAIL al pagamento dell’indennizzo della malattia professionale; la decisione era stata supportata da apposita CTU che aveva accertato la sussistenza del nesso causale sulla base regola del “più probabile che non”.  A causa delle peculiarità del caso concreto (l’associazione tra tumore raro ed esposizione rara per durata e intensità; il fatto che la patologia sia insorta nella parte destra del capo del ricorrente, soggetto destrimane; il periodo di latenza congruo con i valori relativi ai tumori non epiteliali;la mancanza di altra plausibile spiegazione della malattia) doveva ritenersi provato il nesso di causalità; tesi condivisa anche dai giudici di II grado.

Corte di Appello di Torino, sentenza 13 gennaio 2020, n. 904

Corte d'appello di Firenze, sez. I, sentenza 13 gennaio 2020, n. 65

Il termine di 15 giorni assegnato dal giudice per l'esperimento del procedimento di mediazione è ordinatorio e non perentorio perché tale non è indicato dalla legge (art. 152 II comma c.p.c.) né la perentorietà si desume dallo scopo o dalla funzione esercitata dal termine, proprio perché quanto rileva non è la instaurazione, ma lo svolgimento del procedimento di mediazione.L'improcedibilità della azione non può essere dichiarata se non comminata dalla legge. Le ipotesi di improcedibilità sono tassative e non sono suscettibili di interpretazione analogica.La improcedibilità è comminata dall'art. 5, comma 2 e comma 2-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, per il mancato esperimento del procedimento di mediazione non per la tardiva (presunta) instaurazione del giudizio.È l'esperimento del procedimento di mediazione che è condizione di procedibilità della azione davanti al Giudice ordinario e nel caso di specie la mediazione iniziata solo con 15 giorni di ritardo rispetto al termine (ordinatorio) ha avuto regolare sviluppo e si è conclusa.

Corte d'appello di Firenze, sez. I, sentenza 13 gennaio 2020, n. 65

 

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