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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione,  Sez. III penale, sentenza 11 novembre 2020, n. 31521

Le pubbliche piazze, vie, strade, e altri spazi urbani, laddove rientranti nell’ambito dei Centri Storici, ai sensi del comma 1 e del comma 4, lettera g), dell'articolo 10 del decreto legislativo n. 42 del 2004, sono qualificabili come beni culturali indipendentemente dall’adozione di una dichiarazione di interesse storico-artistico ai sensi degli articoli 12 e 13 del Codice. Tali beni appartenenti a soggetti pubblici sono, quindi, da considerare beni culturali ope legis, rispetto ai quali trovano necessaria applicazione le norme di tutela di cui alla parte II del Codice fino a quando non intervenga una espressa verifica di interesse in senso contrario ex art.12. Per questo motivo, conclude la Corte, "l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su tali beni è subordinata ad autorizzazione del Soprintendente".

Corte di Cassazione, Sez. III penale, sentenza 11 novembre 2020, n. 31521

Corte Costituzionale – Deliberazione 08 gennaio 2020 – Modificazioni alle «Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale»

La Delibera dell’8 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2020 ha introdotto modificazioni alle “Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale”. La novità di risalto è rappresentata dall’apertura della Corte Costituzionale all’ascolto della società civile. In particolare, grazie alle modifiche normative apportate dall’articolo 2 della, è ora possibile ascoltare i cosiddetti “Amici curiae”, cioè le formazioni sociali senza scopo di lucro e i soggetti istituzionali, portatori di interessi collettivi o diffusi attinenti alla questione di costituzionalità oggetto di uno specifico giudizio.

CORTE COSTITUZIONALE – Deliberazione 08 gennaio 2020 – Modificazioni alle «Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale»

 

Tribunale di Milano, sez. IV civile, sentenza 20 novembre 2019, n. 5424

 In caso di violazione del regolamento condominiale, che vieti lo svolgimento, nelle unità immobiliari di proprietà esclusiva, di attività comunque rumorose, moleste e maleodoranti, sono esperibili le azioni possessorie anche a difesa del possesso da attentati rapportabili ad immissioni di fumi, vapori ed odori. Sussiste la legittimazione attiva del Condominio ricorrente all’esercizio dell’azione possessoria di manutenzione, trattandosi di azione volta alla conservazione di un bene comune (cortile) ed al rispetto del regolamento condominiale e, dunque, rientrante nelle attribuzioni dell’amministratore condominiale (art. 1130, nn. 1 e 4, c.c.).

Tribunale di Milano, sez. IV civile, sentenza 20 novembre 2019, n. 5424

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