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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Tar Campania, Salerno, sez. II,sentenza 1 ottobre 2020, n. 1276

Il Tar Campania, con la sentenza in esame, ha accolto il ricorso del proprietario di un immobile contro il comune che aveva negato il titolo edilizio dopo i 30 giorni prescritti dalla legge, con l’argomentazione che il comune non può fermare un cantiere edilizio trascorsi i 30 giorni previsti per la formazione del silenzio-assenso, senza prima attivare un'azione di autotutela, con rigorosa motivazione, ribadendo che tale termine previsto dalla legge 241/1990 deve essere considerato perentorio."Il decorso dei termini previsti per l'esercizio del potere inibitorio circa i lavori oggetto di Scia o di Dia, ovvero 30 giorni dalla presentazione della medesima comporta la definitiva consumazione del potere inibitorio stesso e il consolidamento della situazione soggettiva del dichiarante/segnalante, residuando in capo all'amministrazione, a fronte di un'attività avviata al di fuori delle condizioni normativamente previste, i soli poteri di autotutela, indipendentemente dal fatto che il privato abbia o meno dato inizio ai lavori".Agendo diversamente, conclude il Tar " si finirebbe per negare ogni rilevanza alla prescrizione di legge secondo cui l'Amministrazione può e deve inibire i lavori entro trenta giorni e si introdurrebbe nel sistema un elemento di profonda incertezza, rendendo necessario individuare, nel silenzio della legge, quale possa essere il ‘termine ragionevole’ entro il quale l'Amministrazione può annullare senza motivare sull'interesse pubblico".

Tar Campania, Salerno, sez. II,sentenza 1 ottobre 2020, n. 1276

Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 28 gennaio 2020, n. 1928

L’omessa o erronea indicazione degli elementi formali del precetto (ex art. 480 c. 2 c.p.c.) non ne determina automaticamente la nullità, se l'esigenza d'individuazione del titolo esecutivo risulti soddisfatta da altri elementi contenuti nel precetto stesso come, ad esempio, l'indicazione dell'autorità promanante, la data di emissione del decreto ingiuntivo, la data di notifica del precetto. Pertanto, la validità dell'atto di precetto va valutata in virtù del principio di conservazione, che impedisce la pronuncia di qualsiasi nullità in presenza di omissioni meramente formali, che non precludono al debitore di sapere chi sia il creditore, quale sia il credito e quale sia il titolo che lo sorregga.

Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 28 gennaio 2020, n. 1928

 

Corte di Cassazione, Sezioni unite civili, sentenza 18 settembre 2020 n.19597

Le Sezioni unite civili della Cassazione con la sentenza in esame hanno stabilito che anche i tassi di mora sono assoggettati alla disciplina antiusura, sciogliendo una diversità di interpretazioni che aveva visto confrontarsi orientamenti diversi all’interno della stessa Corte. La pronuncia sottolinea come la soluzione raggiunta appare allineata innanzitutto con l’esigenza di non lasciare il debitore in balìa del finanziatore; quest’ultimo infatti se è vincolato al rispetto del limite del tasso di usura quando pattuisce i costi complessivi del credito, tuttavia non può essere considerato esente da controlli, quando, scaduta la rata o trascorso il termine per la restituzione della somma, il denaro non viene restituito.

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