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INVENTIO invenire quod dicas, DISPOSITIO inventa disponere,

ELOCUTIO ornare verbis, MEMORIA memoriae mandare, ACTIO agere et pronuntiare.

(Cicero, M.T. De inventione, 82 A.C.)

Decreto FOIA: cosa cambia per cittadini e imprese?

Il D.Lgs. 25 maggio 2016, n. 97, recante “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” ha introdotto importanti novità in tema di trasparenza e di anticorruzione. L’accesso civico diviene più esteso rispetto al dettato precedente perché prevede che ogni cittadino possa accedere senza alcuna motivazione ai dati in possesso della Pubblica Amministrazione e che, contestualmente, non abbia la possibilità di ricevere rifiuto alla rispettiva richiesta di informazioni se non motivato. Con l’Articolo 5 si introduce, inoltre, una nuova forma di accesso civico ai dati e documenti pubblici equivalente a quella che nel sistema anglosassone è definita Freedom of information act (FOIA), che consente ai cittadini di richiedere anche dati e documenti che le pubbliche amministrazioni non hanno l’obbligo di pubblicare. L’accesso è stato esteso oltre che ai documenti e ai dati in possesso delle amministrazioni pubbliche, anche alle informazioni elaborate dalla medesime.

Il ruolo dell’ANAC è stato profondamente ridefinito, in quanto assume un ruolo più incisivo anche sull’azione sanzionatoria (Art. 45-48). Innanzi tutto l’Anac “può identificare i dati, le informazioni e i documenti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della disciplina vigente per i quali la pubblicazione in forma integrale è sostituita con quella di informazioni riassuntive, elaborate per aggregazione. In questi casi, l’accesso ai dati nella loro integrità è disciplinato dall’articolo 5”. Scompare il Piano triennale della Trasparenza ed integrità che viene inglobato nel Piano della prevenzione della corruzione nel quale dovranno rendersi visibili e chiari “i responsabili della trasmissione e della pubblicazione dei documenti, delle informazioni e dei dati” che, secondo il disposto dell’art. 5, saranno responsabili dell’accesso previsto. E’ eliminato l’obbligo di pubblicare i provvedimenti concernenti autorizzazioni o concessioni nonché quelli relativi a concorsi e selezioni (nell’ottica di eliminare le duplicazioni). Eliminati anche i dettagli con cui si chiedeva di pubblicare l’elenco. Abrogato l’obbligo di pubblicazione sulle attività amministrative e sui controlli sulle imprese. Gli obblighi di pubblicazione sono sostituiti dagli obblighi previsti dal nuovo Codice dei contratti. Inoltre “Ai sensi dell’articolo 9-bis, gli obblighi di pubblicazione di cui alla lettera a)[previsti dalla L. 190 2012] si intendono assolti attraverso l’invio dei medesimi dati alla banca dati delle amministrazioni pubbliche ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, limitatamente alla parte lavori”.

I saggi che commentano tale disciplina scritti da Stefano Toschei, dai titoli "I punti cardine della 'mini riforma' sulla trasparenza"," 'Accesso civico', un nuovo diritto per acquisire altri dati","Più partecipazione degli interessati all'attività della Pa","Nel nuovo principio di libertà d'accesso il 'FOIA italiano' '","Una procedura di richiesta con diversi passaggi","Contro l'inerzia il silenzio-assenso sarebbe più efficace","Ad Anac e Garante il compito di dettare le linee guida", sono stati pubblicati nella rivista  "Guida al diritto", n.39, Settembre 2016, rispettivamente pp. IV,VII,IX,XII,XVII,XXI,XXV.(Area riservata)

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