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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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L'ex ministro dell'Interno e leader della Lega Matteo Salvini, accusato di sequestro di persona nei confronti di 131 migranti trattenuti a bordo della nave Gregoretti nel porto di Augusta, tra il 27 e il 31 luglio 2019, non andrà a processo. Lo ha deciso oggi il Gup Nunzio Sarpietro che ha emesso il decreto di non luogo a procedere dopo poco meno di due ore di camera di consiglio. Le motivazioni della sentenza saranno depositate fra 30 giorni. La stessa Procura aveva chiesto ripetutamente il non luogo a procedere contro l’ex ministro.  I rappresentanti legali delle parti civili Avv. Daniela Ciancimino (Legambiente Nazionale APS e Legambiente Sicilia APS), Corrado V. Giuliano ( AccoglieRete per la tutela dei minori non accompagnati ONLUS), Avv. Antonio Feroleto (Arci) e Avv. Massimo Ferrante (legale dei migranti Adam Aishat e Saka Gafar Eni) dichiarano:

“Non condividiamo questa decisione, riteniamo che tutto quanto emerso dall’udienza preliminare e ancor più dagli atti dell’indagine e dall’ordinanza del tribunale dei ministri poteva consentire un rinvio a giudizio per approfondire tutto quanto era emerso. Noi riteniamo che la violazione dei diritti fondamentali dell’uomo, in questo caso di migranti e naufraghi, non può essere giustificata dalla pressione agli stati europei per il ricollocamento né da ragioni di tipo propagandistico-politico, e questo sarebbe stato l’oggetto dell’approfondimento, così come è stato per il procedimento della nave Open Arms, per cui c’è stato il rinvio a giudizio. Attenderemo le motivazioni della sentenza di no luogo a procedere, le esamineremo ma riteniamo di potere dire già adesso che attiveremo come parti civili e per il ruolo che l’ordinamento giudiziario italiano ci riconosce, ma anche con le prerogative dell’ordinamento europeo e della Corte dei diritti dell’uomo, tutte le possibilità per cui questa sentenza sia impugnata e perché venga fatto un processo.”

 “Speravamo più che nella formulazione di una sentenza in quella di un principio, quello per cui nessuno può essere ostaggio dello stato. Non è stato così, è stata emessa una sentenza di non luogo a procedere, un dispositivo. Aspettiamo i motivi, perché in Italia, per fortuna, le sentenze vanno motivate, eventualmente attiveremo tutti gli strumenti giudiziari perché la questione non è per l’imputato Salvini ma i principi vanno perseguiti, e in questo caso il principio fondamentale è quello dei diritti prima degli uomini.

“E’ un vulnus per la giustizia di questo paese, la decisione contrasta con quella di Palermo; va considerato, dal punto dell’opinione pubblica, quale affidamento si farà ancora sulla magistratura, che da una parte rinvia a giudizio, dall’altra proscioglie. Salvini sicuramente di questo ne farà uno strumento della sua propaganda”.

Avv. Daniela Ciancimino - Legambiente Nazionale APS e Legambiente Sicilia APS

Avv. Corrado V. Giuliano - AccoglieRete per la tutela dei minori non accompagnati ONLUS

Avv. Antonio Feroleto - Arci 

Avv. Massimo Ferrante - legale dei migranti Adam Aishat e Saka Gafar Eni

 

Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 9 Febbraio 2021, n. 3130

In tema di risarcimento del danno derivante da illegittima segnalazione alla Centrale dei Rischi della Banca d'Italia, il giudice, per stabilire se una banca abbia correttamente o meno comunicato l'inadempimento di una obbligazione del cliente, non deve limitarsi a valutare "ex post" se, all'esito del giudizio tra tale banca e lo stesso cliente, le eccezioni da quest'ultimo frapposte all'adempimento dei propri obblighi si siano rivelate infondate, ma è tenuto a stabilire, con valutazione "ex ante", se, al momento in cui il medesimo cliente ha rifiutato detto adempimento, i motivi del rifiuto apparissero oggettivamente non infondati e prospettati in buona fede, gravando l'onere della relativa prova su chi domanda il risarcimento.

Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 9 Febbraio 2021, n. 3130

Consiglio di Stato, sez. II, sentenza 24 febbraio 2021 n. 1606 

Legittimamente un Comune, nell’opporre un diniego in merito ad una istanza tendente ad ottenere un permesso di costruire in sanatoria, e nell’ingiungere il ripristino dello stato dei luoghi, ha calcolato, ai fini della determinazione della volumetria e/o della cubatura degli abusi, anche una tettoia in legno, chiusa su tre lati; infatti, una tettoia di legno, realizzata sull’edificio e chiusa su tre lati, concreta, comunque, impatto edilizio (data anche la facilità di chiusura totale intervenendo sull’unico lato rimasto aperto) ed incide sulla sagoma dell’edificio, sicché l’aver considerato quella tettoia computabile nel volume non appare considerazione erronea (Cfr. Cons. Stato, Sez. IV, 8 agosto 2019, n. 5637).

Consiglio di Stato, sez. II, sentenza 24 febbraio 2021 n. 1606

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