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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, Sezione Civile VI-2, sentenza 6 febbraio 2020, n.2757

Il principio della “normale tollerabilità” può prescindere dal rispetto dei limiti previsti dalla “normativa rilevante in materia”.La suprema Corte, con la sentenza in esame, ha così respinto il ricorso della società immobiliare proprietaria di un locale, destinataria di un’ordinanza cautelare con la quale veniva condannata ad eseguire una serie di interventi per ridurre i rumori molesti segnalati da un vicino. A integrazione degli adempimenti c'era anche l'obbligo di interdire agli avventori del bar l'accesso ad una pergola all'aperto, a partire dalla mezzanotte. Una previsione che, ad avviso del ricorrente, doveva venire meno dopo che lui aveva fatto tutti i lavori richiesti per limitare i rumori e riportarli al di sotto della soglia limite.La Cassazione precisa che “se le immissioni acustiche superano, per la loro particolare intensità e capacità diffusiva, la soglia di accettabilità prevista dalla normativa a tutela di interessi della collettività, a maggior ragione le stesse, ove si risolvano in immissioni nell’ambito della proprietà del vicino, devono per ciò solo considerarsi intollerabili ai sensi dell’articolo 844 del Codice civile e, pertanto illecite, anche sotto il profilo civilistico”. Le precisazioni della Cassazione sono importanti perché, dal 1° gennaio 2019, è entrato in vigore il comma 746 della legge di Bilancio 2019 (145/2018), che rende esplicito il riferimento alla legge 447/95 e ai suoi decreti attuativi (cioè appunto i limiti della “normativa rilevante in materia”).

Corte di Cassazione – Sezione Civile VI-2 – sentenza 6 febbraio 2020 n.2757

Corte di Cassazione,sezione VI Civile – 3, ordinanza 28 maggio 2020, n. 9997

Nel 2007, una famiglia va al ristorante con la figlia minorenne e alcuni suoi amichetti, particolarmente vivaci. Quando la cameriera arriva al tavolo con una pizza fumante, uno degli amichetti la urta e le fa perdere l'equilibrio; la pizza cade così sul braccio della bambina, che ne rimane ustionata. La famiglia chiede un risarcimento al ristoratore. Il Tribunale civile di Roma, sezione di Ostia, nel 2008 respinge la domanda; in secondo grado, invece, la Corte di Appello accoglie la richiesta di risarcimento stabilendo che il ristoratore paghi alla famiglia della bambina la somma di 30 mila euro. La Corte di Appello contesta che il ristoratore avrebbe dovuto "prevedere" che i piccoli clienti avrebbero potuto creare un danno a persone o cose; la Corte di Cassazione concorda.  Il fatto del terzo può integrare gli estremi del caso fortuito che esclude la colpa del danneggiante se non può essere previsto nè evitato, e se il responsabile aveva l’obbligo (legale o contrattuale) di prevederlo od evitarlo. Chi accede in un ristorante, stipulando per facta concludentia un contratto rientrante nel genus del contratto d’opera, ha diritto di pretendere dal gestore che sia preservata la sua incolumità fisica, quale effetto naturale del contratto ex art. 1374 c.c.

T.a.r. Veneto, Venezia, Sez. II, sentenza 29 gennaio 2020, n.108

Valutando la compatibilità di un intervento con i vincoli paesaggistici i sovrintendenti devono spiegare nel dettaglio perché quel progetto non va realizzato. Con questa motivazione il TAR del Veneto, con la sentenza in esame, ha bocciato il comportamento della Sovrintendenza di Verona, Rovigo e Vicenza. Nel caso di specie si trattava di un piccolo intervento, l’installazione all'esterno del negozio di un motore per garantire la climatizzazione interna dei locali. Richiesta l'autorizzazione paesaggistica l'imprenditore aveva ottenuto l'ok dal Comune, mentre dalla Sovrintendenza è arrivato un apodittico no, motivato con il fatto che “l'intervento non è compatibile con i valori espressi dall'ambito paesaggistico vincolato”. Il Tar ha ritenuto questa motivazione inaccettabile, anche a fronte della disponibilità del proprietario del ristorante a rendere meno impattante possibile l'intervento.

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