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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte Costituzionale – Deliberazione 08 gennaio 2020 – Modificazioni alle «Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale»

La Delibera dell’8 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 22 gennaio 2020 ha introdotto modificazioni alle “Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale”. La novità di risalto è rappresentata dall’apertura della Corte Costituzionale all’ascolto della società civile. In particolare, grazie alle modifiche normative apportate dall’articolo 2 della, è ora possibile ascoltare i cosiddetti “Amici curiae”, cioè le formazioni sociali senza scopo di lucro e i soggetti istituzionali, portatori di interessi collettivi o diffusi attinenti alla questione di costituzionalità oggetto di uno specifico giudizio.

CORTE COSTITUZIONALE – Deliberazione 08 gennaio 2020 – Modificazioni alle «Norme integrative per i giudizi davanti alla Corte costituzionale»

 

Tribunale di Milano, sez. IV civile, sentenza 20 novembre 2019, n. 5424

 In caso di violazione del regolamento condominiale, che vieti lo svolgimento, nelle unità immobiliari di proprietà esclusiva, di attività comunque rumorose, moleste e maleodoranti, sono esperibili le azioni possessorie anche a difesa del possesso da attentati rapportabili ad immissioni di fumi, vapori ed odori. Sussiste la legittimazione attiva del Condominio ricorrente all’esercizio dell’azione possessoria di manutenzione, trattandosi di azione volta alla conservazione di un bene comune (cortile) ed al rispetto del regolamento condominiale e, dunque, rientrante nelle attribuzioni dell’amministratore condominiale (art. 1130, nn. 1 e 4, c.c.).

Tribunale di Milano, sez. IV civile, sentenza 20 novembre 2019, n. 5424

Tar Campania, Salerno, sez. II,sentenza 1 ottobre 2020, n. 1276

Il Tar Campania, con la sentenza in esame, ha accolto il ricorso del proprietario di un immobile contro il comune che aveva negato il titolo edilizio dopo i 30 giorni prescritti dalla legge, con l’argomentazione che il comune non può fermare un cantiere edilizio trascorsi i 30 giorni previsti per la formazione del silenzio-assenso, senza prima attivare un'azione di autotutela, con rigorosa motivazione, ribadendo che tale termine previsto dalla legge 241/1990 deve essere considerato perentorio."Il decorso dei termini previsti per l'esercizio del potere inibitorio circa i lavori oggetto di Scia o di Dia, ovvero 30 giorni dalla presentazione della medesima comporta la definitiva consumazione del potere inibitorio stesso e il consolidamento della situazione soggettiva del dichiarante/segnalante, residuando in capo all'amministrazione, a fronte di un'attività avviata al di fuori delle condizioni normativamente previste, i soli poteri di autotutela, indipendentemente dal fatto che il privato abbia o meno dato inizio ai lavori".Agendo diversamente, conclude il Tar " si finirebbe per negare ogni rilevanza alla prescrizione di legge secondo cui l'Amministrazione può e deve inibire i lavori entro trenta giorni e si introdurrebbe nel sistema un elemento di profonda incertezza, rendendo necessario individuare, nel silenzio della legge, quale possa essere il ‘termine ragionevole’ entro il quale l'Amministrazione può annullare senza motivare sull'interesse pubblico".

Tar Campania, Salerno, sez. II,sentenza 1 ottobre 2020, n. 1276

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