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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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TAR Campania, sez. I, ordinanza 25 ottobre 2018, n.1541

 

Con l’ordinanza in esame il TAR Campania, pronunciandosi per la prima volta sull’applicazione della legge sull’equo compenso ai rapporti professionali instauratosi tra gli avvocati e le pubbliche amministrazioni, ha sospeso l’efficacia del bando di un Comune che prevedeva per gli avvocati onorari pari a zero per tutte le controversie di valore fino a 500 euro, invitando la P.A. a riesaminare l’atto nel termine di 20 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza.Il ricorso era caratterizzato da sufficiente fumus boni iuris, avuto riguardo alla fissazione di compensi professionali non in linea con le tariffe professionali ed in contrasto con il principio dell’equo compenso. Secondo il TAR è necessario che “le esigenze di riequilibrio finanziario debbano armonizzarsi con altri principi fondamentali dell’azione amministrativa, tra cui quelli di ragionevolezza e di proporzionalità nonché, nella fattispecie, quello di equo compenso per le prestazioni professionali”.

 

TAR Campania, sez. I, ordinanza n. 1541.2018

TAR Lombardia, Brescia, sez. I, sentenza 20 novembre 2018, n. 1100

E’ illegittima, per difetto di istruttoria e di motivazione, una ordinanza con la quale un Comune ha ingiunto sia al proprietario, sia al titolare del contratto di affitto di un fondo agrario, di bonificare il medesimo terreno dai rifiuti, mediante rimozione ed avvio a smaltimento degli stessi, ove l’Amministrazione comunale non abbia provveduto, attraverso idonea e preventiva istruttoria, a verificare la effettiva imputabilità, a titolo di dolo o di colpa, in capo al proprietario, dell’abbandono dei rifiuti sul sito di sua proprietà e, al contrario, risulti che il proprietario stesso abbia diligentemente posto in essere, nei confronti dell’affittuario, numerose e concrete iniziative tendenti a scongiurare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Corte di Cassazione, sez. II civile, sentenza 9 agosto 2018, n.20689

Il procedimento amministrativo sanzionatorio della CONSOB, ai sensi dell'art. 195 TUF, non viola, nella parte in cui non prevede l'obbligo di comunicazione all'incolpato della proposta dell'Ufficio Sanzioni, l'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo né il principio del contraddittorio nella fase decisoria, atteso che l'assoggettamento del provvedimento applicato dall'autorità amministrativa ad un successivo sindacato giurisdizionale pieno assicura le garanzie del giusto processo. Poiché le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalla CONSOB diverse da quelle di cui all'art. 187 ter TUF non sono equiparabili, quanto a tipologia, severità, incidenza patrimoniale e personale, a quelle appunto irrogate dalla CONSOB per manipolazione del mercato, esse non hanno la natura sostanzialmente penale che appartiene a queste ultime, né pongono, quindi, un problema di compatibilità con le garanzie riservate ai processi penali dall'art. 6 CEDU, agli effetti, in particolare, della violazione del "ne bis in idem" tra sanzione penale ed amministrativa comminata sui medesimi fatti.

Corte di Cassazione, sez. II civile, sentenza n.20689.2018

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