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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, sez. VI civile, ordinanza 13 dicembre 2017, n. 29891

È esclusa l'ipotesi di responsabilità dell'ente locale nel caso in cui risulti evidente, a causa della conformazione dei luoghi, la violazione da parte della madre dei propri doveri di diligenza e vigilanza nei confronti della minore, caduta per una buca presente sul manto stradale. Nel caso di specie si trattava di una buca di grandi dimensioni collocata a ridosso del marciapiede e tale da indurre i pedoni a transitare sulla strada anziché sullo stesso. 

Corte di Cassazione_ ordinanza n. 29891.2017

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza 13 dicembre 2017, n. 5854

Il Consiglio di Stato, con la sentenza in esame, ha indagato l’ubi consistam del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti negli appalti cd. “sotto soglia”. Un Comune indiceva una procedura negoziata ex art. 36, comma 2, lett. b), d.lgs. n. 50/2016 per l’affidamento del servizio di allestimento palchi per una manifestazione cittadina. Al termine della gara, l’Ente disponeva l’aggiudicazione dell’appalto nei confronti dell’impresa prima classificata. Avverso tali atti insorgeva il gestore uscente del servizio oggetto dell’affidamento, fra l’altro dolendosi del mancato invito alla procedura. Il Consiglio di Stato ha ribadito che in applicazione del “principio di rotazione” di cui all’art. 36, comma 1, d.lgs. n. 50/2016 negli appalti di importo inferiore alle soglie di rilevanza europea, la stazione appaltante ha l’alternativa o di non invitare il gestore uscente o di motivare attentamente le ragioni per le quali ritiene di non poter prescindere dall’invito.

Consiglio di Stato, sez.VI, sentenza 11 dicembre 2017, n.5792

Il Consiglio di Stato con la sentenza in esame ha ritenuto legittima la revoca di un precedente ordinanza di demolizione di un palazzo situato nel centro storico, adottata dal Sindaco di un Comune del pescarese, sostituita da ordinanza che impone lavori di messa in sicurezza, una volta accertato che il palazzo, non a rischio crollo immediato, sia in realtà un bene dall’elevato valore storico, artistico e culturale, non potendo il privato preferire la demolizione al restauro conservativo, a fronte dell’interesse pubblico al recupero.Inizialmente il Comune aveva disposto la demolizione urgente, a spese del proprietario del palazzo, salvo poi, a seguito delle valutazioni dei Vigili del Fuoco, disporre la messa in sicurezza in tempi brevi, rilevando i tecnici l’assenza di un reale e immediato pericolo di crollo. Contemporaneamente la Soprintendenza per i Beni Architettonici de L'Aquila interveniva per la valutazione del bene, conclusa l’anno successivo con la dichiarazione del notevole interesse artistico e architettonico e il necessario restauro conservativo.

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