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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, VI sezione civile - 3 , ordinanza 16 ottobre 2020, n.22615

Ai sensi del combinato disposto degli art. 194, comma 2, c.p.c. e 90, comma 1, disp. att. c.p.c,  il consulente tecnico “deve dare comunicazione alle parti del giorno, ora e luogo di inizio delle operazioni mentre analogo obbligo di comunicazione non sussiste quanto alle indagini successive, incombendo sulle parti l'onere di informarsi sul prosieguo di queste al fine di parteciparvi”. Il principio è stato affermato dalla Corte con la suddetta ordinanza precisando che i motivi di ricorso riguardanti la nullità dell’a.t.p. per assenza di comunicazione del secondo accesso e la mancata considerazione della stessa, sono stati disattesi.

Corte di Cassazione, VI sezione civile - 3 , ordinanza 16 ottobre 2020, n.22615

 

 Corte di Cassazione, III sezione penale, sentenza 21 ottobre 2020 n.29105

Nel caso di utilizzo di area balneare marittima, occupata in assenza di idoneo titolo perchè scaduto e mai rinnovato e in assenza di pagamento di canoni annuali demaniali e imposta regionale, pur sostenendo che il titolo sia stato prorogato per automatico rinnovo sulla base di una legge italiana, la concessione sarebbe da considerare decaduta in quanto le successive proroghe automatiche sono invalide perchè contrastanti con il diritto europeo. Per questo, la Cassazione ha nel caso di specie ritenuto legittimo il sequestro preventivo disposto dal Gip.

Corte di Cassazione, III sezione penale, sentenza 21 ottobre 2020 n.29105

Corte di Cassazione,  I sezione civile, ordinanza 17 aprile 2020, n.7904

Le parti , ai sensi dell’art.13 legge n. 247/2012 , sono libere al momento del conferimento dell’incarico al professionista , di stabilire contrattualmente il corrispettivo. La Corte conferma il suo orientamento già affermato più volte (Cass. 21235/2013; Cass. 14293/2018) in base al quale il corrispettivo dell’avvocato vada determinato in base alle tariffe e debba essere adeguato all’importanza dell’opera prestata solo qualora non sia stato liberamente pattuito. Nel caso in cui il professionista e il cliente abbiano raggiunto un accordo sul compenso, non rilevano neppure i minimi tariffari dal momento che la loro previsione non costituisce una norma imperativa.

Corte di Cassazione, I sezione civile, ordinanza 17 aprile 2020, n.7904

 

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