1

4

5

INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

Tar Campania, sez. IV, sentenza 20 settembre 2018, n. 5547

Affinché operi l’istituto del silenzio-assenso di cui art. 17-bis della Legge 7 agosto 1990, n. 241 è necessario rispettare alcune condizioni oggettive e soggettive che devono essere puntualmente verificate nel corso dell’istruttoria da parte dell’Amministrazione procedente. Nel caso di specie un istituto scolastico aveva presentato un’istanza tesa al riconoscimento dello status di scuola paritaria. La P.A. aveva rigettato la richiesta, evidenziando come gli ispettori deputati allo svolgimento dell’istruttoria avessero rilevato una serie di criticità ostative a tale riconoscimento. Avverso tale atto era insorta la scuola, rilevando che sull’istanza presentata dovesse intendersi formato il silenzio assenso ex art. 17-bis della l. n. 241/1990, stante la mancata adozione entro il termine ex lege previsto di un provvedimento motivato di rigetto.

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 28 settembre 2018, n.5570

Se manca la disposizione normativa che attribuisce espressamente valore di pubblicità legale, la pubblicazione dell'atto sul sito web dell'ente non costituisce presunzione legale di conoscenza. Questo è il principio “rivoluzionario” contenuto nella sentenza in esame sottoposta al Consiglio di Stato. Il Collegio conviene sulla premessa generale secondo la quale l'effetto conoscitivo opponibile erga omnes deve poggiare su una specifica disciplina di legge che attribuisca questo valore alla forma di pubblicità utilizzata. Questa norma è l'articolo 32 della legge 69/2009 secondo cui gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale, s'intendono assolti con la pubblicazione sui siti web istituzionali. Il Collegio mette in evidenza che la giusta lettura della disposizione va operata in combinato con l'articolo 54, comma 4-bis del Codice dell'amministrazione digitale, il quale stabilisce che ogni forma di pubblicazione telematica produce effetti di pubblicità legale nei soli casi e nei modi espressamente previsti dall'ordinamento stesso. 

Corte di Cassazione, sez. II civile, ordinanza 3 settembre 2018, n. 21554

L'art. 844 c.c. impone, nei limiti della normale tollerabilità e dell'eventuale contemperamento delle esigenze della proprietà con quelle della produzione, l'obbligo di sopportazione di quelle inevitabili propagazioni attuate nell'ambito delle norme generali e speciali che ne disciplinano l'esercizio. Viceversa, l'accertamento del superamento della soglia di normale tollerabilità di cui all'art. 844 c.c. comporta, nella liquidazione del danno da immissioni, l'esclusione di qualsiasi criterio di contemperamento di interessi contrastanti e di priorità dell'uso poiché, venendo in considerazione, in tale ipotesi, unicamente l'illiceità del fatto generatore del danno arrecato a terzi, si rientra nello schema dell'azione generale di risarcimento danni ex art. 2043 c.c. e specificamente, per quanto concerne il danno non patrimoniale risarcibile, in quello dell'art. 2059 c.c. In applicazione di questo principio, la Suprema Corte ha cassato la sentenza impugnata per avere applicato, ai fini dell'ammontare del risarcimento, pure il criterio della "priorità dell'uso" in un caso in cui le immissioni provenienti da un'officina superavano la soglia di normale tollerabilità.

Corte di Cassazione, sez. II civile, ordinanza n. 21554.2018

 

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.