2

1

4

5

INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

Decreto legislativo 6 febbraio 2018, n. 11

“Disposizioni di modifica della disciplina in materia di giudizi di impugnazione in attuazione della delega di cui all'articolo 1, commi 82, 83 e 84, lettere f), g), h), i), l) e m), della legge 23 giugno 2017, n. 103”

È entrato in vigore il 6 marzo 2018 il decreto legislativo 6 febbraio 2018, n.11, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il 19 febbraio 2018. Con tale decreto il Governo, dando attuazione alla delega contenuta nella legge n. 103 del 2007, completa la riforma delle impugnazioni, con riferimento al solo grado di appello, materia su cui già era intervenuto il Parlamento con la predetta legge n. 103 del 2017. L’intervento governativo, rispetto alle modifiche introdotte dal Parlamento, è più esteso ed organico, al fine di ottenere una “deflazione del carico giudiziario, mediante la semplificazione dei procedimenti di appello e di cassazione”.  In primo luogo è stata profondamente modificata la disciplina in tema di appellabilità soggettiva ed oggettiva delle decisioni, con la modifica dell’art. 593 c.p.p. e l’introduzione del nuovo art. 593-bis c.p.p.

Corte Costituzionale, sentenza 2 febbraio 2018, n.18

Con la sentenza in esame, la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, nella parte in cui, secondo il diritto vivente, l’applicazione della previsione sul pagamento del doppio del contributo unificato, a titolo sanzionatorio, nel caso in cui l’impugnazione, anche incidentale, sia integralmente respinta o sia inammissibile o improcedibile, non si estende alle amministrazioni dello Stato, poiché la norma censurata si riferisce ai soli processi civili e non al processo tributario. Secondo la Corte, l’applicabilità della disposizione al processo tributario in sede di gravame non trova riscontro nel “diritto vivente” e non tiene conto dell’opzione ermeneutica alternativa, in forza della quale la previsione sul raddoppio del contributo unificato, per un verso, è circoscritta, attraverso specifico rinvio, al solo processo civile e, per altro verso, in quanto misura eccezionale e lato sensu sanzionatoria, non è suscettibile di applicazione estensiva o analogica al processo tributario.

Corte Costituzionale_sentenza n.18.2018

Corte di Cassazione, sez. III penale, sentenza 12 febbraio 2018, n. 6726

La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, pronunciandosi in merito al reato di cui agli artt. 19 co. 3 e 30, l. n. 394/1991 (Legge quadro sulle aree protette), ha riaffermato come l’elenco delle condotte vietate ivi contenuto non abbia natura tassativa, bensì costituisca soltanto un’esemplificazione di comportamenti che il legislatore intende impedire, alla luce dell’idoneità, anche solo potenziale, degli stessi ad arrecare nocumento al bene giuridico protetto, a garanzia del quale è stata dunque predisposta un’anticipazione della soglia penale. Si tratta di una riaffermazione di un principio di diritto già espresso dalla Suprema Corte in diverse pronunce passate ( cfr. Cass. pen., Sez. III, n. 3687/2014; Cass. pen., Sez. III, n. 23054/2013; Cass. pen., Sez. III, 24/04/2012, n. 15742 e Cass. pen., Sez. III, 28/04/2010, n. 16473).

Corte di Cassazione_ sentenza n. 6726.2018

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.