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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione,Sez III civile, sentenza 30 ottobre 2020, ordinanza n.24181

La Corte di Cassazione con ordinanza n. 24181 del 30 ottobre 2020 ha confermato la prevalente giurisprudenza, affermando che il correntista ha sempre diritto di ottenere il rendiconto dalla banca secondo quanto previsto dall’art. 119 T.U.B. “anche in sede giudiziale fornendo l’esistenza della prova del rapporto contrattuale”, pertanto non si potrebbe ritenere che l’art. 119 vada interpretato nel senso che tale diritto possa essere esercitato in una fase anteriore del giudizio contro la banca in quanto il correntista verrebbe posto in una posizione svantaggiata. Inoltre la spettanza di tale diritto, ad ottenere l’integrale documentazione del rapporto, secondo la Corte va riconosciuta anche al fideiussorio “il quale a sua volta può in senso lato definirsi un "cliente" della banca non diversamente dal correntista debitore principale”.

Corte di Cassazione,Sez III civile, sentenza 30 ottobre 2020, ordinanza n.24181

Corte Costituzionale, sentenza 23 ottobre 2020, n.223

La Corte costituzionale con la sentenza n. 223/2020 in linea con la sentenza n. 31661/2018 della Cassazione, definisce costituzionalmente legittimo l’art 159 del Tuel, nella parte in cui al secondo comma non consente la pignorabilità delle somme di competenza degli enti locali da parte di chi vanta crediti da ricondurre al pagamento di stipendi, delle rate dei mutui e all’esercizio di servizi indispensabili. Secondo la Corte la questione non solo non è fondata ma chiarisce che lo scopo della norma non sarebbe quello di tutelare i creditori “ qualificati”, piuttosto quella di garantire la funzionalità dell’ente locale.

Corte Costituzionale, sentenza 23 ottobre 2020, n.223

Consiglio di Giustizia amministrativa Regione Siciliana,sez. unite, sentenza 23 ottobre 2020, n.275

Con la sentenza n. 275 del del 23 ottobre 2020, il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana, interviene affermando che in Sicilia è possibile la chiusura di terrazze e verande di superficie inferiore a 50 mq anche senza autorizzazione o concessione, purché realizzata con una struttura “precaria”, per tale intendendone una suscettibile di facile rimozione, senza la necessità di demolizione di parti fisse e senza l’utilizzo di mattoni o uso di leganti cementizi o derivati.

Consiglio di Giustizia amministrativa Regione Siciliana,sez. unite, sentenza 23 ottobre 2020, n.275

 

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