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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 26 gennaio 2018, n. 2026

L’azione di ripetizione dell’indebito proposta dal correntista che lamenti la nullità della capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi si prescrive nel termine ordinario decennale. Il Supremo Collegio, con l’ordinanza in esame, ha ribadito che l’azione di ripetizione dell’indebito proposta dal cliente, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione degli interessi anatocistici in esame, “è soggetta all’ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nell’ipotesi in cui i versamenti abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati”.

Corte di Cassazione_ ordinanza n. 2026.2018

Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 29 dicembre 2017, n. 57942

La delibera comunale che dichiara l'esistenza di un interesse pubblico prevalente sul ripristino dell'assetto urbanistico violato, sottraendo l'opera abusiva al suo normale destino di demolizione previsto per legge, non può fondarsi su valutazioni di carattere generale o riguardanti genericamente più edifici, ma deve dare conto delle specifiche esigenze che giustificano la scelta di conservazione del singolo manufatto, precisamente individuato. Tale scelta può essere sindacata dal giudice dell'esecuzione, al quale sia richiesto di revocare l'ordine di demolizione contenuto nella sentenza di condanna. La Suprema Corte ha dunque confermato l'ordinanza della Corte d'Appello di Salerno che, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva respinto l'istanza del proprietario di un manufatto abusivo diretta ad ottenere la sospensione dell'esecuzione dell'ordine di demolizione contenuto in una precedente pronuncia della stessa Corte territoriale (cfr. Sez. 3, sentenza n. 9864 del 17/02/2016; Sez. 3, sentenza n. 30170 del 24/05/2017).

Corte di Cassazione_sentenza n. 57942.2017

E' stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 novembre 2017 recante le "Linee guida nazionali per le Aziende sanitarie e le Aziende ospedaliere in tema di soccorso e assistenza socio-sanitaria alle donne vittime di violenza". Le linee guida, dopo il triage infermieristico, prevedono, salvo che non sia necessario attribuire un codice di emergenza (rosso o equivalente), che alla donna sia riconosciuta una codifica di urgenza relativa (codice giallo o equivalente) per garantire una visita medica tempestiva (tempo di attesa massimo 20 minuti) e ridurre al minimo il rischio di ripensamenti o allontanamenti volontari. Alla donna presa in carico dovranno essere assicurate l'assistenza e la protezione necessarie e, nel caso abbia fatto accesso al Pronto soccorso con figlie/i minori, saranno coinvolti anche loro nello stesso percorso. Al termine del trattamento diagnostico-terapeutico, l'operatrice/operatore sanitaria/o che ha preso in carico la donna utilizzerà lo strumento di rilevazione "Brief Risk Assessment for the Emergency Department", indicato dal Ministero della Salute, per essere coadiuvata/o nella elaborazione e formulazione di una corretta rilevazione in Pronto soccorso del rischio di recidiva e letalità e per adottare le adeguate opzioni di dimissioni.

D.P.C.M. 24.11.2017

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