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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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T.a.r. Toscana, sez. II, sentenza 23 giugno 2020 n. 783

Può essere accolta la domanda di risarcimento del danno avanzata da una guardia giurata nei confronti del Ministero dell’Interno derivante dal ritardo con cui l’Amministrazione ha definito il procedimento volto all’emissione del divieto di detenere armi e della revoca del decreto di guardia giurata particolare e della licenza di porto pistola a tassa ridotta, ove in relazione a tale ritardo, la P.A. abbia addotto, quale giustificazione, genericamente la complessità del procedimento; in tal caso, infatti, devono ritenersi sussistenti l’elemento soggettivo della “colpa di apparato” e la illiceità del fatto, a partire dal momento in cui il procedimento avrebbe dovuto essere tempestivamente concluso; con la conseguenza che l’istante ha titolo ad essere ristorato dei danni subiti da tale momento fino alla effettiva conclusione (tardiva) del procedimento.

T.a.r. Toscana, sez. II, sentenza 23 giugno 2020 n. 783

 

Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, provvedimento di sequestro preventivo di urgenza, 26 aprile 2020

Il provvedimento con cui la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari ha disposto il sequestro, mediante inibizione immediata dell’accesso, di numerosi canali Telegram (nota piattaforma di messaggistica istantanea) mediante i quali, secondo le indagini, sono state diffuse abusivamente copie digitali dei principali quotidiani apre gli scenari ad interessanti profili giurisprudenziali. Si tratta di un fenomeno su cui è intervenuta l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni AGCOM (la quale, pur ritenendo di avere limiti nella sua azione, ha condiviso l’allarme degli editori sollecitando l’intervento di Telegram, avvenuto solo parzialmente) e che, secondo alcune stime, provocherebbe danni all’editoria quantificabili in circa 670.000 euro al giorno, corrispondenti a poco meno di 250 milioni di euro l’anno.Diversi i profili di interesse del provvedimento, nel quale si ipotizzano, nei confronti di persone in corso di identificazione, quattro fattispecie di reato (accesso abusivo a sistema informatico,furto, violazione della legge sul diritto d’autore, riciclaggio). 

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 23 gennaio 2020, n. 2685

In tema di contravvenzioni concernenti l'ordine pubblico e la tranquillità pubblica, ai fini della configurabilità del reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone (art. 659 c.p.) non è necessario riscontrare la presenza di denunce né, tanto meno, espletare accertamenti tecnici, avendo invece il giudice del merito l'obbligo di valutare la rilevanza degli elementi acquisiti, potendo fondare il proprio convincimento sulla base di altri dati fattuali suscettibili di valutazione ed oggettivamente sintomatici della sussistenza di un fenomeno oggettivamente disturbante, come la testimonianza dell'agente operante che abbia accertato il fatto.

Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 23 gennaio 2020, n. 2685

 

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