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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte di Cassazione, VI sez. civile -1, ordinanza 23 settembre 2020, n. 20495

La Cassazione, in linea con quanto ritenuto dalla giurisprudenza di legittimità, afferma che l’art. 58, co. D. Lgs. 385/1993 rende efficace con la sola pubblicazione di un avviso nella Gazzetta Ufficiale, la cessione “in blocco” dei rapporti giuridici , anche senza bisogno di notificare la cessione ad ogni debitore. Tale pubblicazione inoltre, può essere anche validamente sostituita dagli adempimenti previsti dall’art. 1264 c.c., in quanto aventi la medesima natura. La notificazione della cessione pertanto può avere luogo sia con l’atto di citazione con cui il cessionario intima al debitore ceduto il pagamento, sia durante lo stesso giudizio.

Corte di Cassazione, VI sez. civile -1, ordinanza 23 settembre 2020, n. 20495

 

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 19 ottobre 2020, n. 6300 

La fattispecie in questione riguarda un’area agricola soggetta a vincolo paesaggistico. Nel 2007 , con regolari autorizzazioni, viene iniziata un’attività di ristrutturazione e cambi di destinazioni d’uso. Per sanare alcune difformità rilevate durante gli interventi il proprietario ha presentato istanza di compatibilità paesaggistica e di accertamento di conformità, respinta dal comune per il parere negativo espresso della soprintendenza, a causa della rilevata presenza di incrementi volumetrici nell’ambito dell’edificio principale. Il Consiglio di Stato così si pronuncia “Ai sensi dell’art. 167, comma 4, lett. a), del D.Lgs. n. 42/2004 l'accertamento postumo della compatibilità paesaggistica, è consentito esclusivamente in relazione a quei lavori che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati. In presenza di incrementi di superficie o cubatura, anche di modesta entità, la norma impedisce tassativamente il rilascio della sanatoria paesaggistica, per cui la reiezione della relativa istanza assume carattere vincolato.”

Consiglio di Stato, sez. VI, sentenza 19 ottobre 2020, n. 6300

 

 

Corte di Cassazione, Sez. III penale, sentenza n. 27993/2020

La Corte di Cassazione penale con la sentenza n. 27993/2020 stabilisce che costituisce reato penale la manutenzione di un’opera abusiva. La fattispecie in questione riguarda l’adeguamento di una pista di motocross realizzata nel 1992 in assenza di un valido titolo autorizzativo, realizzata al tempo alla condizione che l’opera avrebbe dovuto avere carattere temporaneo. La pista non venne mai smontata ed inoltre operando lavori di adeguamento, venne reso definitivo il mutamento della destinazione urbanistica da suolo agricolo ad impianto sportivo scoperto. La cassazione afferma pertanto che gli interventi su un’opera realizzata già ab origine abusiva, costituiscono una reiterazione del comportamento criminoso, integrando un nuovo reato anche se si tratta di atti di manutenzione ordinaria dal momento che gli stessi, presupporrebbero interventi su un’opera costruita legittimamente.

Corte di Cassazione, Sez. III penale, sentenza n. 279932020

 

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