Rappresentenza processuale e mandato al difensore: a chi spetta l'onere di dimostrare la sua qualità?

Cassazione civile, sez. II, sentenza 11 Maggio 2016, n.9647

In tema di rappresentanza processuale delle persone giuridiche la persona fisica che ha conferito il mandato al difensore non ha l'onere di dimostrare la sua qualità; neppure nel caso in cui l’ente si sia costituito in giudizio  per  mezzo  di  persona  diversa  dal  legale  rappresentante  e  l’organo  che  ha  conferito  il  potere  di rappresentanza  processuale  derivi tale  potestà  dall’atto  costitutivo o  dallo statuto, poichè  i terzi  hanno  la possibilità  di  verificare  il  potere  rappresentativo  consultando  gli  atti  soggetti  a  pubblicità  legale  e,  quindi, spetta a loro fornire la prova negativa. Solo nel caso in cui il potere rappresentativo abbia origine da un atto della  persona  giuridica  non  soggetto  a  pubblicità  legale,  incombe  a  chi  agisce  l’onere  di  riscontrare l’esistenza  di  tale  potere  a  condizione,  però,  che  la  contestazione  della  relativa  qualità  ad  opera  della controparte sia tempestiva, non essendo il giudice tenuto a svolgere di sua iniziativa accertamenti in ordine all’effettiva esistenza della qualità spesa dal rappresentante, dovendo egli solo verificare se il soggetto che ha dichiarato di agire in nome e per conto della persona giuridica abbia anche asserito di farlo in una veste astrattamente idonea ad abilitarlo alla rappresentanza processuale della persona giuridica stessa.

 "Guida al diritto", n.41, Ottobre 2016, p. 58 (Area riservata).

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