Il D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97, recante “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” ha introdotto importanti novità in tema di trasparenza e di anticorruzione. L’accesso civico diviene più esteso rispetto al dettato precedente perché prevede che ogni cittadino possa accedere senza alcuna motivazione ai dati in possesso della Pubblica Amministrazione e che, contestualmente, non abbia la possibilità di ricevere rifiuto alla rispettiva richiesta di informazioni se non motivato. Con l’Articolo 5 si introduce, inoltre, una nuova forma di accesso civico ai dati e documenti pubblici equivalente a quella che nel sistema anglosassone è definita Freedom of information act (FOIA), che consente ai cittadini di richiedere anche dati e documenti che le pubbliche amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare. L’accesso è stato esteso oltre che ai documenti e ai dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, anche alle informazioni elaborate dalla medesime.

Consiglio di Stato, Sez. VI, 3 marzo - 11 luglio 2016, n. 3043

La natura giuridica delle università non statali è da tempo oggetto di dibattito. Secondo un primo orientamento le università non statali rientrano negli enti pubblici non economici. In particolare la Corte di Cassazione in pasato con la sentenza n. 5054/2004  ha sottolineato, statuendo la competenza del giudice amministrativo sulla cognizione di una domanda volta al riconoscimento di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato nel ruolo di ricercatore universitario, che l’Università ancorché non statale, avrebbe natura di persona giuridica pubblica in quanto avente un fine pubblico, un controllo statale, poteri certificativi e disciplinari e valore legale per i titoli di studio. Diversamente, il secondo orientamento, pur riconoscendo la sussistenza di profili pubblicistici nella loro disciplina regolatrice, qualifica le Università c.d libere, come soggetti di diritto privato. Il D.Lgs. 33/2013 (cd. Decreto Trasparenza) prevede una serie di obblighi di pubblicità in capo alle amministrazioni e ai soggetti alle stesse equiparati al fine di dare attuazione al principio della trasparenza amministrativa (pubblicazione di dati, informazioni e documenti riguardanti l’organizzazione, l’attività amministrativa e la spesa pubblica riferita ai detti soggetti).

Corte Costituzionale, 21 luglio - 31 maggio 2016, n. 200 

Con la sentenza in esame la Corte Costituzionale si è pronunciata in merito alla questione di legittimità costituzionale dell'art. 649 del codice di procedura penale, sollevata nell'ambito del cd. processo Eternit bis, nella parte in cui tale disposizionelimita l'applicazione del principio del ne bis in idem all'esistenza del medesimo 'fatto giuridico', nei suoi elementi costitutivi, sebbene diversamente qualificato, invece che all'esistenza del medesimo 'fatto storico', con riferimento all'art. 117, primo comma, Cost., in relazione all'art. 4 del Protocollo n. 7 alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali. Il cd. processo Eternit bis, riguarda l'accusa di omicidio volontario rivolta al titolare svizzero della multinazionale Eternit per le 258 morti registrate tra i dipendenti e le persone residenti nelle zone limitrofe alle fabbrichea causa dell'incontrollata esposizione all'amianto negli anni '70 e '80 del secolo scorso. Nei confronti dello stesso imputato si è concluso con declaratoria di prescrizione di entrambi i reati un altro processo, nel quale gli erano stati contestati i delitti contro l'incolumità pubblica di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro (art. 437 c.p.), aggravato dalla verificazione di malattie-infortunio, e di disastro innominato doloso (art. 434 c.p.), aggravato dall'evento "disastro".

Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 luglio 2016, n. 144, (“Regolamento recante disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri nell'archivio dello stato civile, ai sensi dell'articolo 1, comma 34, della legge 20 maggio 2016, n. 76)  adotta le disposizioni transitorie per la tenuta dei registri negli archivi dello Stato civile, ai sensi della legge 76/2016 sulla regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Il Decreto del Ministro dell'Interno 28 luglio 2016 recante "Formule per le unioni civili tra persone dello stesso sesso" ha unitamente al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dato attuazione alla legge Cirinnà, l. 20 maggio 2016, n. 76 avente ad oggetto "Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze", la quale ha previsto la possibilità, per le persone maggiorenni dello stesso sesso di costituire un'unione civile mediante dichiarazione di fronte all'ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni. 

I decreti in esame sono stati pubblicati nella rivista "Guida al diritto", n.37, Settembre 2016, p.15 e p.20. Il saggio che li introduce scritto da Mario Finocchiaro, dal titolo "L'arrivo del dpcm evita la paralisi della legge Cirinnà" è contenuto nella rivista "Guida al diritto", n.37, Settembre 2016, p.14.(Area riservata)

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