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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Tribunale di Roma, sez. XIII, sentenza 31 agosto 2018

La corte, nel ricostruire il rapporto tra risarcibilità del danno e mancanza di conformità, stabilisce che colui che venga privato del panorama non ha diritto ad essere risarcito qualora l’edificazione sia stata compiuta in conformità degli strumenti urbanistici (regolamenti edilizi) e civili (servitù o distanze), in quanto la semplice privazione del panorama non costituisce attività illecita fonte di danno ingiusto e quindi dell’obbligo risarcitorio, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2043 c.c., in quanto l’opera lesiva consegue all’esercizio di un diritto.

TAR Puglia, Bari, sez. III, sentenza 25 giugno 2018, n. 934

Il TAR Puglia torna a esaminare gli atti amministrativi degli organi collegiali tecnici, ad elevato indice di specializzazione e a basso indice di discrezionalità amministrativa quali commissioni di esame, di concorso, di gara, le commissioni di disciplina e i collegi sindacali (revisori dei conti). I principi basilari sono comuni, sebbene non vi sia una disciplina legislativa comune. In assenza di un espresso obbligo di specifica verbalizzazione imposto dal disciplinare di gara, non vi è ragione per derogare dal principio generale secondo il quale gli apprezzamenti dei commissari sono destinati ad essere assorbiti nella decisione collegiale finale, costituente momento di sintesi della comparazione e composizione dei giudizi individuali; mentre la separata enunciazione dei punteggi attribuiti dai singoli commissari assume valore di formalità interna relativa ai lavori della commissione i cui giudizi, ai fini della verbalizzazione e della pubblicità esterna, sono sufficientemente documentati con la sola attribuzione del voto complessivo finale.

Tar Campania, sez. III, sentenza 6 settembre 2018, n. 5406

L’ordinanza di demolizione può legittimamente essere emanata nei confronti del proprietario attuale, anche se non responsabile dell’abuso, considerato che l’abuso edilizio costituisce illecito permanente e che l’ordinanza stessa ha carattere ripristinatorio e non richiede l’accertamento del dolo o della colpa. L’ordinanza di demolizione, in quanto atto dovuto e dal contenuto rigidamente vincolato, presuppone un mero accertamento tecnico sulla consistenza delle opere realizzate e sul carattere non assentito delle medesime e non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento. Non sussiste alcuna necessità di motivare in modo particolare un provvedimento col quale sia stata ordinata la demolizione di un manufatto, quando sia trascorso un lungo periodo di tempo tra l'epoca della commissione dell'abuso e la data dell'adozione dell'ingiunzione di demolizione, poiché l'ordinamento tutela l'affidamento solo qualora esso sia incolpevole, mentre la realizzazione e il consapevole mantenimento in loco di un'opera abusiva si concretizza in una volontaria attività del privato contra legem.

Tar Campania, sez. III, sentenza n.5406.2018

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