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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 4 ottobre 2017, n. 45596

Con la sentenza in esame la Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimo il sequestro di un fabbricato adibito a deposito commerciale nel caso sussistano elementi certi che dimostrino l'inerenza tra il bene sotto misura cautelare e il comportamento penalmente rilevante quale l'evasione di accisa e Iva. Il provvedimento di merito era collegato alle indagini condotte dalla Guardia di finanza, nonché a documenti e a pedinamenti che avevano portato a ritenere la presenza del fumus che integrava il reato di evasione delle accise a fronte di plurimi acquisti di carburanti senza registrazioni, con evasione delle imposte (13 acquisti emergenti dalla contabilità in nero).

Corte di Cassazione_sentenza n. 45596.2017

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 25 settembre 2017, n. 4451

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha annullato la decisione del giudice di primo grado il quale aveva ritenuto che l’infiltrazione mafiosa sarebbe inconcepibile nei confronti di imprese individuali come quella di taxi, che fornirebbe solo prestazioni personali nei confronti dei clienti. La tesi secondo cui l’impresa “servizio di taxi” non fosse assoggettabile alla misura di prevenzione e precauzione in quanto un’impresa individuale, priva cioè di una struttura complessa, non è stata condivisa dal Tribunale di appello in relazione al fatto che l’art. 91 d.lgs. 6 settembre 2011 n. 159 non prevede né il requisito dell’organizzazione complessa e né distinzioni di sorta tra imprese individuali o strutturate.

Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 14 settembre 2017, n. 21299

Il contenzioso relativo alla nomina e alla revoca degli amministratori delle società partecipate compete alla giurisdizione del giudice ordinario anche quando si tratti di società a totale partecipazione pubblica o di società in house. Con la sentenza in esame la suprema Corte osserva che l'articolo 1, comma 3, del nuovo testo unico sancisce che “si applicano alle società a partecipazione pubblica le norme sulle società contenute nel codice civile e le norme generali di diritto privato”, mentre, ai sensi del successivo articolo 12, la giurisdizione spetta alla Corte dei Conti per il danno erariale causato dai loro amministratori e dipendenti delle società “in house providing”, ma non anche per quel che attiene alla nomina o revoca dei relativi organi sociali designati dal socio pubblico, non rinvenendosi una disposizione specifica al riguardo.

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