1

4

5

INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

Corte di giustizia UE, sez. V, 20 luglio 2020, causa C-264/19

Nella sentenza in esame viene sollevato davanti la Corte di giustizia UE il problema delI’interpretazione dell’articolo 8, paragrafo 2, lettera a) della Direttiva 2004/48, e della nozione di “indirizzo” ivi contenuta. La Corte di Giustizia statuisce che il significato di “indirizzo” deve essere determinato tenendo conto del suo senso abituale nel linguaggio corrente, del contesto in cui essa è utilizzata, e ha statuito nel senso che l’uso di questo termine nell’articolo in questione non si riferisce, per quanto riguarda un utente che abbia caricato file lesivi di un diritto di proprietà intellettuale, “al suo indirizzo di posta elettronica, al suo numero di telefono nonché all’indirizzo IP utilizzato per caricare tali file o all’indirizzo IP utilizzato in occasione del suo ultimo accesso all’account utente”.

Corte di giustizia UE, sez. III, 9 LUGLIO 2020, causa C-264.19

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 5 Marzo 2020, n. 6196

Nell'ipotesi di dichiarazione di fallimento intervenuta nelle more del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo proposto dal debitore ingiunto poi fallito, la domanda è contrassegnata da improcedibilità rilevabile d'ufficio, senza che vada integrato il contraddittorio nei confronti della curatela fallimetare, in quanto il creditore opposto è tenuto a far accertare il proprio credito nell'ambito della verifica del passivo ai sensi degli artt. 92 e s. l.fall., in concorso con gli altri creditori. In applicazione del principio, la Corte ha rigettato il ricorso avverso la pronuncia con la quale erano stati condannati al pagamento di somme i soli fideiussori dell'impresa debitrice poi fallita, escludendo che dovesse integrarsi il contraddittorio nei confronti della procedura concorsuale.

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 5 Marzo 2020, n. 6196

 

Corte Costituzionale, sentenza 23 ottobre 2020, n. 223

Con la sentenza n. 223 del 2020 il Giudice delle leggi ha dichiarato la non fondatezza, in riferimento all’art. 3 Cost., della questione di legittimità costituzionale dell’art. 159 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, nella parte in cui non esclude che la impignorabilità stabilita nei confronti degli enti locali presso soggetti diversi dai rispettivi tesorieri sia opponibile anche ai creditori protetti o qualificati, poiché il vincolo d’impignorabilità stabilito è posto a presidio del corrente e tempestivo espletamento delle funzioni istituzionali degli enti locali, e non dell’interesse di ciascun creditore qualificato a essere soddisfatto.L’asserita incostituzionalità era stata sollevata dal Tribunale di Napoli Nord, per il quale l’impossibilità di pignorare le predette tipologie di creditole derebbe l'art. 3 Cost., sotto i profili della ragionevolezza e dell'eguaglianza.

Corte Costituzionale, sentenza 23 ottobre 2020, n. 223

 

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.