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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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La produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento del piego raccomandato spedito per la notifica di un atto a mezzo del servizio postale non costituisce un elemento costitutivo del procedimento di notificazione, essendo richiesta dalla legge ai soli fini della prova del perfezionamento di tale procedimento e quindi dell'effettiva instaurazione del contraddittorio; da tale principio deriva che l'omessa produzione dell'avviso di ricevimento non dà vita a un caso di nullità della notifica, non consentendo quindi la rinnovazione dell'atto, ma va qualificata unicamente come situazione di mera incertezza sulla effettiva e corretta instaurazione del contraddittorio, destinata a risolversi vuoi con la costituzione in giudizio della parte intimata, vuoi con la successiva azione della stessa parte notificante, con espressa richiesta rivolta al giudice di concessione della rimessione in termine, purché dimostri che l'omessa produzione dell'avviso di ricevimento non gli è addebitabile in alcun modo e che è conseguenza di un fatto incolpevole al di fuori della sua sfera di controllo, in tal modo correttamente temperandosi le esigenze del diritto di difesa (ex art. 24 Cost.) e del giusto processo (ex art. 111 Cost.)
Nota di LexItalia.it
Di seguito la sentenza CONSIGLIO DI STATO, SEZ. IV - sentenza 2 settembre 2011 n. 4958 - Pres. Giaccardi, Est. Sabatino - Baiano (Avv.ti F. ed A. Iadanza e Biamonte) c. Comune di Quarto (Avv. Vitucci) - (annulla con rinvio T.A.R. Campania - Napoli, Sez. II, sentenza 14 ottobre 2005, n. 16472).

Via libera al decreto legislativo recante "Disposizioni complementari al codice di procedura civile in materia di riduzione e semplificazione dei procedimenti civili di cognizione, ai sensi dell'articolo 54 della legge 18 giugno 2009, n. 69".

Il provvedimento, approvato in via definitiva nella riunione del 1° settembre scorso, punta a ricondurre, attraverso la razionalizzazione e semplificazione della normativa speciale in materia civile, i 33 riti fin qui in essere ai 3 modelli procedimentali previsti dal codice di procedura civile: rito del lavoro, rito sommario di cognizione e rito ordinario di cognizione.

Eliminate le differenze di regolamentazione non giustificate da effettive esigenze; uniformati i passaggi procedurali, per consentire una migliore organizzazione del lavoro degli uffici giudiziari; scritte regole più chiare e con terminologia uniforme, per ridurre al minimo i dubbi interpretativi. Dopo oltre cinquant'anni di legislazione priva di disegno organico, è la prima volta che viene attuato un intervento legislativo così vasto all'insegna della semplificazione del sistema processuale civile.
Nota di Altalex, quotidiano d'informazione giuridica
Di seguito il testo del decreto legislativo:

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