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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Dopo il dictum della Suprema Corte del 2008 circa l'unicità del danno non patrimoniale e la risarcibilità in via unitaria di tutte le sue sottocategorie in aggiunta al danno fisico, la Corte di cassazione - con la sentenza della III Sez. Civile n. 22585/2013, commentata in "Giurisprudenza Italiana" del novembre 2013 - ha affrontato la questione se il dolore interiore e l'alterazione delle abitudini quotidiane rappresentino dei danni distinti e risarcibili indipendentemente dalla lesione fisica. Il Supremo Collegio dà una risposta affermativa alla questione, asserendo che tali danni costituiscono tipologie distinte ed entrambi autonomamente risarcibili, a condizione che siano rigorosamente provati caso per caso.

Con la sentenza n. 10 del 2013 (commentata in "Giurisprudenza Italiana" del novembre 2013), la Consulta ha ritenuto inammissibile la questione di legittimità costituzionale della disciplina processuale sulle cause in materia di opposizione alla stima dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità, la cui normativa non consente al giudice la possibilità di convertire il rito da sommario in ordinario. Ad avviso della Corte costituzionale, tale scelta rientra nell'esercizio della discrezionalità del Legislatore e, come tale, insindacabile da parte del Giudice delle leggi.

Il Tar del Molise ha affermato che, con riferimento alla «legge Pinto», nel giudizio di ottemperanza le parti conservano la medesima legitimatio ad causam e ad processum che avevano nel giudizio conclusosi con la pronuncia da ottemperare. Pertanto, nonostante la legge finanziaria per l'anno 2007 preveda che per il pagamento degli indennizzi conseguenti alla violazione degli obblighi internazionali provvede il Ministero dell'economia e delle finanze, il ricorso in tema di «legge Pinto» va proposto nei confronti del Ministero della giustizia.

La sentenza del 9 maggio 2013 è commentata nella sulla rivista "Il Foro Amministrativo".

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