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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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TAR Sardegna, sez. I, sentenza 15 dicembre 2018, n. 1027

E’ legittimo il provvedimento di rigetto della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno presentata da un extracomunitario che esercita l’attività di venditore ambulante motivato facendo riferimento, da un lato, alla insufficienza del reddito (nella specie le dichiarazioni dei redditi relative agli anni 2009, 2011 e 2012 erano inferiore alla soglia di partecipazione alla spesa sanitaria e mancavano le dichiarazioni di redditi relativi agli anni 2010, 2013 e 2014) e, dall’altro, all’inattendibilità del reddito dichiarato in relazione agli anni 2015 e 2016 in relazione alla sproporzione tra spese sostenute per l’acquisto delle merci e ricavi in quanto implicante una percentuale di ricarico (800% nel 2015 e 950% nel 2016) molto superiore a quella (del 318%) ritenuta congrua dai vigenti Studi di settore.

Tar Sardegna, sentenza n. 1027.2018

 

L’Assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Sebastiano Tusa, il 10 dicembre scorso, informava il sovrintendente di Siracusa ed il direttore del polo museale di Museo Bellomo di Siracusa che il quadro l’Annunciazione di Antonello da Messina, custodito in ambiente protetto presso Palazzo Bellomo, sarebbe stato trasferito temporaneamente a Palazzo Abatellis a Palermo per una mostra. Una decisione che ha fatto insorgere cittadini, intellettuali e professionisti della città aretusea, e associazioni come Italia Nostra, contrari allo spostamento di un dipinto straordinario, ma anche molto fragile, che potrebbe subire danni irreparabili durante il trasporto e la permanenza in ambienti non idonei.

Italia Nostra interviene sul chiosco realizzato all'interno della Piazza delle Armi, antistante il Castello Maniace. Gli avvocati Corrado Giuliano e Nicoletta Piazzese, incaricati dall'associazione, hanno presentato ricorso avanti il TAR di Catania e un ricorso straordinario indirizzato al Presidente della Regione Siciliana. La decisione dopo le notizie apparse sulla stampa locale dove si paventavano irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni e nella realizzazione del manufatto, un chiosco ancorato a terra su una base di cemento.

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