Il D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97, recante “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” ha introdotto importanti novità in tema di trasparenza e di anticorruzione. Fra le più interessanti è da sottolineare che mediante l'introduzione dell'art. 9-bis, D. Lgs. 33/2013, viene previsto che le P.A. titolari delle banche dati di cui all’Allegato B, i cui contenuti abbiano ad oggetto informazioni, dati e documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria, debbano rendere pubbliche, entro un anno dall’entrata in vigore della norma, le predette banche dati, in modo tale che i soggetti tenuti all’osservanza delle disposizioni in materia di pubblicità e trasparenza possano assolvere ai relativi obblighi attraverso l’indicazione sul proprio sito istituzionale (sezione “Amministrazione trasparente”), del collegamento ipertestuale alle stesse banche dati, ferma restando la possibilità di mantenere la pubblicazione sul proprio sito.

Cassazione civile, sez. VI-3, ordinanza 13 settembre 2017, n. 21187

Nei rapporti tra avvocato e cliente, quest'ultimo riveste la qualità di "consumatore", ai sensi dell'art. 3, comma 1, lettera a), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, a nulla rilevando che il rapporto sia caratterizzato dall' "intuitu personae" e sia non di contrapposizione, ma di collaborazione , non rientrando tali circostanze nel paradigma normativo. Così ha stabilito la Cassazione con ordinanza del 13 settembre 2017 n. 21187, nella quale si afferma che alla controversia tra cliente ed avvocato, in tema di responsabilità professionale, si applicano le regole sul foro del consumatore di cui all'art. 33, comma 2, lettera u) del D.Lgs. n. 206/2005.

Cassazione civile, sez. VI-3, ordinanza 13 settembre 2017, n. 21187

Corte di Cassazione, sez. III civile, sentenza 16 febbraio - 27 giugno 2026 , n. 13216

Con tale sentenza la Corte di Cassazione ha stabilito che non è invalido il contratto di locazione di un bene sottoposto a pignoramento, sottoscritto senza l'autorizzazione del giudice dell'esecuzione in violazione dell'art. 560 c.p.c., ma è inopponibile ai creditori e all'assegnatario; il contratto non pertiene al locatore-proprietario esecutato, ma al locatore-custode e le azioni che da esso scaturiscono,nella specie per il pagamento dei canoni , devono essere esercitate, anche in caso di locazione non autorizzata, dal custode. 

Guida al Diritto, n 34-35, Agosto 2016, p.60 (Area riservata)

Il decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222 individua le cinque procedure edilizie principali: attività di edilizia libera, Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), permesso di costruire e Scia alternativa al permesso di costruire. Scompaiono quindi la Dia e la Cil. Il testo fa rientrare nell’edilizia libera alcuni interventi per i quali è stata finora necessaria la Cil. Si tratta dell’installazione di pannelli solari e fotovoltaici a servizio degli edifici fuori dai centri storici, della pavimentazione e finitura degli spazi esterni, anche per la sosta, entro l’indice di permeabilità, della realizzazione di aree ludiche senza scopo di lucro e dell’installazione di elementi di arredo nelle aree pertinenziali degli edifici. La Scia dovrà essere utilizzata per gli interventi di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell'edificio; gli interventi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell'edificio; gli interventi di ristrutturazione edilizia. La Scia alternativa al permesso di costruire è ammessa per ristrutturazioni pesanti, interventi di nuova costruzione e ristrutturazione urbanistica disciplinati da piani attuativi, interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali. In questi casi, data la complessità degli interventi, non è possibile iniziare i lavori nello stesso giorno in cui si presenta la segnalazione, ma si deve attendere il termine di 30 giorni (come accadeva con la Dia). Snellita la certificazione dell’agibilità degli immobili; il decreto, infatti, introduce la possibilità di presentare un’autocertificazione sottoscritta da un professionista che assevera sia la sussistenza delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità che la conformità dell'opera al progetto presentato. Le regioni e gli enti locali avranno inoltre la possibilità di introdurre altri standard di semplificazione.

Il tema è trattato nei saggi scritti da Anna Corrado, dai titoli "Procedure alla verifica per il snellire il settore dell'edilizia privata" e "Va in 'soffitta' la Dia, costruzioni nuove solo con la Scia", contenuti nella rivista "Guida al diritto", n.4, Gennaio 2017, p. 107 e 108. (Area riservata)

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