2

1

4

5

INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

news

Corte di Cassazione, Sez. I civile , ordinanza 16 maggio 2016, n. 9978

La Corte,  visto l’articolo 374 c.p.c., comma 2, stablisce che va rimessa al Primo Presidente, per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, la questione, ritenuta di massima di particolare importanza, della riconoscibilità, o meno (per contrasto con l’ordine pubblico), delle sentenze straniere comminatorie di danni punitivi.L’ordinanza, in particolare, rileva una “evoluzione della interpretazione del principio di ordine pubblico” nella giurisprudenza di legittimità e un “progressivo e condivisibile allentamento del livello di guardia” tradizionalmente opposto dall’ordinamento nazionale all’ingresso di istituti giuridici e valori estranei.

L'ordinanza e il saggio che la commenta scritto da Adolfo di Majo dal titolo "Riparazione e punizione nella responsabilità civile", sono pubblicati nella rivista "Giurisprudenza Italiana", n.8-9, Agosto-Settembre 2016, p.1854 (Area riservata)

 

Corte di Cassazione, sez. III civile , sentenza 14 marzo 2017, n. 6477

Non può ritenersi in re ipsa esistente la prova di una perdita patrimoniale derivante dal venire meno della contribuzione economica e, soprattutto, materiale allo svolgimento del menage familiare, e quindi alla organizzazione della casa ed alla pulizia di essa, prestata dal convivente che viene a mancare qualora questi svolga una attività lavorativa esterna. In un regime di normale convivenza, sia essa fondata sul matrimonio o meno, l’apporto economicamente apprezzabile sotto forma di danno patrimoniale, in caso di perdita del congiunto o convivente, alla gestione familiare, sotto forma di lavoro domestico e di organizzazione della vita familiare, può presumersi infatti qualora il convivente si dedichi esclusivamente alla cura della casa. Nel caso invece in cui questi svolga una attività lavorativa esterna, il danno non può reputarsi in re ipsa, né la prova può desumersi in via presuntiva dal solo fatto della convivenza, ma è necessario che sia fornita la prova, positiva, che questi, oltre ad essere impegnato in una attività lavorativa esterna, dedicasse parte delle sue energie residue, in modo significativo ed economicamente apprezzabile tanto da costituire una possibile posta di danno per equivalente, alla cura della casa.

Giurisprudenza Italiana, n. 4, Aprile 2017, p. 794 (Area riservata)

T.A. R. Lazio, sez. I, sentenza 14 novembre 2016, n. 11270

La perimetrazione del campo di applicazione delle previsioni in materia di prevenzione della corruzione deve essere effettuata avendo come obiettivo la tutela delle finalità di pubblico interesse perseguite dal legislatore e quindi la natura delle attività esercitate dai soggetti destinatari delle norme; non è, quindi, possibile, desumere, dall'analisi del diverso meccanismo di governance che disciplina gli enti pubblici economici e le società sottoposte a controllo pubblico, alcuna ragionevole giustificazione di una possibile esclusione dei primi dall'applicazione della disciplina in materia di inconferibilità degli incarichi.

© 2017 studio legale Giuliano. All Rights Reserved.