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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 10 ottobre 2018, n.5834

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha stabilito che il risarcimento del danno da ritardo, relativo ad un interesse legittimo pretensivo, non può prescindere da una valutazione sulla spettanza del bene della vita ed è subordinato anche alla dimostrazione che l'aspirazione al provvedimento sia destinata ad esito favorevole e quindi alla dimostrazione della spettanza definitiva del bene della vita collegato a tale interesse. Non è dunque risarcibile il danno da ritardo nel caso l'esito del procedimento amministrativo in questione non sia destinato ad esito positivo per il richiedente.  Il principio è stato affermato in considerazione del fatto che l'art. 2-bis della Legge n. 241/1990 non abbia elevato a bene della vita, suscettibile di autonoma protezione mediante il risarcimento del danno, l'interesse procedimentale al rispetto dei termini dell'azione amministrativa senza che rilevi la spettanza dell'interesse sostanziale, al cui conseguimento il procedimento stesso è finalizzato.

Corte di Cassazione, sez. II civile, ordinanza 5 ottobre 2018, n. 23740

La responsabilità professionale dell'avvocato, la cui obbligazione è di mezzi e non di risultato, presuppone la violazione del dovere di diligenza, da commisurare, ai sensi dell'art. 1176, secondo comma, c.c., alla natura dell'attività esercitata. Non potendo il professionista garantire l'esito comunque favorevole auspicato dal cliente, il danno derivante da eventuali omissioni è ravvisabile solo se, sulla base di criteri necessariamente probabilistici, si accerti che senza quell'omissione, il risultato sarebbe stato conseguito, secondo un'indagine istituzionalmente riservata al giudice di merito, censurabile in sede di legittimità solo per eventuali vizi di motivazione.

ANAC, delibera 24 ottobre 2018, n. 907

Linee guida n. 12 recanti “Affidamento dei servizi legali”

Dopo il parere positivo del Consiglio di Stato, l'ANAC ha approvato, con la delibera n. 907 del 24 ottobre 2018, le Linee guida n. 12, non vincolanti, che forniscono chiarimenti sulle procedure da seguire per l’affidamento dei servizi legali, alla luce della nuova disciplina contenuta nel Codice dei contratti pubblici (decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50). L’Autorità aderisce all’impostazione palesata dal Consiglio di Stato nel parere n. 2017 del 3 agosto 2018. L’affidamento dei servizi legali costituisce appalto, con conseguente applicabilità dell’allegato IX e degli articoli 140 e seguenti del Codice dei contratti pubblici, qualora la stazione appaltante affidi la gestione del contenzioso in modo continuativo o periodico al fornitore nell’unità di tempo considerata (di regola il triennio); l’incarico conferito ad hoc costituisce invece un contratto d’opera professionale, consistendo nella trattazione della singola controversia o questione, ed è sottoposto al regime di cui all’articolo 17 (contratti esclusi).

ANAC, delibera n.907.2018

Consiglio di Stato, Commissione speciale, parere 3 agosto 2018, n. 2017

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