2

1

4

5

INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

Dovranno essere restituiti ai cittadini i maggiori esborsi pagati nelle bollette dell'acqua dal 21 luglio al 31 dicembre del 2011. Il referendum del giugno 2011 aveva, infatti, abrogato la remunerazione del 7% del capitale investito. Lo ha ribadito il Consiglio di Stato confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale. L'Autorità per l'energia, delegata a decidere il criterio per il rimborso ai cittadini di quanto pagato illegittimamente, ieri pomeriggio ha scelto il criterio della restituzione secca degli importi, escludendo la compensazione in bolletta. Nei giorni scorsi l'Autorità per l'energia ha emanato il nuovo regolamento tariffario che decorrerà dal 1 gennaio 2012.

Antonella Baccaro, Per l'acqua aumenti da rimborsare, Corriere della Sera, 1 febbraio 2013

Giulia Nitti, Bollette dell'acqua fuorilegge: ora i rimborsi, Il Salvagente.it, 1 febbraio 2013

Tar Lazio - sede di Roma, sez. II-quater, Sentenza 24 gennaio 2012, n.762

Il Tar capitolino, affronta, pervenendo a condivisibili conclusioni, l’annosa questione del danno “da ritardo” procedimentale. Le conclusioni cui giunge, tuttavia, nel confermare che il fattore tempo non è un bene della vita meritevole di autonoma dignità ed indiscriminata tutela, riconosce che esso possa costituire la causa di ulteriori e differenti voci di danno rispetto al bene della vita oggetto di accertamento da parte della Amministrazione; in tali casi, infatti, il fattore temporale assurge a mero nesso causale tra fatto e lesione, mentre le conseguenze patrimoniali negative del ritardo colpevole dell’amministrazione nel provvedere si verificano in relazione alla lesione di un “diverso” – rispetto al tempo – bene giuridicamente protetto (Area riservata).

Avv. Giuseppe Maria Berruti

pdfTAR_LAZIO_sez._II-quater_762-2012.pdf

 

Cass. Civ. , Sez. un., sentenza, 16 febbraio 2011, n. 3811

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, nell’affermare che “le valli da pesca configurano uno dei casi in cui i principi combinati dello sviluppo della persona, della tutela del paesaggio e della funzione sociale della proprietà trovano specifica attuazione, dando origine ad una concezione di bene pubblico, inteso non solo come oggetto di diritto reale spettante allo Stato, ma quale strumento finalizzato alla realizzazione di valori costituzionali”, rivisitano in via interpretativa la categoria dei beni demaniali, delineata dagli art. 822 e ss. cod. civ., coordinandola con il quadro dei principi costituzionali (su tutti, artt. 2, 9 e 42 della Costituzione), “al fine della individuazione dei criteri indispensabili per attribuire natura "non privata" ad un bene immobile” funzionale per la collettività. Principio cardine delle motivazioni della decisione è che ove un bene immobile, indipendentemente dalla titolarità, risulti per le sue intrinseche connotazioni (soprattutto di carattere ambientale e paesaggistico), destinato alla realizzazione dello Stato sociale, è da ritenersi estraneo “alla prospettiva del dominium romanistico e della proprietà codicistica, comune"; ne consegue che, in tali casi, anche a prescindere dall’effettivo titolo di proprietà, tale bene assume una funzione demaniale. (Area riservata)

Avv. Giuseppe Maria Berruti

 

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.