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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 23 marzo 2018, n. 7248

La Corte di Cassazione con la sentenza in esame ha stabilito che in materia di responsabilità per attività medico-chirurgica, l'acquisizione di un completo ed esauriente consenso informato del paziente, da parte del sanitario, costituisce prestazione altra e diversa rispetto a quella avente ad oggetto l'intervento terapeutico. Nel caso di specie i genitori di un bimbo nato con grave sofferenza fetale e  anossia da parto da cui era conseguita una invalidità pari al 100%, deceduto durante il processo, avevano citato in giudizio il ginecologo e la casa di cura per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti, sia in proprio che quali genitori esercenti la potestà genitoriale. In primo grado la domanda era stata parzialmente accolta nei confronti del ginecologo, non nei confronti della casa di cura; nel successivo giudizio d'appello la domanda di risarcimento veniva invece totalmente respinta. I genitori hanno quindi proposto ricorso per Cassazione.

Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 29 marzo 2018, n. 7813

La Corte di Cassazione ha riconosciuto competente a conoscere delle cause promosse ex art. 35 d.lgs. n. 25/2008, in materia di provvedimenti afferenti alla protezione internazionale dei richiedenti asilo, non tanto il Giudice della sezione distaccata nella Corte d’Appello ove si trova il centro di accoglienza dello straniero, quanto piuttosto il Giudice sedente nel capoluogo del distretto della medesima Corte.  Il caso in esame si riferiva al conflitto di competenza sollevato dal Tribunale di Bolzano nel procedimento pendente tra uno straniero richiedente asilo ed il Ministero dell’Interno – Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale. Avverso il diniego di protezione internazionale da parte della Commissione territoriale di Verona, l’immigrato proponeva ricorso ex art. 35 d.lgs. n. 25/2008 innanzi al Tribunale di Verona. Quest’ultimo si dichiarava incompetente, per esserlo piuttosto il Tribunale di Bolzano, in quanto il richiedente era alloggiato in una struttura di accoglienza sita in un Comune della Provincia di Bolzano; tuttavia anche questo tribunale si dichiarava incompetente in base all’art. 19 d.lgs. n. 25/2008 secondo il quale la competenza è relativa al “Tribunale in composizione monocratica sedente nel capoluogo di distretto della Corte d’Appello ove ha sede la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale che ha pronunciato il provvedimento impugnato”.

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