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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, se. VI civile - 3, ordinanza 1 marzo 2018, n. 4908

Il proprietario di un immobile concesso in locazione non risponde dei danni provocati dal conduttore in conseguenza di immissioni sonore intollerabili, a meno che non si accerti in concreto che, al momento della stipula del contratto di locazione, il proprietario avrebbe potuto preconfigurarsi, impiegando la diligenza di cui all'art. 1176 c.c. che il conduttore avrebbe certamente arrecato danni a terzi con la propria attività. La Sesta Sezione ha ricordato, nell’ordinanza in esame, come sin dal 1969 (sentenza n. 2711/1969) le Sezioni Unite avessero stabilito che nel caso di immissioni moleste prodotte dal detentore di un immobile, “l'eventuale sussistenza della legittimazione passiva del proprietario di questo non ne comporta l'automatica responsabilità per il risarcimento dei danni”. Occorre, infatti, che sussista l'elemento soggettivo della colpa e del nesso oggettivo di causalità fra la concessione dell'immobile al terzo ed i danni subiti dal fondo contiguo. In questo senso nel 2015 la Terza Sezione aveva specificato che la responsabilità ex art. 2043 c.c. potesse essere attribuita al proprietario “solo se il medesimo abbia concorso alla realizzazione del fatto dannoso”. La Cassazione ha inoltre escluso che, nel caso di specie, sussistesse un obbligo di vigilanza, intervento o di veto della società proprietaria nei confronti della conduttrice.

Corte di Cassazione_ordinanza n. 4908.2018

 

Corte di Cassazione, sez. VI civile – 2, ordinanza 28 agosto 2018, n. 21243

La Corte di Cassazione si è pronunciata in tema di individuazione dello scaglione di riferimento ai fini della liquidazione del compenso del difensore e onere di motivazione del giudice in caso di compensazione delle spese; con l’ordinanza in esame ha rigettato il ricorso proposto da un avvocato avverso il provvedimento con cui il Tribunale di Milano accoglieva la sua istanza di liquidazione del compenso di gratuito patrocinio, liquidato in 3627€.  Il ricorrente aveva dedotto in primo luogo la mancata osservanza dei minimi tariffari previsti dal D.M. n. 55/2014. Sul punto il Collegio ha sottolineato che il valore dichiarato in citazione vale ai fini della liquidazione del compenso solo laddove la domanda venga accolta integralmente con condanna del soccombente alle spese. Nel diverso caso in cui l’azione si riveli infondata o non venga accolta, anche in parte, il valore della controversia va dimostrato in concreto.

Consiglio di Stato, sez. VI, ordinanza 2 agosto 2018, n. 3691 

Appare illegittimo il provvedimento con il quale la Soprintendenza ha respinto una istanza avanzata dal titolare di uno stabilimento balneare tendente ad ottenere l’autorizzazione a mantenere per tutto l’anno le strutture dello stabilimento stesso che non sia motivato, atteso che la Soprintendenza stessa è tenuta a dar buona contezza, certo fin dalla originaria autorizzazione paesaggistica (per far constare la consustanzialità della temporaneità delle strutture balneari rispetto alla fruizione collettiva del paesaggio costiero) e, a più forte ragione, quando si tratta del mantenimento per tutto l’anno delle strutture stesse, delle ragioni specifiche in ordine alla contrarietà della permanenza dello stabilimento coi valori del paesaggio e dell’ambiente costiero, sottesi al vincolo. Sullo stesso tema si registrano due orientamenti divergenti a livello della stessa Sez. VI del Cons. Stato (in senso conforme Consiglio di Stato, sez. VI,sentenza n.103345/2018; in senso difforme Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n.100884/2018).

Consiglio di Stato_ ordinanza n. 3691.2018

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