2

1

4

5

INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

Corte di Cassazione, sez. III civile, ordinanza 23 marzo 2018, n. 7260

La Corte di Cassazione è recentemente intervenuta in materia di diritto all’autodeterminazione del paziente, che sia consapevole del suo stato di salute. Il caso in esame, sottoposto al vaglio della Suprema Corte, riguardava le condizioni di un soggetto che era ben cosciente dell’esito infausto a cui andava incontro, al quale viene riconosciuto il diritto di scegliere i propri percorsi esistenziali. In particolare, i giudici di legittimità hanno affermato che "la violazione del diritto di determinarsi liberamente nella scelta dei propri percorsi esistenziali, in una condizione di vita affetta da patologie ad esito certamente infausto, coincide con la lesione di un bene di per sé autonomamente apprezzabile sul piano sostanziale, tale da non richiedere, una volta attestato il colpevole ritardo diagnostico della condizione patologica, l’assolvimento di alcun ulteriore onere di allegazione argomentativa o probatoria, potendo giustificare una condanna al risarcimento del danno con liquidazione equitativa".

Corte di Cassazione_ordinanza n. 7260.2018

 

T.a.r. Piemonte, sez. I, sentenza 28 marzo 2018, n. 368

In materia espropriativa, sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo nei casi in cui l’occupazione e la irreversibile trasformazione del fondo siano avvenute anche in assenza o a seguito dell’annullamento del decreto di esproprio ma in presenza di una dichiarazione di pubblica utilità, anche se questa sia poi stata annullata in via giurisdizionale o di autotutela (c.d. occupazione usurpativa spuria), mentre spetta al giudice ordinario la giurisdizione nei casi in cui l’occupazione e la irreversibile trasformazione del fondo siano avvenute in assenza della dichiarazione di pubblica utilità e nelle ipotesi di sopravvenuta inefficacia della dichiarazione di pubblica utilità (fattispecie di c.d. occupazione usurpativa pura).

T.A.R. Campania, Napoli, ordinanza 15 marzo 2018, n. 1653

Deve riconoscersi l'errore scusabile e la rimessione in termini a fronte di una notificazione all'indirizzo IPA di amministrazioni pubbliche che non hanno ottemperato all'obbligo di comunicare, entro il 30 novembre 2014, al Ministero della Giustizia l'indirizzo PEC valido ai fini della notifica telematica nei loro confronti. Ciò perché, giusti i principi di autoresponsabilità, legittimo affidamento e leale comportamento, l'Amministrazione non può trincerarsi - a fronte di un suo inadempimento - dietro il disposto normativo che prevede uno specifico elenco da cui trarre gli indirizzi PEC ai fini della notifica degli atti giudiziari, per trarne benefici in termini processuali, così impedendo di fatto alla controparte di effettuare la notifica nei suoi confronti con modalità telematiche. Pertanto la parte può ben ritenere in buona fede, per quanto erroneamente, che la notifica dell'atto all'Amministrazione sia possibile su un indirizzo PEC che la stessa ha comunque fatto inserire in un elenco ufficiale, quale quello IPA, così rendendone di fatto possibile la ricezione, sia pure a un indirizzo diverso da quello contemplato dalla normativa ai fini della notifica degli atti a valenza giudiziaria.

T.A.R. Campania, Napoli_ordinanza n. 1653.2018

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.