Il Decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222 recante “Individuazione di procedimenti oggetto di autorizzazione, segnalazione certificata di inizio di attività (SCIA), silenzio assenso e comunicazione e di definizione dei regimi amministrativi applicabili a determinate attività e procedimenti, ai sensi dell'articolo 5 della legge 7 agosto 2015, n. 124” semplifica il panorama normativo riguardante i procedimenti da seguire per la realizzazione degli interventi edilizi. Con riferimento alla materia edilizia è stato adottato un glossario unico, che contiene l'elenco delle principali opere edilizie, con l'individuazione della categoria di intervento a cui le stesse appartengono e del conseguente regime giuridico a cui sono sottoposte, ai sensi della tabella A (articolo 2). Il decreto intende sviluppare la semplificazione di regimi amministrativi in materia edilizia e in materia di pubblica sicurezza. Numerose le novità introdotte; il testo stabilisce ad esempio che i Comuni forniranno gratuitamente la necessaria attività di consulenza funzionale all’istruttoria. Questo significa che i tecnici incaricati di elaborare un progetto potranno preventivamente chiedere al Comune un’interpretazione delle norme vigenti, in modo da non incorrere in bocciature e divieti successivi. Una volta ottenuta la risposta dagli uffici preposti, i progettisti dovrebbero poter presentare la Scia e avviare i lavori senza temere che il cantiere venga fermato.

Il decreto è stato pubblicato nella rivista "Guida al diritto", n.4, Gennaio 2017, p.80. I saggi che lo commentano scritti da Davide Ponte, dai titoli "L'intesa con le regioni esclude la correzione del provvedimento" e "Interpretazione a 'portata di mano' della tabella A" , sono contenuti nella rivista "Guida al diritto", n.4, Gennaio 2017, p. 100 e 102. (Area riservata).

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 1° dicembre 2016, n. 5048

Sono illegittimi sia la circolare del ministro dell’interno che, vietando la trascrizione degli atti di matrimonio contratti all’estero da persone dello stesso sesso, attribuisce al prefetto la competenza a procedere all’annullamento delle trascrizioni comunque effettuate dal sindaco, quale ufficiale di stato civile, sia il decreto prefettizio che, in ottemperanza a tale circolare, dispone tale annullamento, in quanto: a) nessuna disposizione di legge attribuisce siffatto potere al prefetto; b) non vi è un rapporto di gerarchia tra il prefetto ed il sindaco quale ufficiale di stato civile; c) al riguardo può solo configurarsi la generale competenza del consiglio dei ministri di annullamento degli atti ammini­strativi illegittimi a tutela dell’unità dell’ordinamento. Il Consiglio di Stato ha ritenuto dunque illegittimi, per incompetenza, i decreti dei Prefetti che nel 2014 hanno annullato gli atti con cui i Sindaci di Milano e di Udine avevano trascritto nei registri dello stato civile tredici matrimoni contratti all'estero da persone dello stesso sesso. Il Consiglio di Stato ha rilevato che solo il Consiglio dei Ministri, e non anche il Prefetto, può esaminare la legittimità degli atti emessi dai Sindaci quali ufficiali di stato civile e disporne l'annullamento, se essi risultano illegittimi.

La sentenza è stata pubblicata nella rivista "Guida al diritto", n.4, Gennaio 2017, p.33. Il saggio che la commenta scritto da Marcella Fiorini, dal titolo "Senza una norma niente annullamento per gli atti trascritti", è contenuto nella rivista "Guida al diritto", n.4, Gennaio 2017, p.44. (Area riservata).

Tar Veneto, sez. I, ordinanza 7 dicembre 2016 n. 640

Con tale ordinanza il Tar del Veneto ha stabilito che l’ente locale non può non applicare anche alla celebrazione delle Unioni Civili, le disposizioni regolamentari introdotte per la celebrazione dei matrimoni  civili,  riguardanti  luoghi,  orari  e  tariffe  connessi a tali procedimenti. Con tale ordinanza viene sospeso uno dei primi ed assai discussi provvedimenti di un Comune che tentava di introdurre un trattamento differenziato per le unioni civili rispetto ai matrimoni. Si tratta di una delle primissime decisioni che riguardano l’istituto delle unioni civili introdotto dalla legge 20 maggio 2016, n. 76. Col provvedimento del 16 settembre 2016, il Comune di Padova aveva designato quali giorni dedicati alla costituzione delle unioni civili soltanto il lunedì, il mercoledì ed il giovedì, a differenza della celebrazione dei matrimoni consentita anche in altre giornate (fra cui, ad esempio, il sabato). L’indicazione di giornate diverse per i due istituti risultava irragionevole e palesemente discriminatoria. Inoltre il provvedimento comunale stabiliva inopinatamente l’inapplicabilità alle unioni civili del Regolamento comunale e delle deliberazioni della Giunta comunale concernenti la celebrazione dei matrimoni civili (riguardanti luoghi, orari e tariffe).

L'ordinanza è stata pubblicata nella rivista "Guida al diritto", n.4, Gennaio 2017, p.28. I saggi che la commentano scritti da Giuseppe Buffone, dai titoli "Per le unioni civili un'attuazione rapida aiuta l'interpretazione" e "No a discriminazioni nell'effettuare cerimonie" , sono contenuti nella rivista "Guida al diritto", n.4, Gennaio 2017, p.26 e 29. (Area riservata).

 Corte Costituzionale, sentenza n. 106/2016

La Corte di cassazione, con due diverse ordinanze di remissione, una della quinta sezione penale e l’altra della sezione tributaria, aveva sottoposto alla Corte Costituzionale la questione relativa al rispetto del principio del ne bis in idem, come interpretato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, nei casi di cosiddetto “doppio binario” sanzionatorio, cioè casi nei quali la legislazione nazionale prevede un doppio livello di tutela, penale e amministrativo. In particolare, le due ordinanze riguardavano le figure dell’abuso di informazioni privilegiate e della manipolazione del mercato, che  sono sanzionate in sede penale come delitti (artt. 184 e 185 del Testo unico della finanza – TUF d.lgs. n. 58 del 1998) e come illeciti amministrativi (artt. 187-bis e 187-ter del TUF),  i quali hanno una formulazione tale da ricomprendere, di fatto, anche l’omologa fattispecie penale. La sovrapposizione dell’ambito applicativo di ciascun delitto con il corrispondente illecito amministrativo è contemplata dallo stesso legislatore, come risulta dalla clausola di apertura degli artt. 187-bis e 187-ter "salve le sanzioni penali quando il fatto costituisce reato", che, in tal modo, stabilisce, da un punto di vista sostanziale, il cumulo dei due tipi di sanzioni.

© 2015 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.