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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 28 agosto 2017, n. 4081

La quinta sezione del Consiglio di Stato con la sentenza in esame ha ribadito che nelle gare da aggiudicarsi con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa è necessario valorizzare tutto il potenziale differenziale previsto per il prezzo, al fine di evitare uno svuotamento di efficacia sostanziale della componente economica dell'offerta. La sentenza del Tar aveva respinto il ricorso avverso gli atti della procedura di affidamento in appalto del servizio di gestione delle comunicazioni relative alla tariffa rifiuti, in quanto i criteri di valutazione delle offerte avrebbero determinato una distorsione della competizione impedendo di conseguire l'aggiudicazione malgrado il consistente ribasso. Sarebbe stato snaturato il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa, in quanto, mediante una formula di riparametrazione, a fronte dei 40 punti previsti per l'offerta economica ne sono stati assegnati in concreto meno di 5. Il Consiglio di Stato ne ha avallato la tesi, visto che il divario ottenuto concretamente nel computo dei punteggi, a differenza di quanto formalmente previsto nei documenti di gara, si è ottenuto utilizzando una formula che ha determinato un evidente appiattimento.

Consiglio di Stato_sentenza n. 4081.2017

Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 5 settembre 2017, n. 4192

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha respinto l’appello della società esclusa dalla commissione di gara e ha confermato la decisione dei giudici del Tar, ravvisando la sussistenza di un grave illecito professionale, ai sensi dell’art. 80 del Codice dei contratti pubblici. Scatta dunque l’esclusione legittima dalla gara per l’impresa che tace alla stazione appaltante precedenti condanne penali per reati commessi in esecuzione di contratti pubblici, anche se statuite nell’ambito di un processo ancora in corso. Un siffatto comportamento viola l’obbligo di leale collaborazione con la pubblica amministrazione; il concorrente, infatti, non può decidere da se stesso quali precedenti penali siano rilevanti ai fini dell’ammissione alla gara e, quindi, da dichiarare all’amministrazione aggiudicatrice. Tale potere è attribuito interamente alla stazione appaltante.

Tar Lazio, Roma, sez. II, sentenza 4 settembre 2017, n. 9536

Seondo il Tar del Lazio è illegittimo il provvedimento con il quale la Stazione appaltante ha escluso una ditta da una gara di appalto, motivato con riferimento alla omessa allegazione all’offerta della copia fotostatica del documento d’identità del legale rappresentante. Infatti, la mancata produzione di copia del documento di riconoscimento del legale rappresentante della ditta interessata non costituisce causa di esclusione, potendo ove del caso essere richiesta in sede di soccorso istruttorio; e ciò a maggior ragione ove la dichiarazione prodotta non possa ritenersi una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà ai sensi degli artt. 46 e 47 d.P.R. 445/2000.

Tar Lazio, Roma_ sentenza n. 9536.2017

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