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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

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Corte Costituzionale, sentenza n.189/2021

La Corte costituzionale con la sentenza in esame ha dichiarato incostituzionale l'articolo 6, secondo comma, lettere b) e c)  - quest'ultima solo in riferimento alla lettera b) - della legge regionale del Lazio sulla gestione dei rifiuti, per contrasto con l'articolo con 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione. Una dichiarazione di illegittimità che decorre dal 29 aprile 2006, data di entrata in vigore del Codice dell'ambiente, con il quale i principi della riforma del titolo V della Costituzione si sono tradotti in una specifica disciplina del riparto delle funzioni amministrative, rendendo attuale la discrasia della distribuzione delle competenze disposta dalla legge regionale censurata.Per la Corte nell'attuale assetto costituzionale delle competenze sulla gestione dei rifiuti - che rientra nella materia della tutela dell'ambiente - le regioni non possono delegare ai comuni le funzioni amministrative a esse attribuite dallo Stato in base a una scelta allocativa compiuta con il Codice dell'ambiente.  

Corte di Giustizia dell'Unione Europea, Grande Sezione, sentenza 7 settembre 2021
 
La Corte di Giustizia UE si è di recente pronunciata in tema di accesso agli atti di una procedura ad evidenza pubblica, sottolineando il delicato rapporto fra riservatezza delle informazioni e dei segreti commerciali contenuti nell'offerta ed effettività della tutela giurisdizionale e del diritto di difesa. L'obiettivo principale delle norme è l'apertura alla concorrenza non falsata con necessità che non siano divulgate informazioni il cui contenuto potrebbe essere utilizzato per falsare la concorrenza ; le informazioni considerate riservate contenute nell'offerta dell'impresa aggiudicataria non devono, dunque, in linea di principio, essere comunicate; la semplice affermazione di un'impresa per cui le informazioni sono riservate non vincola la s.a. dovendosi dimostrare la natura realmente riservata delle informazioni alla cui divulgazione ci si oppone; la s.a., prima di comunicare tali informazioni, deve dare all'impresa interessata la possibilità di opporre il loro carattere riservato o di segreto commerciale; la s.a. deve conseguentemente indicare chiaramente i motivi per i quali ritiene che le informazioni alle quali è chiesto l'accesso siano riservate realizzando un bilanciamento fra diritto alla riservatezza dell'aggiudicatario e diritto di difesa del concorrente che chiede l'accesso, questi in sintesi i principi affermati.
 
 
 
 

Corte d’Appello di Firenze, sez. I civile, sentenza 17 giugno 2021 n. 1233

Se il regolamento condominiale vieta che le unità immobiliari facenti parte del fabbricato siano destinate a “qualsiasi uso che produca rumori molesti”, il proprietario che consente nel suo immobile concesso in locazione l’attività di bar e ristorazione è tenuto a risarcire i danni cagionati agli altri condomini per la violazione del regolamento. In tal caso, non è necessario verificare se i rumori abbiano superato o meno la soglia di tollerabilità, ex articolo 844 del codice civile, essendo sufficiente la prova che i rumori siano semplicemente fastidiosi o spiacevoli per gli altri condomini.La Corte d’appello di Firenze ha quindi confermato il verdetto di primo grado, ribadendo la differenza sussistente tra rumori molesti e rumori intollerabili.

Corte d’Appello di Firenze, sez. I civile, sentenza 17 giugno 2021 n. 1233

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