2

1

4

5

INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

COMUNICATO STAMPA

Si può commettere un reato per diverse ragioni. Recenti studi sulle neuroscienze hanno ipotizzato che lo si possa fare per una tendenza congenita o per patologie psichiche che possono dare origine a comportamenti antisociali e criminali. Alcuni delitti, che sono stati al centro delle cronache giudiziarie e giornalistiche italiane (l’uccisione di un colombiano da parte di un algerino per “motivi d’onore”, l’omicidio di giovani mussulmane per mano di un famigliare “perché pretendevano di vivere alla occidentale”), hanno invece testimoniato come le motivazione di fondo di un delitto possano essere invece collegate all’appartenenza religiosa. La malattia mentale oppure i precetti religiosi, sempre più spesso, possono costituire un elemento importante per decidere se, all’interno di un processo penale, un soggetto debba essere giustificato, prevedendo quindi una riduzione di pena, o essere invece punito più gravemente. Sebbene per l’attuale ordinamento giudiziario l’uomo non sia determinato dai suoi geni, i recenti studi sulle neuroscienze aprono interessanti e imprevedibili scenari nello sviluppo di diverse vicende giudiziarie, con conseguenze nell’applicazione della legge e nella determinazione della responsabilità penale degli imputati.

Proprio su questi temi la Presidenza del Consiglio Comunale della Città di Siracusa e l’Associazione “Solidarietà”, con la collaborazione dello Studio legale per i diritti dello straniero “Dino Frisullo”, hanno promosso per venerdì 21 gennaio il convegno dal titolo: DIVERSITÀ DI RELIGIONI E UGUAGLIANZA DINANZI ALLA LEGGE. L’evento si terrà nella Sala Borsellino di Palazzo Vermexio, a Siracusa. I lavori avranno inizio alle ore 16,30 e si concluderanno alle 19,30.

Durante il convegno SALVATORE AMATO, professore di Filosofia del Diritto dell’Università degli Studi di Catania, relazionerà sul tema “Diritto delle emozioni”. Sulle “Novità scientifiche e processo penale” proporranno il loro contributo MONICA MONEGO, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Ragusa ed ETTORE RANDAZZO del Foro di Siracusa. Su “Neuroscienze cognitive e responsabilità penale” riferirà uno dei più accreditati studiosi della materia: GIUSEPPE SARTORI, professiore di Neuroscienze Cognitive dell’Università degli Studi di Padova. Sulle tematiche giudiziarie interverrà, infine, MARCO GALATI, avvocato del Foro di Catania. Moderatore dell’evento sarà BRUNO LEONE del Foro di Siracusa.

Lo Studio Legale per i diritti dello straniero “Dino Frisullo” nel sottolineare l’importanza dei temi trattati invita i colleghi del Foro di Siracusa e i cittadini a partecipare numerosi all’iniziativa promossa dal Comune di Siracusa e dall’Associazione “Solidarietà”.

Siracusa, 18 gennaio 2011
  


                                                                                                                       Al Ministero degli Affari Esteri

Al Ministro dell’Interno

All’Ambasciata Libica in Italia

All’Ambasciata d’Italia a Tripoli

 

p.c. All’UNHCR

Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati

p.c. All’Agenzia giornalistica Italia

     p.c. agli Organi di stampa

 

Oggetto: invito a fornire chiarimenti in merito all'accordo Italia-Libia sul fenomeno dell'immigrazione.


Gentili Autorità,

con stupore e preoccupazione stiamo seguendo gli sviluppi della vicenda dei 250 eritrei in Libia. Da quanto abbiamo potuto appurare dalle Agenzie di stampa (Agi) e da diverse testate giornalistiche questi cittadini eritrei richiedenti protezione internazionale vivono in condizioni disumane e pare che vengano deportati dalle autorità libiche da un luogo all’altro, dentro grandi containers di ferro, attraverso il deserto, nella immaginabile sofferenza, rischiando di morire asfissiati. Si tratta di eritrei presumibilmente respinti dallo Stato italiano.

Ci chiediamo come viene attuato l’accordo tra Italia e Libia stipulato nel 2008 che al punto 3 dell’art. 19 recita: “Le due parti collaborano alla definizione di iniziative, sia bilaterali, sia in ambito regionale, per prevenire il fenomeno dell’immigrazione clandestina nei paesi d’origine dei flussi migratori”. Come prevede l’art. 33 della Convenzione di Ginevra “Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche”.

Si deve tenere presente che la Libia non ha aderito a tale Convenzione, mentre il nostro Stato si conforma ad essa così come al diritto internazionale. Pertanto Vi chiediamo chiarimenti su questa vicenda, data la nostra azione quotidiana diretta a fornire assistenza legale a cittadini extracomunitari, e manifestiamo la nostra preoccupazione innanzitutto come professionisti impegnati nella tutela dei diritti dei migranti e come cittadini italiani. Ci associamo dunque alla “richiesta di aiuto per fare chiarezza sulla sorte di questi eritrei”, inoltrataVi anche dal Consiglio di Europa, come si evince dai comunicati delle agenzie di stampa del 06.07.2010

Si fa presente inoltre che i circa 250 cittadini eritrei avrebbero potuto trovare qualche forma di protezione se avessero raggiunto le nostre coste.

Questa preoccupazione è stata manifestata da diversi fronti sociali, come dal Vaticano, precisamente da Mons. Marchetto, segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti (8 aprile 2010). Anche noi, come fece la santa Sede circa un anno fa (agosto 2009), siamo preoccupati che di fronte a questa emergenza umanitaria “l’occidente chiuda gli occhi come avvenne con l’olocausto” seppur questo pericolo venga scongiurato dai governi.

Fiduciosi in un Vostro riscontro porgiamo i più distinti saluti.

Siracusa, 12.07.2010

Avv. Corrado V. Giuliano
cell. 3357063993

Dott. Edoardo Di Mauro
cell. 3334588540 

L'elenco degli avvocati garibaldini.

Per testimoniare il prezioso apporto della classe forense a quel fondamentale evento storico, principio della storia unitaria d’Italia, pubblichiamo i nominativi degli avvocati che parteciparono alla Spedizione dei Mille, tratti dall'elenco alfabetico completo (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del Regno d'Italia del 12 novembre 1878) dei componenti la spedizione dei Mille di Marsala, compilato sulla scorta dell'Elenco pubblicato nel 1864 dal Ministero della Guerra, del prospetto dei pensionati fra i Mille di Marsala e delle notizie fornite dalla varie autorità del Regno.

Si tratta di un elenco relativo ai garibaldini che ricevettero la pensione reale, mentre tuttora gli storici stanno effettuando ricerche per definire con completezza l’elenco completo.

(Altalex, 17 marzo 2011. Fonte: Consiglionazionaleforense.it)

  • CONATI Rinaldo di Enrico, nato a Milano il 27 luglio 1845, residente a Varese, avvocato.
  • CELLA Gio.Battista fu Giorgio, nato ad Udine il 5 settembre 1837, ivi residente, avvocato
  • CURZIO Francesco Raffaele di Francesco, nato a Turi il 23 dicembre 1822, residente a Firenze, avvocato.
  • ELLERO Enea di Mario, nato a Pordenone il 9 settembre 1840, ivi residente, avvocato.
  • GHISLOTTI Giuseppe di Luigi, nato a Comun Nuovo il 29 aprile 1841, residente a Bergamo, avvocato
  • GIURIOLO Giovanni di Pietro, nato in Arzignano il 2 aprile 1839, ivi residente, avvocato.
  • LUZZATO Riccardo di Marco, nato ad Udine il 4 febbraio 1842, residente a Milano, avvocato
  • MAPELLI Achille di Defendente, nato a Monza il 6 dicembre 1840, ivi residente, avvocato.
  • MORGANTE Alfonso Luigi di Girolamo, nato a Tarcento l'8 agosto 1835, residente a Tarcento, avvocato.
  • PORTIOLI Antonio di Antonio, nato a Scorzarolo il 17 gennaio 1840, residente a Mantova, avvocato
  • RAVINI Luigi di Giovanni, nato a Caviaga, ora Cavenago d'Adda, il 25 marzo 1839, residente a Roma, avvocato.
  • SILIOTTO Antonio di Gervasio, nato a Porto Legnago il 6 agosto 1838, residente a Legnago, avvocato
  • ROSSETTI Giovanni fu Giuseppe, nato a Trebaseleghe il 14 aprile 1836, residente a Cittadella, avvocato
  • TRANQUILLINI Filippo fu Carlo, nato a Morì (Roveredo) il 1837, residente a Milano, avvocato.
© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.