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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Consiglio di Stato, sez. III, sentenza 25 settembre 2017, n. 4467

Il Consiglio di Stato ha stabilito che una sentenza che dichiari legittimi gli atti di gara adottati prima della presentazione delle offerte non lascia alla stazione appaltante anche un incondizionato potere di eliminare quegli stessi atti in via di autotutela. Nel giudizio del 2014 il Consiglio di Stato aveva conservato gli atti dell’originaria gara nella parte in cui tali atti erano stati ritenuti legittimi; la gara avrebbe potuto essere rinnovata a partire dalla fase di presentazione delle offerte. Il verbo “può” rinnovare la gara non esprime una facoltà di scelta, ma indica, in conformità ai principi costituzionali di legalità e necessità, il potere-dovere dell’Amministrazione aggiudicatrice di riprendere la gara (alla quale la stessa Pa era autovincolata) dal momento immediatamente anteriore a quello in cui si era verificata l’illegittimità.

Corte di Cassazione, sez. I civile, ordinanza 10 gennaio 2018, n. 371

Nell’ambito del contratto autonomo di garanzia, ammessa la proponibilità, da parte del garante, delle eccezioni fondate sulla nullità del contratto-base per violazione di norme imperative, il garante autonomo deve ritenersi pienamente legittimato a sollevare, nei confronti della banca, l’eccezione di nullità della clausola anatocistica, allorquando essa non si fondi su di un uso normativo (e non ricorrano, ovviamente, le altre condizioni legittimanti di cui all’art. 1283). Va evidenziato che, se si ammettesse la soluzione contraria, si finirebbe per consentire al creditore di ottenere, per il tramite del garante, un risultato che l’ordinamento vieta.

Consiglio di Stato, sez. V, sentenza  7 settembre 2017 , n. 4248

Con la sentenza in esame il Consiglio di Stato ha ribadito a quale giudice spetti la giurisdizione nell'ipotesi in cui una P.A. abbia disposto con provvedimento la nomina o la revoca di componenti di un consiglio di amministrazione di una s.p.a. partecipata. Nel caso di specie, gli amministratori di una società finanziaria regionale avevano impugnato la delibera della Giunta regionale che disponeva la loro revoca dell'incarico societario per giusta causa. Il Supremo Consesso amministrativo, richiamando quanto precisato da precedente Ad. Plen. 3 giugno 2011, n. 10, precisa che, al pari degli atti di costituzione, modifica o estinzione di una società, tutti i provvedimenti espressione del potere decisionale spettante alla p.a. in materia societaria, prodromici rispetto a quelli prettamente negoziali, determinano l'esercizio di una potestà discrezionale finalizzato alla cura diretta di pubblici interessi che fanno capo a quel determinato soggetto pubblico. Di conseguenza, è evidente che l'esercizio di tale potere esula dalla vicenda societaria in quanto tale, e si risolve in un atto amministrativo che non incide su altrui diritti soggettivi, sindacabile solo davanti al G.A.

Consiglio di Stato_ sentenza n. 4248.2017

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