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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

E' il marzo 2011. Il Coordinamento SOS Siracusa, al quale hanno aderito cinquanta tra associazioni ambientaliste e realtà sensibili verso le problematiche di tutela del paesaggio, invita a riflettere sulle contraddizioni tra i vincoli archeologici previsti nell'area Castello Eurialo, Mura Dionigiane, e quanto prevede il Piano Regolatore vigente. Secondo quanto sostenuto dal Coordinamento, il PRG non terrebbe conto del vincolo archeologico e consentirebbe l'edificabilità di un'ampia area che dovrebbe invece entrare a far parte del costituendo parco delle Mura Dionigiane.   Nemmeno un mese dopo si apprende i proprietari dei terreni (Open Land, ex Fiera del Sud) intenderebbero costruire 700 villette in edilizia convenzionata. L'iter per la presentazione del piano di lottizzazione dei terreni è già stato avviato.

pdfCOMUNICATO_SOS_SIRACUSA_25_03_2011_Mura_dionigiane.pdf

pdfCOMUNICATO_SOS_SIRACUSA_28.04.2011 Settencento villette al Castello Eurialo.pdf

All'Epipoli progetto di 700 villette


Di seguito proponiamo i particolari di alcune carte allegate al Piano paesaggistico di Siracusa sui beni paesaggistici ed i regimi normativi (integrazione dell'8 aprile 2013).

pdfTavole_di_piano_Beni_paesaggistici_Epipoli_Mura_Dionigiane (Piano paesaggistico Siracusa).pdf

pdfTavole_di_piano_Regimi_normativi_Epipoli_Mura_Dionigiane (Piano Paesaggitico Siracusa).pdf

Ricongiungimento familiare: la procedura per il rilascio del nulla osta
 
(Corte di Cassazione, sez. I Civile, sentenza n. 7218/11; depositata il 30 marzo)
 

La concessione del diritto al ricongiungimento familiare è frutto di un procedimento complesso, a formazione progressiva, nel quale le valutazioni della Questura o dello Sportello Unico vengono seguite dagli accertamenti della Rappresentanza diplomatica: le prime sfociano nel nulla osta e i secondi nel visto di ingresso, o nel suo diniego, impugnabile come atto terminativo innanzi al giudice ordinario.
Il caso. Lo ha precisato la Cassazione con la sentenza n. 7218 del 30 marzo nella vicenda relativa ad una cittadina filippina munita di permesso di soggiorno italiano che nell’aprile 2008 ha presentato istanza di ricongiungimento dei propri genitori residenti nelle Filippine. Pur avendo il Questore espresso in merito il proprio nulla osta, l'Ambasciata Italiana di Manila nel giugno 2009 ha negato il visto di ingresso sulla base della sopravvenienza normativa del nuovo disposto del Testo unico sull’immigrazione (art. 29, lett. d), d.lgs. n. 286/98 così come modificato dal d.lgs. n. 260/2008). Invano la donna ha impugnato il diniego davanti ai giudici di merito per poi giungere in Cassazione.
Presupposti e requisiti. La Corte Suprema non ha fatto altro che avallare quanto spiegato dal tribunale prima e dalla corte d’appello poi circa la sopravvenienza normativa di requisiti di immediata applicazione anche al caso di specie: le modifiche normative al T.U. condizionano il diritto al ricongiungimento familiare al requisito della vivenza a carico dei genitori privi di altri figli o della impossibilità degli altri figli, per gravi ragioni di salute, di provvedere al mantenimento dei genitori ultrasessantacinquenni. Condizioni non sussistenti nel caso di specie.
L’evoluzione normativa. La Cassazione coglie l’occasione per un excursus sulla disciplina dei requisiti di ricongiungimento a beneficio dei genitori dell'extracomunitario regolarmente soggiornante.
Il quadro normativo ha avuto un singolare avvicendarsi nel tempo: la norma sui genitori a carico è stata sostituita dall'art. 23 della legge 189 del 2002 con un’integrazione costituita dalla condizione negativa dell’inesistenza di altri figli nel Paese ovvero, ma solo per i genitori ultrasessantacinquenni, dell’inidoneità al loro sostentamento da parte di altri figli per documentate gravi ragioni di salute, condizione eliminata subito dopo dalla più permissiva previsione dell'art. 1 comma 1 lett. e sub d) del d.lgs. 5 del 2007 (genitori a carico che non dispongano di un adeguato sostegno familiare nel Paese di origine o di provenienza) ma poi ripristinata ancora (art. 1 comma 1 lett. a) sub d) del d.lgs. 3 ottobre 2008, n. 160).
L'ultima disposizione, che ha ripristinato la previsione di cui all'art. 23 della legge 189 del 2006, è entrata in vigore il 5 novembre 2008, dopo la richiesta della cittadina filippina, ben prima che la Rappresentanza diplomatica italiana negasse il visto di ingresso per assenza del nuovo requisito per cui correttamente tali requisiti sono stati applicati alla procedura in esame.

 
 
 
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Chi è stato condannato per furto non può fare il pompiere
 
(Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza n. 1841/11; depositata il 25 marzo)
 

di Marilisa Bombi

Un precedente penale non consente l'accesso al Dipartimento dei Vigili del Fuoco. L’articolo 88 del d.lgs. n. 217 del 2005 prevede, infatti, nel comma 1, lett. e), che per essere ammessi alla selezione per operatore tecnico è necessario il possesso delle qualità morali e di condotta richieste per l’ammissione ai concorsi della magistratura ordinaria e, nel comma 2, che “alla selezione non sono ammessi” coloro che, tra l’altro, “hanno riportato condanna a pena detentiva per delitto non colposo”.
Chi è condannato per delitto non colposo non è ammesso alla selezione. Le due fattispecie, secondo il Collegio, sono chiaramente distinte, perché la prima individua requisiti di ammissione che ammettono margine di valutazione da parte dell’Amministrazione (in quanto non tassativamente specificati, stante il rinvio alle qualità morali e di condotta richieste per l’accesso alla magistratura ordinaria, e quindi, all'art. 124, ultimo comma, del R.D. 30 gennaio 1941, n. 12, come sostituito dall'art. 6 del d.lgs. 17 novembre 1997, n. 398, vigente all’epoca della vicenda in esame, per il quale andavano esclusi dalla procedura i candidati che, per le informazioni raccolte, "non risultano di condotta incensurabile"), la seconda individua una causa tassativa di esclusione, in presenza della quale non vi è, di conseguenza, alcuna facoltà di valutazione, poiché i condannati a pena detentiva per delitto non colposo “non sono ammessi” alla selezione.
Il pompiere non può essere stato condannato per furto. In questo quadro, la Sezione ritiene che, nella specie, la valutazione svolta dall’Amministrazione sia giustificata e motivata, perché non si può considerare che presenti una condotta incensurabile chi sia stato condannato per furto aggravato (articoli 624 e 625, comma 2, c.p.) e d’altro lato, in ragione di ciò, la motivazione del provvedimento risulta adeguata, poiché – nel valutare “la natura del reato commesso”, ha specificamente tenuto in considerazione il “rapporto di fiducia fra cittadini e amministrazione” e la particolare delicatezza dell’attività svolta dagli appartenenti al Corpo dei Vigili del Fuoco al servizio della comunità in costante rapporto con i cittadini.

 

 
 
 
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