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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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T.a.r. Lombardia, Brescia, sez. II, sentenza 14 novembre 2017, n. 1348

E’ legittimo il provvedimento con il quale un Comune ha espresso un diniego in ordine ad una istanza tendente ad ottenere il permesso di costruire per la ristrutturazione edilizia di un immobile, che sia motivato con riferimento al non secondario lasso di tempo intercorso tra la demolizione della struttura edilizia preesistente e la presentazione della pratica per la ricostruzione; in tal caso, infatti, deve ritenersi mancante il necessario nesso di unitarietà ovvero di contestualità tra la demolizione del vecchio immobile e la chiesta ricostruzione, con la conseguenza che l’intervento non può essere ascritto alla categoria della ristrutturazione edilizia(cfr.Consiglio di Stato, sez. IV, 29 marzo 2017, n. 1433).

T.a.r. Lombardia, Brescia_sentenza n. 1348.2017

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 18 dicembre 2017, n.5930

I servizi di natura commerciale svolti in area demaniale che trovano origine in un rapporto derivato fra il concessionario e il terzo, cui l’Amministrazione concedente sia estranea e che risultino privi di collegamento con l’atto autoritativo concessorio, che ne costituisce un mero presupposto, non soggiacciono alle regole del procedimento ad evidenza pubblica, ma si risolvono in contratti di diritto privato, devoluti alla giurisdizione ordinaria civile. Nel caso in esame è stata confermata la sentenza di primo grado che aveva ritenuto inammissibile, per difetto di giurisdizione del G.A., un ricorso proposto innanzi al T.A.R. per l’annullamento degli atti della procedura di affidamento in regime di subconcessione di aree all’interno del sedime dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari, da destinarsi all’attività di distribuzione automatica di bevande calde/fredde e snack a favore dei lavoratori e dei passeggeri.

Consiglio di Stato_ sentenza n.5930.2017

Consiglio di Stato, sez. IV, sentenza  28 febbraio 2017, n. 914

La distinzione tra la posizione giuridica che legittima l'intervento in quanto tale e la posizione giuridica che consente all'interventore alla proposizione dell'appello risulta dal confronto tra l'art. 28, comma 2, Cod. proc. amm. e l'art. 102, comma 2, Cod. proc. amm.. La prima delle citate disposizioni subordina l'intervento alla titolarità di un qualsiasi interesse, purché non di mero fatto (e, dunque, giuridicamente rilevante), alla conservazione (intervento ad opponendum) o alla rimozione (intervento ad adiuvandum) del provvedimento impugnato; la seconda, invece, nel disciplinare l'appello dell'interventore, pone un filtro più rigoroso, richiedendo in capo al terzo la titolarità di un interesse di consistenza tale da integrare una posizione giuridica autonoma.

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