Consiglio di Stato, sentenza 1447/2016

La valutazione delle prove di un concorso deve essere effettuata dalla commissione esaminatrice nel suo complesso, in rispetto del principio del collegio perfetto, e non può essere demandata ad uno o più commissari. Cosi ha stabilito la quarta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza 1447/2016. La sezione, infatti, si è pronunciata sul ricorso per l'annullamento della sentenza n. 6095/2015 del Tar Lazio nella parte in cui quest'ultimo aveva annullato gli atti di una procedura concorsuale a partire dalla correzione delle prove scritte, ritenendo necessario procedere alla rinnovazione integrale della fase di correzione degli elaborati. In particolare, il giudice di primo grado ha rilevato la violazione del principio di collegialità in relazione al metodo seguito per la correzione delle prove scritte, in quanto la commissione ha, in una prima fase, proceduto a definire un metro di valutazione comune, ma ha poi delegato la lettura di ogni elaborato a un singolo componente, differenziando l'iter successivo a seconda che questi proponesse un punteggio inferiore o superiore alla soglia di sufficienza.

Corte di Cassazione, Sez. III civile, sentenza n. 6785/2016

Non integra il reato di diffamazione parlare de Sicilia mafiosa nei libri di testo, né tantomeno usare espressioni e giudizi generali, perentoriamente negativi, sulla realtà socio-economica di un’intera regione. Così ha stabilito la Cassazione, con la sentenza n. 6785/2016, respingendo il ricorso del governatore della Sicilia contro la casa editrice Principato e gli autori del libro "Geo Italia, le regioni", destinato agli studenti delle scuole medie inferiori, in cui compaiono giudizi molto negativi sulla realtà dell’isola. Così i giudici supremi della terza sezione civile hanno emesso una sentenza destinata a fare giurisprudenza nel mondo della scuola. La Cassazione, dunque, ha affermato che citare la presenza del potere mafioso in Sicilia e l’esistenza di un intreccio corruttivo tra forze politiche e la criminalità rientra nella piena libertà di insegnamento, garantita dall’articolo 33 della Costituzione. A condizione, tuttavia, che i giudizi espressi siano "articolati nel rispetto della correttezza formale e con sufficiente richiamo ai contesti storici e di cronaca". 

Delibera 639/2017/E/com

L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha approvato la delibera n. 639/2017/E/com, con la quale mette a disposizione dei consumatori, a partire dal 1° gennaio 2018, la possibilità di richiedere l’intervento della medesima Autorità sulle controversie con i fornitori di energia elettrica o gas. Attualmente, il sistema di tutele del consumatore risulta strutturato su tre livelli, dove al primo vi è il reclamo al proprio fornitore, al quale può seguire, se non si ottiene risposta o la stessa non risulti soddisfacente, il secondo livello, ossia la conciliazione (condizione obbligatoria per l'eventuale successivo ricorso al giudice). Dal 1° gennaio 2018 si aggiunge, dunque, un terzo livello, alternativo rispetto al ricorso al giudice, fermo restando, tuttavia, il diritto alla tutela giudiziaria dinanzi al giudice amministrativo. La richiesta di accesso al terzo livello andrà presentata entro 30 giorni dalla conclusione del tentativo obbligatorio di conciliazione.
Tale sistema di tutele assicura una maggiore efficacia nella gestione dei reclami e delle controversie, con una semplificazione dei meccanismi, per ridurre le tempistiche, i costi e migliorare la qualità delle risposte. 

delibera 639/2017/E/com

Consiglio di stato, Adunanza Plenaria, sentenza 8 giugno- 4 novembre 2016, n. 23

L’articolo 49 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 e l’articolo 88 del decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, in relazione all’articolo 47, paragrafo 2 della Direttiva 2004/18/CE, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a un’interpretazione tale da configurare la nullità del contratto di avvalimento in ipotesi in cui una parte dell’oggetto del contratto di avvalimento, pur non essendo puntualmente determinata fosse tuttavia agevolmente determinabile dal tenore complessivo del documento, e ciò anche in applicazione degli articoli 1346, 1363 e 1367 del codice civile.

La sentenza è stata pubblicata nella rivista "Guida al diritto", n.2, Gennaio 2017, p.50. Il saggio che la commenta scritto da Davide Ponte, dal titolo "La Plenaria sdogana l'ampio ricorso a un istituto 'difficile' ", è contenuto nella rivista "Guida al diritto", n.2, Gennaio 2017, p.60 (Area riservata).

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