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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

Ammessa la trascrizione dell’atto di nascita straniero con due genitori dello stesso sesso

Corte di Cassazione, sez. I civile, sentenza 21 giugno - 30 settembre 2016, n.19599

La sentenza in esame ha confermato che è trascrivibile in Italia l’atto di nascita, formato all’estero, dal quale risulti che il minore, generato da una coppia di donne coniugate all’estero tramite il ricorso alla procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo, è figlio di due madri. Nella specie, una donna italiana e una spagnola, unitesi in matrimonio in Spagna nel 2009, hanno avuto un bambino a Barcellona: la donna italiana ha messo a disposizione il proprio ovulo, il quale, dopo essere stato fecondato con il seme di un donatore, è stato trasferito nell’utero dell’altra donna, che ha portato a termine la gravidanza. E’ presente, quindi, sia la fecondazione eterologa mediante la donazione di seme da un soggetto esterno alla coppia sia la scissione fra la madre genetica (la donna italiana cui risale l’ovocita fecondato, indicata come madre “B” nel certificato di nascita del minore di cui è stata domandata la trascrizione in Italia) e la madre biologica (la donna spagnola che ha condotto la gestazione, indicata come madre “A” nel certificato di nascita). Le donne hanno chiesto congiuntamente la trascrizione dell’atto di nascita in Italia, ma l’ufficiale dello stato civile di Torino ha opposto un rifiuto per ragioni di ordine pubblico.

Il Tribunale di Torino ha concluso per la non trascrivibilità dell’atto di nascita estero per contrarietà con l’ordine pubblico ai sensi dell’art. 18 d.p.r. 3 novembre 2000, n. 396, rilevando che tra i principi fondanti il nostro assetto ordinamentale vi sono “le norme in materia di filiazione che fanno espresso riferimento ai concetti di padre, madre, marito e moglie”; la Corte d’Appello di Torino, in sede di reclamo, è pervenuta alla soluzione opposta valorizzando l’interesse del minore a vedersi riconosciuto il legame con la madre genetica sotto il profilo dell’identità personale e dello status del bambino nello Stato italiano. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del giudice di appello. Tale atto di nascita non contrasta di per sé con l’ordine pubblico per il fatto che la tecnica procreativa non sia riconosciuta dall’ordinamento italiano dalla legge n.40 del 2004. La Suprema Corte osserva inoltre che il principio del superiore interesse del minore, per la sua rilevanza costituzionale primaria, non può entrare in rapporto di bilanciamento se non con principi costituzionali di pari rango, e tali non possono considerarsi le regole stabilite dalla L. 40/2004 in tema di procreazione medicalmente assistita in quanto essa è solo un’opzione legislativa la cui scelta non è costituzionalmente obbligata.

La sentenza è stata pubblicata nella rivista "Guida al diritto", n.44, Ottobre 2016, p.39. Il saggio che la commenta scritto da Antonino Porracciolo, dal titolo "Esclusa la violazione dei principi di ordine pubblico", è contenuto nella rivista "Guida al diritto", n.44, Ottobre 2016, p.52. (Area riservata).

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