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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. IV, 7 settembre 2018, n. 5277

L'annullamento d'ufficio di un titolo edilizio, successivamente valutato illegittimo ex art. 21 nonies della legge n.241 del 1990, deve essere motivato in relazione alla sussistenza di un interesse pubblico concreto ed attuale e tener conto degli interessi dei privati coinvolti, fermo restando il rispetto del termine di diciotto mesi ivi previsto; il decorso di tale termine onera l'amministrazione del compito di valutare se l'annullamento risponda ancora a un effettivo e prevalente interesse pubblico. Il Consiglio di Stato ha confermato la pronuncia con la quale il Tar Campania –Napoli aveva accolto il ricorso proposto contro il provvedimento con il quale il Comune di Telese Terme (nel 2014) aveva annullato in autotutela due permessi di costruire, aventi ad oggetto, rispettivamente, "il cambio di destinazione d'uso di un fabbricato esistente da autorimessa pubblica in commistione funzionale ad edificio di interesse pubblico" e "l'ampliamento e completamento funzionale di un edificio di interesse pubblico da destinare a struttura sanitaria ed amministrativa del distretto sanitario di Telese".

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza 10 settembre 2018, n. 21965 

I messaggi inoltrati non ad una moltitudine indistinta di persone ma unicamente agli iscritti ad un determinato gruppo, come appunto nelle chat private o chiuse dei social, devono essere considerati alla stregua della corrispondenza privata, chiusa e inviolabile e tale caratteristica è logicamente incompatibile con i requisiti propri della condotta diffamatoria, che presuppone la destinazione delle comunicazioni alla divulgazione nell'ambiente sociale. Nel caso di specie, la conversazione tra gli iscritti al sindacato era da essi stessi intesa e voluta come privata e riservata, uno sfogo in un ambiente ad accesso limitato, con esclusione della possibilità che quanto detto in quella sede potesse essere veicolato all'esterno (ciò è avvenuto infatti per mano di un anonimo), il che porta ad escludere qualsiasi intento di diffusione denigratoria.

Corte di Cassazione, sez. Lavoro, ordinanza n. 21965.2018

T.A.R. Sicilia, Catania, sentenza 5 settembre 2018, n. 1766

La previsione di una procedura con termine amplificato a causa della manifestata complessità del procedimento conferma la perentorietà del termine ordinario, posto che lo stesso può essere modificato solo in presenza di puntuali presupposti debitamente rappresentati alla parte interessata. Nel caso di specie, il Tar Sicilia ha accolto il ricorso di una società titolare di un impianto di trattamento e discarica di rifiuti speciali, in seguito alla presentazione di un'istanza alle competenti Amministrazioni regionali recante richiesta di revisione della VIA e dell'AIA. La ricorrente lamentava l'inerzia nella definizione del procedimento, sottolineando la violazione dell'obbligo di avviare e concludere il procedimento, ed avanzava  la pretesa al risarcimento del danno da ritardo ex artt. 30, c.p.a., e 2, l. 241/90.

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