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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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In una circolare del 22 febbraio 2018 la FIGC ha diffuso le nuove norme in materia di tesseramento dei minori stranieri, ricordando che possono tesserarsi con le stesse procedure previste per i loro coetanei italiani, presentando la medesima documentazione, fatta salva l’obbligatorietà di presentare ulteriori documenti. La Legge di Bilancio 2018 (L. 27 dicembre 2017, n. 205) all’art. 1, comma 369, ha stabilito che:“Al fine di consentire il pieno ed effettivo esercizio del diritto alla pratica sportiva …, i minori cittadini di Paesi terzi, anche non in regola con le norme relative all’ingresso e al soggiorno, laddove siano iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe dell’ordinamento scolastico italiano, possono essere tesserati presso società o associazioni affiliate alle federazioni sportive nazionali, [...],senza alcun aggravio rispetto a quanto previsto per i cittadini italiani.”

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, ordinanza 4 settembre 2018, n. 21600

Le controversie relative al conferimento degli incarichi dirigenziali, anche se implicanti l’assunzione di soggetti esterni all’Amministrazione (ex art. 110 del TUEL), rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario, ai sensi dell’art. 63, comma 1, d.lgs. n. 165 del 2001. Nel caso in esame è stata ritenuta sussistente la giurisdizione dell’A.G.O., atteso che la procedura selettiva in contestazione, che aveva avuto ad oggetto il conferimento di un incarico dirigenziale, non poteva essere considerata di carattere concorsuale, in mancanza della previsione della nomina di una commissione esaminatrice, dello svolgimento di prove selettive con formazione di graduatoria finale e individuazione del candidato vincitore, e connotandosi la scelta del dirigente per il suo carattere essenzialmente fiduciario ad opera del sindaco nell’ambito di un elenco di soggetti ritenuti idonei dal segretario comunale sulla base di requisiti di professionalità. La Corte di Cassazione conferma ancora una volta il carattere di specialità delle procedure ex art. 110 del TUEL, già affermato dal Consiglio di Stato.

Corte di Cassazione, sez. Unite Civili, ordinanza 4 settembre 2018, n. 21600

Tribunale di Milano, sez. specializzata in materia di immigrazione,protezione internazionale e libera circolazione dei cittadini dell’Unione europea, ordinanza 25 luglio 2018, n. 32311

Ormai da prassi consolidata, la Questura di Milano, e non solo, chiede ai richiedenti asilo per l’accettazione della domanda di protezione internazionale una dichiarazione di ospitalità, cioè una prova scritta che il richiedente asilo viva nel territorio di competenza della Questura di Milano. Con l'ordinanza in esame il Tribunale di Milano, a seguito di ricorso urgente, ha dichiarato, in base all’art. 6 del Decreto Legislativo 25/2008, che "la dichiarazione di ospitalità, alla cui produzione la Questura di Milano ha subordinato la ricevibilità dell’istanza di protezione da parte del ricorrente, non ha fondamento giuridico".  Il ricorso d’ urgenza è stato promosso in pendenza del giudizio avverso il decreto di espulsione prefettizio, che era stato sospeso dal Giudice di Pace di Milano, in attesa che il ricorrente formalizzasse la domanda di protezione internazionale, domanda che però la Questura rifiutava di accettare in mancanza della dichiarazione di ospitalità.

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